I NOMI. Il sindaco e gli imprenditori casertani ritenuti “amici” del clan dei Casalesi. Ma per i giudici non è così: ASSOLTI. E solo una condanna “mini”

15 Gennaio 2026 - 13:19

CASERTA – L’inchiesta giudiziaria denominata “Alma”, avviata nel 2013 nel Comune di Battipaglia con l’ipotesi di un sistema di condizionamento degli appalti pubblici legato alla camorra, si è conclusa con un sostanziale ridimensionamento delle accuse iniziali. Il Tribunale di Salerno ha infatti emesso numerose assoluzioni, tra cui quella dell’imprenditore Attilio Guida di Gricignano, difeso dall’avvocato Giovanni Cantelli, originariamente indicato come vicino al clan dei Casalesi.

Le accuse più gravi, che all’epoca avevano portato anche allo scioglimento del consiglio comunale, non hanno trovato riscontro probatorio. In particolare, il Tribunale ha escluso l’esistenza di un patto tra l’ex sindaco Giovanni Santomauro e la criminalità organizzata per la gestione degli appalti, così come sono cadute le ipotesi di un sistema di tangenti e dei cosiddetti favori sessuali.

L’unica condanna emessa riguarda lo stesso Santomauro, il quale è stato riconosciuto colpevole di un singolo episodio di pressioni su un capocantiere per favorire l’assunzione di un operaio. Per questo fatto, l’ex primo cittadino ha ricevuto una condanna a due anni di reclusione con la sospensione della pena, oltre a una interdizione di due anni dai pubblici uffici. Tutte le altre accuse a suo carico, tra cui abuso d’ufficio e concussione, sono cadute.

Sono stati assolti con formula piena, per non aver commesso il fatto, anche gli altri imputati tra cui gli imprenditori casertani Nicola Madonna e Attilio Guida, nonché i tecnici comunali Giovanni Argento e Francesco Mainolfi. Per loro non è emersa alcuna prova di collusione con la camorra o di partecipazione a un sistema illecito di appalti.