MARCIANISE. Velardi, che ritorno! Stoccata a Stefano Graziano e Raffaele Guerriero e sulla piscina botta e risposta con l’ex assessore Farro

12 Febbraio 2026 - 19:19

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Sono già sei i post pubblicati negli ultimi giorni e riteniamo che questo c’entri con la campagna elettorale, che di qui a un mese sarà in pieno corso. Ci dicono che lui neghi, ma a noi pare che si muova come uno che vuole ancora provare a diventare sindaco. In forma lo è, compreso il suo stile didascalico-professorale, e sulla questione della piscina Farro gli risponde, probabilmente senza raccontare cose infondate

MARCIANISE – Antonello Velardi è entrato in clima partita. Non può essere una casualità il suo ritorno in grande stile sul social che lui ama e che sente più adatto all’esplicazione di un pensiero compiuto, proprio all’indomani della caduta dell’amministrazione comunale di Trombetta.

C’è chi dice che Velardi non sia candidabile a sindaco a causa della condanna subita dalla Corte dei Conti, ma noi, che abbiamo imparato a conoscerlo in questi anni, possiamo dire che il suo comportamento e la visibilità che ha cercato e subito trovato danno l’idea di una volontà di partecipare in prima persona e a pieno titolo alle prossime comunali.

Un po’ di superego c’è sempre, ma può dare fastidio a chi lo legge per la prima volta. Noi siamo abituati e lo perdoniamo, perché tutto sommato scrive bene e riesce a esprimere i concetti con la fluidità del buon comunicatore. Ha sempre la tendenza ad affermare che lui è “altro” rispetto a coloro che definisce i professionisti della politica marcianisana: “quei 15 o 20” che, in pratica, decidono le cose in maniera autoreferenziale, senza curarsi di comunicare le proprie idee ai non professionisti della politica, ai cittadini pensanti, a cui è lui a fornire, al contrario, spunti di riflessione e contenuti.

Fatta questa premessa, ci siamo soffermati su due post. Uno ha un connotato più politico, legato a quello che definisce il perimetro, con una linea guida ovviamente molto didascalica e dunque fondata sulla consapevolezza; tutto sommato, non campata in aria, in considerazione di ciò che abbiamo visto a Marcianise negli ultimissimi anni. Velardi si mostra pregno di conoscenza e capacità logica da applicare alla politica. Anche se, quando ha indossato la fascia, ci avrà pure provato a perimetrare in maniera ortodossa la politica marcianisana, non ci è riuscito semplicemente perché oggi, nel tempo presente, non si disegnano più perimetri ampi: ognuno fa quattro linee per definire il proprio orticello e va a prendere le sementi dove capita.

Però diciamo che il ragionamento di Velardi è elegante, quandanche velleitario. Entrando nel merito delle questioni più concrete, interessante è la stoccata che l’ex sindaco di Marcianise porta al corpetto di Stefano Graziano, il quale ha voluto assumere direttamente la carica di commissario cittadino del PD, legando a sé, con la funzione di subcommissaria, Lina Tartaglione. Si comprende che il concetto dei perimetri era propedeutico all’affondo, perché Velardi, rivolgendosi al deputato del PD che definisce un professionista della politica, gli contesta una sorta di insensibilità per quello che, a suo dire, un politico esperto non può comprendere.

Ragionamento avvolgente: “l’onorevole Stefano Graziano organizza il PD locale e cerca di guidare l’opposizione al centrodestra, ma si dimentica di spiegare che il suo delfino sul posto, il consigliere Raffaele Guerriero, stava prima di qua, poi è andato di là, poi è venuto di nuovo di qua. Lo cito perché un professionista della politica come Graziano non può non capire che vanno costruiti i perimetri politici: o stai da una parte o stai dall’altra, non a seconda dei tuoi bisogni. Perché se lo fai – dico a caso – per tenere sotto controllo l’ASI, la gente ti sgama e non ti riconosce come affidabile. La gente ragiona e si chiede: ma uno di Teverola deve venire qui a Marcianise a decidere le sorti del PD locale e della città, dopo che dell’area industriale di Marcianise la sua attendente si è completamente disinteressata, occupandosi di quella di Teverola?”

In poche parole, Raffaele Guerriero e Graziano che lo tutela sono fuori registro, perché il trasformismo sta ai perimetri come i cavoli a merenda. Carina questa cosa.

Consideriamo invece più importante, per quelle che sono le vicende amministrative legate alla ricerca di una qualità infrastrutturale e strutturale della città di Marcianise, il botta e risposta tra Antonello Velardi e l’ex assessore ai Lavori Pubblici, lo zinziano Stefano Farro.


LA PISCINA COMUNALE E IL BOTTA E RISPOSTA TRA VELARDI E FARRO:

Scrive Velardi: “Stamattina, all’altezza dell’Agip, mi ha fermato un automobilista che cercava la piscina comunale. Ho dovuto spiegargli che il cartello installato dal Comune indicava una struttura inesistente. È la terza volta che mi capita. Quel tabellone è una pernacchia per chi legge, la metafora di una città presa in giro, saccheggiata, umiliata”.

Farro, in un lungo post pubblicato sui social, ha raccontato una storia che, secondo lui, fotografa la situazione: “C’era una volta un meccanico, soprannominato Scassatiello, che andò a riparare un’auto a domicilio… Il proprietario gli disse: ‘mo’ non ti preoccupare, quando ti trovi a passare ti pago’. Ecco, leggendo l’ennesimo post indignato sulla piscina comunale e sul cartello stradale ‘fantasma’, mi è tornato in mente proprio Scassatiello. Perché pure qua c’è chi oggi ‘se truove a passà’, come se non fosse stato dentro quel cortile per sette anni”.

Farro sottolinea che “per sette anni pieni, il sindaco di Marcianise è stato lui. Non un passante, non un commissario, non uno che si è trovato a passare. Ma il sindaco, con pieni poteri, giunta, maggioranza e soprattutto un diario quotidiano su Facebook. Ora, se per sette anni governi una città e racconti ogni giorno le storture, quando smetti di essere cronista e inizi a essere responsabile?”. L’ex assessore puntualizza che la piscina comunale è stata aperta solo nel 2024, dopo sette anni di amministrazione Velardi, e invita a distinguere tra chi governa, chi racconta e chi prova a raccontare senza responsabilità diretta.

L’ex sindaco difende la propria gestione: “Tutti sanno che ho fatto della riapertura della piscina una mia battaglia di bandiera. Non ci sono riuscito, ma perché volevo un progetto serio, sostenibile, con il coinvolgimento dei privati e a favore delle casse comunali. Non si apre una piscina per chiuderla subito dopo, solo per favorire interessi privati”.