Lo storico bar di MONDRAGONE a due passi dal mare. Opere abusive e poi 30 anni e passa per un condono

15 Gennaio 2026 - 12:47

Il comune non aveva mai dato risposte all’istanza presentata addirittura nel marzo 1995

MONDRAGONE – Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, con sentenza pubblicata il 2 gennaio 2026, ha accolto il ricorso presentato da Fausto Falconetti, proprietario del bar “Gran Caffè Margherita” a Mondragone, contro il silenzio-inadempimento serbato dal Comune sulla sua istanza di condono edilizio presentata oltre trent’anni fa, nel marzo 1995.

Il ricorrente aveva chiesto la sanatoria di alcune opere abusive relative al locale, situato in Piazza Schiappa su un’area originariamente demaniale, poi acquisita dal Comune e infine venduta allo stesso Falconetti nel 2015. Nonostante il deposito di tutta la documentazione richiesta dall’ente – inclusa l’attestazione di disponibilità del suolo rilasciata dallo stesso Comune dopo una lunga attesa – la pratica non è mai stata definita, neppure dopo una formale diffida inviata nell’aprile 2025.

Il TAR ha ritenuto il comportamento del Comune illegittimo, in violazione dell’obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, come previsto dalla legge sul procedimento amministrativo. La sentenza sottolinea che, in materia di condono edilizio, il semplice decorso del tempo non equivale a un’autorizzazione tacita, ma non può neppure giustificare un ritardo trentennale senza una decisione formale.

Il Tribunale ha quindi ordinato al Comune di Mondragone di pronunciarsi sulla pratica entro sessanta giorni. In caso di ulteriore inerzia, la sentenza nomina sin d’ora un Commissario ad acta – il dirigente del Settore Urbanistica della Provincia di Caserta – che provvederà in sostituzione dell’amministrazione inadempiente. Il Comune è stato infine condannato al pagamento delle spese legali, liquidate in 1.500 euro.