MARCIANISE. Anatomia del fallimento dei 6 tradimenti. E Trombetta finisce male inventandosi una storia smentita dalla Tartaglione
17 Gennaio 2026 - 21:03
MARCIANISE (g.g.) – Stavolta Antonio Trombetta, da 24 ore ex sindaco di Marcianise, ci ha sorpresi. Insomma, c’è riuscito con chi, sin dal primo giorno del suo insediamento, aveva compreso benissimo, facendolo diventare “carta conosciuta” in ogni sua valutazione una granitica struttura caratteriale che lo portava ad avere un rapporto acritico, poco razionale, poco cerebrale, ma quasi morbosa, drammatica, esistenziale con la sua funzione e con quella fascia tricolore che la rappresenta visivamente.
Commentando l’iniziativa dei consiglieri di opposizione di recarsi da un notaio per dimettersi contestualmente, decretando quindi la caduta dell’amministrazione comunale, Trombetta ha, infatti, compiuto una ricostruzione dei fatti a dir poco farlocca.
E francamente, noi non ritenevamo che fosse in grado di costituire in sé, probabilmente proprio a causa del suo rapporto insano con l’appellativo di “signor sindaco” una delle caratteristiche tipiche dei politici di professione, che quando si tratta di dire balle.da macinare nel mulino delle necessità personali non si tirano mai indietro.
A chi credere tra Antonio Trombetta e Lina Tartaglione? Zero dubbi
Noi abbiamo seguito passo passo ciò che è successo nelle ultime 72 ore. Sappiamo molto di più rispetto a quello che abbiamo scritto e se questo surplus non è stato riportato da Casertace è perché ci mancavano quelle sicurezze matematiche, condizione necessaria per la pubblicazione di una notizia.
Parlando in queste ore con Lina Tartaglione, abbiamo avuto conferma che le cose si siano sviluppate in maniera molto differente rispetto a quanto l’ex sindaco Trombetta ha spiegato con un certo livore in un post che pubblichiamo in calce a questo articolo. Trombetta dice di essersi sottratto a una sorta di assalto alle poltrone, operato dal centro-sinistra.
Al contrario, gli eventi sono andati in tutt’altro modo Avendo conosciuta meglio Lina Tartaglione in questi due anni e mezzo di consiliatura, ci sentiamo di prestare fede con sufficiente sicurezza alla sua ricostruzione. Perché, al di là dei difetti che possono essere riscontrati in un personaggio politico, che, probabilmente, è stata calato nel 2023 in maniera troppo frettolosa in un’arena per un’impresa al tempo troppo complessa per lei, avendola conosciuta meglio adesso a due anni e mezzo di distanza da quelle elezioni e avendo capito che si è costruita spalle larghe ed esperienza ci siamo resi conto comunque che non ha perso il suo nitore e che resta una persona molto seria, che difficilmente si abbandona ad azioni e ricostruzioni politiciste, perché, a differenza di molti altri tiene molto alla sua reputazione personale e professionale. La Tartaglione ha detto chiaramente che con il sindaco Trombetta era in atto un confronto di tipo esclusivamente programmatico.
Su questo programma poi, che Trombetta a okvrebbe dovuto presentare in consiglio comunale, si sarebbe messa insieme la nuova giunta con quelli che ci volevano stare,ma comunque nel segno della discontinuità e dando un segnale di buona politica escludendo da ogni possibile indicazione di governo o ribaltonisti Pratillo, Nicola Russo e Guerriero con un fortissimo ridimensionamento di Pasquale Salzillo soprattutto attraverso la rotazione del suo sodale Angelo Piccolo, da quasi dievi anni comandante assoluto delle concessioni edilizie.
Per cui, non è assolutamente vero che Pino Moretta abbia portato al primo cittadino l’elenco di sette nomi, mentre è vero che il documento programmatico sia stato ritoccato almeno tre volte, sotto l’egida e con il benestare del primo cittadino.
È stato lui che, all’improvviso, ha cambiato posizione, è stato lui a dimettersi probabilmente vedendo per l’ennesima volta alle pressioni dei vari De Martino, Pasquale Salzillo e Letizia che molto pragmaticamente volevano utilizzare questi 15-18 giorni per provare a convincere qualche consigliere comunale a passare in maggioranza e a sostenere un’amministrazione con 13 o 14 consiglieri.
Assalto alle poltrone? Se lo dice uno che ha camminato per trenta mesi con i sacchetti dei trenta denari sempre pronti….
Oggi il sindaco dice cose molto gravi.
Parla di un assalto alla diligenza, parla di una voracità clientelare, di una voracità di potere da parte del centro-sinistra. Francamente per uno che ha compiuto ben tre ribaltoni, portando in maggioranza altrettanti consiglieri, eletti con la coalizione di Tartaglione, vale a dire, nell’ordine, Pratillo, ristorato con la concessione di Blu Car, suo parente, poi Nicola Russo, uomo legato a doppio filo a Giovanni Zannini, con il quale ha cementato un rapporto fondato sul mantenimento dello status quo all’ex consorzio idrico e alimentato anche dall’impegno non certo gratuito che Gabriele Trombetta, nipote del sindaco, ha espresso ed esprime ancora all’interno dell’ITL, derivazione malata del citato consorzio idrico e
Infine Raffaele Guerriero. Per uno che si è mosso in questa maniera, sempre con la sacchetta in mano dei trenta denari, parlare di assalto alla diligenza, parlare di corsa alle poltrone, ci sembra una sgraziata e impenitente manipolazione della verità per come questa, al contrario, si è configurata realmente.
La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa: “Tradire e tradiremo”
Volendo operare una sintesi peculiare di questi ultimi due anni e mezzo, focalizzata sulla figura dell’ex sindaco Trombetta, potremmo dire che questi ha perso, mano mano, ogni freno inibitore e lo ha perso proprio per quel rapporto morboso, a cui abbiamo fatto cenno all’inizio di questo articolo, con a fascia tricolore che lo ha condotto ad accettare l’immoralità registratasi in diverse aree di gestione, a partire, non ci stancheremo mai ripeterlo, sull’asse Salzillo – Piccolo.
Questi due anni e mezzo di sindacatura possono essere sintetizzati con una parola imperante sulla scena, la parola ” tradimento”.
Ne ha compiuti almeno sei il sindaco. L’unico che non ha consumato, è stato quello nei confronti di Giovanni Zannini.
Una circostanza che non stupisce affatto, perché il meccanismo relazionale di Giovanni Zannini con Gabriele Trombetta, nipote diretto di Antonio Trombetta, è tanto stretto da aver determinato una capacità di controllo totale delle azioni del sindaco sulla cruciale Questione dell’ex Consorzio idrico. Per giunta, Zannini, al di là di quello che ha ottenuto il suo consigliere comunale Nicola Russo nel momento in cui è riuscito a infilare in giunta l’architetto Tartaglione, quello dei chioschi abusivi per intenderci, è stato sempre focalizzato su uno e un solo obiettivo: di tenere in linea il comune di Marcianise con le sue esigenze di controllo dell’ex consorzio.
E così è stato fino all’ultimo momento, così è stato fino all’ultimo consiglio comunale, quando, un po’ comicamente, un po’ grottescamente, il sindaco Antonio Trombetta ha garantito a tutti, manco fosse un giudice fallimentare, che il concordato preventivo, procedura molto serio e molto grave in cui si trova impelagato l’Itl Spa, vale a dire l’ ex consorzio idrico, si sarebbe risolta con una sorta di augurio che ha tanto di elasticizzato la sudditanza assoluta di Trombetta a quelle che sono le necessità di Zannini e anche di suo nipote Gabriele.
Tornando ai tradimenti, il primo è stato perpetrato con il ribaltone di Pratillo. In quel caso Trombetta ha tradito per la prima volta la democrazia, perché Giovanni Pratillo era stato eletto nella coalizione capitanata da Lina Tartaglione e, ribaltandosi dall’altra parte, consegnandosi al sindaco, ha in pratica tradito il mandato elettorale.
Combinazione ha voluto 😂😂😂che questo sia avvenuto
Appena prima che un diretto congiunto di Pratillo, ossia il titolare di Blucar, ottenesse una cruciale e ricca concessione edilizia molto molto controversa.
Il secondo tradimento è stato consumato sempre si danno della democrazia con il ribaltone del già citato Nicola Russo in cambio dell’assessorato a Tartaglione, re dei chioschi abusivi. Poi il terzo tradimento con il ribaltone, rimediato in extremis con la firma dimissionaria di ieri, di Raffaele Guerrieo a cui era stra promessa (non mantenuta) e la potrò a di componente del Consiglio generale dell’Asi. E proseguendo , il il quarto tradimento fatto a Giampiero Zinzi, nel momento in cui Trombetta ha detto sì (E l’ha detto eccome,) a una maggioranza con i consiglieri di centrosinistra, dicendo sì sì anche alla rivisitazione totale della giunta con una molto probabile defenestrazione di Pasquale Salzillo.
E poi il quinto tradimento al centrosinistra, con marcia indietro di ieri, quando dopo aver detto sì, dopo aver contribuito addirittura alla stesura del nuovo programma stipulato con i consiglieri di opposizione per un governo che poi avrebbe dovuto essere aperto a tutte le forze del Consiglio comunale, ha fatto marcia indietro perché probabilmente investito dagli improperi da parte dei vari De Martino, Salzilo e Co., uscendosene con la storia delle dimissioni telecomandate. Sei tradimenti
Il sesto tradimento, sicuramente il più grave, quello che ha determinato in pratica la sua caduta, è stato quello compiuto dai danni di chi l’aveva creato politicamente, di Maria Luigia Iodice, abbandonata dal sindaco, che l’ha addirittura voluta umiliare dicendole, a lei che era consigliera uscente rimpiangerà (roba da matti) di non ricandidarsi alle Regionali e schierandosi in questo modo, di fatto, con Pasquale Salzillo, il quale ha rotto il patto di costituzione su cui era fondato la nascita della coalizione per Trombetta sindaco, vale a dire il sostegno o, quanto meno, la non belligeranza nei confronti della Iodice, la quale, da consigliera regionale uscente, aveva il diritto di riprovarci e quello di aspettarsi un impegno totale da parte di Trombetta, che se la fascia aveva conquistata era scaduto per la scelta che la Iodice aveva fatto di candidati a sinda o e per l’impegno diretto della medesima di scendere in campo personalmente alle Amministrative del 3023 candidandosi per la carica di consigliera comunale.
Ma il settimo giorno, ogni riferimento al libro della Genesi è puramente casuale, Trombetta si è sempre riposato ma in quel caso è stato un riposo tossico perché finalizzato solo e solamente alle necessità di Zannini e di suo nipote Gabriele Trombetta . Questi sono i fatti, questo raccontano i due anni e mezzo di Antonio Trombetta, un sindaco che nessuno, a questo punto, a meno che non abbia trascorso gli ultimi trentuno nel paese dei balocchi,
