Casagiove passa la gestione dell’acqua al carrozzone ITL, ex Consorzio Idrico. “L’abbiamo data ai privati e ora i cittadini pagano di più”
12 Febbraio 2026 - 11:10
CASAGIOVE – «Nel programma elettorale scrivevate che l’acqua è un bene pubblico. Poi l’avete affidata ai privati. E oggi i cittadini pagano il doppio». È l’accusa del consigliere comunale di opposizione Cristian Bruno Gallo, che torna a puntare il dito contro la gestione idrica a Casagiove.
Il bersaglio è la scelta dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Vozza di aderire al Consorzio Idrico Terra di Lavoro, ora Itl Spa, il vero carrozzone supremo della politica clientelare a trazione zanniniana. Una decisione che, secondo Gallo, è stata presa senza valutare adeguatamente le condizioni della rete locale. «La rete idrica ha così tanti problemi che andava rifatta completamente», aveva già dichiarato in passato. Oggi il consigliere rilancia: «In Consiglio comunale feci un intervento in cui dimostrai in maniera chiara che l’acqua a Casagiove avrebbe subito un aumento significativo. Tutto ciò è accaduto».
Fu il 12 febbraio 2024, alla sede dell’Ambito Distrettuale Caserta dell’Ente Idrico Campano, durante la conferenza di servizi, che si è sancito il subentro di ITL Spa nella gestione del servizio idrico e fognario del Comune di Casagiove. Il verbale, agli atti dell’Ente, certifica che il subentro è stato deliberato all’unanimità con decorrenza dal 1° gennaio 2024. Il comune ha trasferito in concessione d’uso a ITL Spa tutte le opere, gli impianti e le canalizzazioni, secondo lo stato di consistenza accertato in contraddittorio tra il personale dell’azienda e quello comunale.
Va specificato che, in realtà, ITL è una società a completa partecipazione pubblica, poiché le quote — divenute azioni dopo la trasformazione — sono nelle mani di alcuni Comuni della provincia di Caserta. In un articolo di un paio di settimane fa abbiamo potuto finalmente scrivere la cifra della vergogna, la cifra del disonore: 255 milioni di euro di debiti, per una società che, com’è noto, ha chiesto di accedere alla procedura prefallimentare del cosiddetto concordato preventivo, sviluppata comunque senza il blocco delle attività.
Ma il nodo, per Gallo, è anche politico. «Va evidenziato che il sindaco nel suo programma elettorale scrisse che l’acqua era un bene pubblico. Questo impegno non è stato rispettato». Il passaggio dalla gestione pubblica al consorzio ITL rappresenterebbe, secondo l’opposizione, una privatizzazione di fatto, con ricadute pesanti sulle bollette dei cittadini.
