S,MARIA C.V. ANCORA!? In dieci giorni due perizie di variante per lo stadio Piccirillo. E così i lavori “lievitano” di 200 MILA EURO
27 Febbraio 2026 - 18:14
C’è qualcosa che non è andata nel verso giusto nella redazione dei lavori allo stadio sammaritano? A vedere i due documenti pubblicati nella seconda metà del mese di febbraio, pare che qualcosa non sia andata completamente per il verso giusto
SANTA MARIA CAPUA VETERE (a.c.) – Quella che avevamo definito una moda nello scorso articolo, evidentemente, è fortemente in voga, tanto da ripetersi e diffondersi ad altri documenti dopo pochissimi giorni. Se non avete ancora capito a cosa facciamo riferimento, vi mettiamo qui l’articolo di esattamente dieci giorni fa (clicca e leggi) dove vi parlavamo dei lavori allo stadio Piccirillo di Santa Maria Capua Vetere e di una perizia di variante da 175 mila euro, circa il 33,5%, motivata in maniera abbastanza scarna per un importo comunque importante.
Ora si ritorna sullo stadio Piccirillo. E si ritorna, di nuovo, su una perizia di variante. Ma come? Un’altra variante in corso d’opera dopo meno di quindici giorni dalla prima? Ebbene sì perché, secondo quanto sancito nella determina, firmata in doppia veste di RUP e Dirigente, da Giancarlo D’Aco, altri 37 mila euro sono stati aggiunti alla somma dei lavori, per una percentuale del 6,6% di variante. In questo caso l’incremento riguarda alcune “esigenze strutturali emerse in fase esecutiva“, che verosimilmente si traducono in “verifiche strutturali” in merito ai nuovi pali per l’illuminazione ed alcuni “adeguamenti strutturali“.
Ora, se ci permettete, e non ce ne vogliano, come sempre, in sede del comune guidato dal sindaco Antonio Mirra, ma su questa fase esecutiva avremmo qualche critica da fare. Partiamo col dire che noi di CasertaCe di mestiere non facciamo gli architetti, i geometri, tantomeno gli ingegneri, ma nel momento di approvazione del progetto esecutivo nell’aprile scorso, ricordiamo redatto dalla società Squadra Pro Srls dell’architetto Arturo Pasquariello, se c’è stato qualche errore di calcolo, come ci potrebbe essere stato, viste le due varianti in corso d’opera a distanza di pochissimi giorni l’una dall’altra, saremmo autorizzati a rammentare la mancanza di attenzione a chi di competenza, vale a dire al dirigente Giancarlo D’Aco, che ha approvato il progetto esecutivo e all’ingegnere Claudio Karol Halabis che ha redatto il progetto di fattibilità tecnico-economica, sancendo l’importo a disposizione delle società e anche ai professionisti della Squadra Pro.
In più occorre ripassare un po’ le percentuali. E lo diciamo nel massimo interesse del comune di Santa Maria Capua Vetere perché, in caso di possibili future varianti, visti i precedenti analizzati, la percentuale di incremento arriverebbe a cifre discutibili: la scorsa settimana parlavamo del 33,5%, ora di un ulteriore 6,6%, portando il totale a 40,1% di aumento. Specifichiamo subito, non siamo nel range dell’illegalità, sancito alla soglia del 50%, ma iniziamo ad avvicinarci pericolosamente e, anche in caso di superamento in maniera lecita con più varianti, il comune della città del Foro non ci fa di certo una bella figura.
Soprattutto se pensiamo che, inizialmente, l’importo dei lavori a base d’asta partiva da 695 mila euro, poi scesi a 521 mila euro con il ribasso del 25,70% ottenuto dalla ditta aggiudicataria Della Gatta Srl, poi risaliti a 696 mila euro dopo la scorsa perizia del valore di 175mila euro, poi ancora incrementati dall’ultima variante di cui stiamo parlando in questo articolo, portando il valore totale dell’importo ad una cifra di poche migliaia sopra i 730 mila euro.
Per farla breve, il ribasso che ha fatto vincere la società del presidente di Confindustria Caserta, Luigi Della Gatta, non solo è stato praticamente annullato, ma si è superato di quasi 40 mila euro dall’importo a base d’asta iniziale. Riassumendo in termini ancora più semplici: dall’importo soggetto a ribasso sono stati aggiunti la bellezza di oltre 210 mila euro, il tutto nel giro di meno di quindici giorni.
Queste varianti in corso d’opera sono diventate talmente tanto una moda che, addirittura, il comune di Antonio Mirra, in data 25 febbraio, ha fornito un’integrazione nell’impegno affidato alla FMC Group Srl per il “servizio di lavoro di smontaggio e smaltimento torri fari presso campo sportivo” con l’importo aggiornato dai 3660 euro precedentemente annunciati dall’Ente agli “aggiornati” 4636 euro.
Cifre che rispetto a quelle descritte prima sembrano bazzecole, ma giusto per ribadire che a Santa Maria Capua Vetere ci tengono a seguire le mode, anche nelle piccole cose e, quindi, un incremento di quasi mille euro, seppur in un servizio apparentemente secondario, ci sembra del tutto coerente con la gestione totale dei lavori. Un po’ meno sulla questione di opportunità di cui vi abbiamo parlato probabilmente centinaia e centinaia di volte.
Dedicheremo la chiosa di questo articolo proprio a questo argomento: a noi di CasertaCe questo “abuso” di perizie di varianti non piace proprio, e probabilmente se siete arrivati a questo punto e se avete letto qualche articolo pubblicato sul nostro sito, questo lo avevate capito. Sia chiaro, si tratta di un vulnus che sta colpendo l’intera provincia di Caserta, non è che abbiamo deciso di prendercela e lanciare (metaforici) sassi solo contro l’ufficio di D’Aco.
Semplicemente perché le amministrazioni comunali nel nostro territorio hanno una storia di decenni in cui i politici, i tecnici non si sono fatti certo apprezzare per trasparenza ed etica. Queste varianti in corso d’opera non fanno altro che permettere l’utilizzo di ulteriori somme dai fondi che finanziano progetti che, nonostante i ribassi di gare e garette, tendono, dicendola alla buona, a “rientrare“, mandando a farsi benedire quelle cosiddette economie di gara che sono i ribassi offerti dalle imprese, teoricamente, un risparmio per le casse pubbliche.
Ovviamente, una cosa è un ragionamento di contesto, di analisi generale delle attività che vengono compiute nei vari uffici tecnici, una cosa è il caso di specie. Qui, forse qualche calcolo errato nella progettazione, ripetiamo, forse c’è stato, ma non crediamo si tratti di un “rientro dei ribassi” figlio di qualche accordo maligno. Speriamo di non vedere altre perizie di variante perché, seppur legittime, sarebbero ufficialmente un problema serio rispetto alla storia del Piccirillo.
