GUARDA IL VIDEO. Ma se il vicesindaco Marisa Giacobone fa quello che le pare con il suo bar, è chiaro che gli altri fanno lo stesso: una stufa illegale nella nota panineria Mordimi

16 Febbraio 2026 - 13:00

IN CALCE ALL’ARTICOLO IL VIDEO che dimostra la presenza di una stufa illegale all’interno del locale che rappresenta un potenziale rischio. Tema che in questo periodo, dopo la strage di Crans Montana è particolarmente sentito. In tutto questo per il sindaco Villani quando le cose riguardano la sua pupilla tutto va bene e il disinteresse delle forze dell’ordine peggiora la situazione. IL NOSTRO APPELLO ALLA PREFETTURA

CASERTACE STA PER CAMBIARE PER SEMPRE: TE LO SPIEGA IL DIRETTORE GIANLUIGI GUARINO – CLICCA E GUARDA IL VIDEO

CAPUA – Andiamo subito al punto di questo nostro articolo, mettendo a disposizione dei nostri lettori un video che ci è stato inoltrato da un cittadino capuano. Dalle immagini, girate in Riviera Volturno, si nota un gazebo installato dalla panineria “Mordimi”.

Non intendiamo entrare nel merito, almeno per il momento, delle eventuali autorizzazioni rilasciate né verificare se siano state concesse nel pieno rispetto dei regolamenti comunali dato quanto insegnato dalla ormai arcinota vicenda del vicinissimo Bar Giacobone, per capirci quello della famiglia del vicesindaco Marisa Giacobone che la stessa gestisce con la madre Maddalena Buglione e la sorella Candida Giacobone,  ma che è stata d’esempio del non rispetto delle regole così come scoprirete nella continuazione della lettura del nostro pezzo.

Tuttavia, ciò che appare evidente è la presenza, all’interno della struttura, di una stufa a fungo, perfettamente funzionante, collocata in uno spazio molto ridotto e per di più chiuso prevalentemente da teli in PVC, materiale notoriamente infiammabile.

Una situazione, alla luce di quanto successo a Crans Montana, in Svizzera, dove si è consumata una strage che è costata la vita a 41 persone con 116 feriti a causa di un incendio divampato all’interno di un locale, che solleva interrogativi in materia di sicurezza. In ambienti chiusi l’utilizzo di dispositivi alimentati a gas rappresenta un potenziale rischio e per questo ne è fatto divieto assoluto.  

Riferimenti normativi (in Italia)

La normativa sulla sicurezza degli impianti a gas (es. Decreto Ministeriale 37/2008) impone che gli apparecchi siano installati e utilizzati secondo le istruzioni del costruttore e in condizioni di sicurezza.

Le regole tecniche UNI sugli apparecchi a gas (come UNI 7129) prevedono adeguata aerazione e ventilazione dei locali.

I funghi a GPL rientrano tra gli apparecchi per uso esterno secondo le norme europee di prodotto (es. UNI EN 14543), che li classificano per terrazze e spazi aperti.

Perché il divieto

I funghi a gas non sono dotati di scarico fumi canalizzato; producono monossido di carbonio e consumano ossigeno per questo non sono omologati per uso in locali chiusi (abitazioni, garage, taverne, magazzini, ecc.), salvo casi particolari espressamente previsti dal costruttore e con ventilazione permanente conforme alle norme.

Alla luce di quanto segnalato, con questo articolo intendiamo lanciare un appello alla Prefettura di Caserta affinché valuti un intervento da inserire nell’ambito del piano provinciale dei controlli sui locali pubblici, al fine di verificare il rispetto delle normative vigenti e garantire la sicurezza degli avventori.

L’invito è rivolto nella convinzione che la prevenzione debba sempre precedere eventuali tragedie. La sicurezza pubblica è una responsabilità condivisa e ogni segnalazione merita attenzione, soprattutto quando riguarda situazioni che potrebbero comportare rischi per la collettività.

Se il nostro appello raggiunge la Prefettura è perché abbiamo avuto purtroppo, la prova, nelle tante battaglie che questo giornale ha sviluppato a Capua per il rispetto della legalità nella gestione di locali pubblici, nessuna autorità di polizia men che meno l’amministrazione comunale sono intervenuti.  Pur avendo noi fornito prove inconfutabili della consumazione di situazioni illegali e illegittime. E mai è successo che il signor sindaco Adolfo Villani abbia potuto smentire nel merito alcuno dei nostri articoli? Se n’è disinteressato contando sull’impunità purtroppo garantita anche dal disinteresse delle forze dell’ordine di cui ha goduto, ad esempio, ingiustificatamente, la vice sindaca Marisa Giacobone e la sua famiglia. Sapete qual è il vero disastro provocato da questa impunità? Che altri locali come ad esempio quello da noi citato ed appena esaminato legittimamente dal loro punto di vista ritengono di poter eludere le legge. D’altronde se lo fa il vice sindaco per quale motivo, si chiedono quelli di Mordimi, non lo possiamo fare anche noi?