ESCLUSIVA. I primi dettagli della richiesta di arresto in carcere formulata nei confronti di Giovanni Zannini. La posizione di Griffo padre e figlio per il caseificio Spinosa spa mentre Alfredo Campoli…

20 Gennaio 2026 - 16:42

E’ chiaro che occorrerà leggere con attenzione il testo di questa richiesta per capire bene le posizioni di quelli che nell’autunno del 2024 erano co- indagati insieme al politico di Mondragone. Elementi concreti, però, li possiamo già dare sui griffo e sull’amico del cuore Campoli, nonché compare di matrimonio di Zannini

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CASERTA (g.g.) Emergono particolare più precisi relativi alla richiesta di arresto formulata dai pubblici ministeri della procura di Santa Maria Capua Vetere, Giacomo Urbano e Gerardina Cozzolino, nei confronti del consigliere regionale Giovanni Zannini. Intanto si tratta di una richiesta di arresto in carcere. Le accuse principali sono quelle di corruzione relative alla vicenda dell’aggiramento delle norme regionali, attraverso l’uso, a dir poco acrobatico, di un verbale redatto dalla commissione Edilizia Ambientale del Comune di Castello del Matese sulla concessione Vinca invocata da Luigi e Paolo Griffo, padre e figlio, titolari della Spinosa spa per il grande caseificio di Cancello ed Arnone i cui lavori di vistoso allargamento avevano già realizzato nonostante la questione Vinca non fosse risolta e in presenza del diniego della regione Campania. Insomma già da prima che la commissione edilizia ambientale, evidentemente addomesticata, aveva messo a punto una formula a dir poco discutibile per neutralizzare la necessità di perfezionare il titolo attraverso una Vinca.

Comunque per chi volesse approfondire i fatti, invitiamo a scrivere nel motore di ricerca Google frasi come “Zannini indagato oppure Luigi e Paolo Griffo indagati, caseificio La Spinosa.”

Un corrispettivo a titolo di corruzione Zannini lo avrebbe ricevuto con una mini crociera a bordo dello Yacht Camilla pagata proprio da Griffo padre e figlio, in quel di Capri a cui partecipò anche l’imprenditore di Mondragone, Alfredo Campoli, fedelissimo di Zannini e compare di nozze di quest’ultimo la cui posizione è stata stralciata. Il che non vuol dire necessariamente che Campoli, il quale gira in lungo e in largo per incamerare cospicue cifre in contanti sempre nel periodo a cui risalgono gli avvenimenti appena trattati, sia fuori da ogni indagine.

Magari questa si collega a qualche altra diversa che lo può coinvolgere e che necessita di un procedure di accertamento di polizia giudiziaria di tipo diverso.

Per Luigi e Paolo Griffo, invece, la Procura della Repubblica ha chiesto l’applicazione del divieto di dimora in Campania. Ricordiamo che il loro caseificio è stato sequestrato con un provvedimento cautelare, confermato sia in sede di Riesame sia in sede di Cassazione. Il secondo alla base della richiesta di arresto per Zannini riguarda l’ipotesi di reato di concussione, consumata ai danni dell’allora direttore sanitario dell’Asl, Enzo Iodice, sottoposto da Zannini a molteplici pressioni finalizzate ad avere a disposizione atti e documenti riservati dell’Asl in modo da poter attivare al massimo regime di potenza la sua macchina clientelare. Ricordiamo che Enzo Iodice proprio per non aver ceduto a queste pressioni, fu silurato dalla carica di direttore sanitario dalla direzione generale della Regione Campania attraverso una telefonata perentoria quanto scabrosa, fattagli dal super dirigente Antonio Postiglione che francamente una roba di tale gravità non l’avrebbe mai consumata senza che questa fosse isperata e determinata da ordini superiori che non potevano non provenire dal governatore Vincenzo De Luca o da suo vice Fulvio Bonavitacola, ancora oggi confermato nella giunta regionale presieduta da Roberto Fico.

Vedremo poi, analizzando con calma i documenti, come si è configurata e se ci sono eventuali contenuti aggiuntivi, magari risultati dagli interrogatori di qualcuno degli indagati rispetto agli elementi affiorati dalla lettura del decreto di perquisizione notificato agli indagati nell’autunno del 2024