Vincenzo ucciso dall’amico, la confessione shock: “Due coltellate alla gola, poi colpito con una pala”. Il parroco: “Temo sia una vicenda legata al mondo della droga”

21 Aprile 2026 - 16:18

La confessione dell’assassino solo alle prime luci dell’alba dinanzi al sostituto procuratore Gionata Fiore

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SESSA AURUNCA – Con il passare delle ore emergono dettagli sulla tragica morte di Vincenzo Iannitti il 20enne di Sessa Aurunca scomparso lo scorso 18 marzo il cui corpo è stato ritrovato ieri. Nella notte, i carabinieri del Comando provinciale di Caserta, su coordinamento della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno eseguito un decreto di fermo nei confronti di Uratoriu Victor Ion 19enne rumeno, gravemente indiziato di omicidio e occultamento di cadavere.

Fin dalle prime ore, la famiglia aveva escluso l’ipotesi di un allontanamento volontario.
«In cuor mio sentivo che gli fosse accaduto qualcosa – ha dichiarato il padre – non si sarebbe mai allontanato da tutti i suoi affetti. Ci teneva molto alla comunità ed era amico di tutti. Il suo silenzio era eloquente».

La vita tra Germania e San Castrese

Negli ultimi tempi, Vincenzo aveva vissuto in Germania insieme al padre Marco, per poi fare ritorno a San Castrese dalla madre Rossella. Un rientro che doveva rappresentare una nuova fase della sua vita, più vicino agli affetti e alle sue radici, e che invece si è trasformato in una tragedia.

Il tentativo di depistaggio

Secondo quanto raccontato dal padre, ci sarebbe stato un tentativo di depistare le indagini. Il presunto assassino avrebbe, infatti, inviato un messaggio al genitore sostenendo che Vincenzo fosse stato visto alla stazione Termini di Roma intorno alle 18.00 del giorno successivo alla scomparsa.

Un paese in attesa

Nei giorni successivi alla scomparsa, l’intera comunità si era mobilitata. Domenica 2.000-3.000 persone, tra le quali anche il fratello dell’omicida ma non lo stesso, si sono raccolte in una fiaccolata finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica e a sollecitare un intervento concreto delle autorità competenti

«Era un bravissimo ragazzo, cresciuto qui, insieme al suo amico. Nessuno si aspettava una cosa del genere» – così alcuni conoscenti del giovane

Il forte odore e la segnalazione

La svolta sarebbe arrivata grazie ad alcuni vicini. Durante lavori nella zona, avevano iniziato ad avvertire un odore sospetto.
«All’inizio lo abbiamo collegato alle fondazioni rotte. Con il freddo si sentiva meno, ma con il caldo l’odore è diventato sempre più forte». a presenza di quel cattivo odore e di un “buco sospetto” ha portato alla segnalazione alle forze dell’ordine.

L’ammissione del 19enne

Nel corso dell’interrogatorio davanti al Pubblico Ministero, il 19enne, Uratoriu Victor Ion ha ammesso le proprie responsabilità. Ha dichiarato di aver colpito la vittima con due coltellate e di aver poi occultato il corpo, gettandolo dal terrazzo della propria abitazione nel cavedio sottostante e coprendolo con materiali trovati sul posto. Dopo l’omicidio l’assassino sarebbe tornato sul luogo per infierire sul corpo di Vincenzo con una pala tranciandogli le falangi delle dita. L’omicida avrebbe raggiunto il luogo dove era il cadavere calandosi con una corda dalla stessa terrazza dalla quale lo aveva lanciato giù. Il dettaglio viene in parte confermato anche da alcuni testimoni che riferiscono di una vistosa ferita, con lacerazione al braccio, che il presunto omicida si sarebbe fatto saturare presso una struttura sanitaria della zona, proprio il giorno dopo la scomparsa di Vincenzo. Il 19enne avrebbe compiuto il delitto da solo. Allo stato non risultano altri indagati. Ancora da chiarire il movente dell’omicidio. Le ricostruzioni dei fatti rese dal killer sono apparse discordanti e inverosimili. 

L’arma del delitto

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno sequestrato l’abitazione dove sarebbe avvenuto il delitto e un coltello con lama di circa 8 centimetri, ritenuto l’arma utilizzata.

Le indagini e l’autopsia

La salma è stata trasferita presso il Centro di Medicina Legale di Caserta, dove sarà sottoposta ad esame autoptico al fine di stabilire le cause e i tempi del decesso.

Le misure cautelari

Il 19enne è stato associato presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida

don Carlo Fiorenza: “Temo sia una vicenda legata al mondo della droga”

C’è qualcosa di non chiaro dietro questo omicidio. Sono dispiaciuto per la famiglia. Ho voluto capire come stavano le cose. Ho avuto sospetto che sia sia una vicenda legata al mondo della droga. Il mondo giovanile è abbastanza complesso oggi» quanto dichiarato dal parroco, don Carlo Fiorenza, della piccola comunità di San Castrese

Una comunità sconvolta

San Castrese resta sotto shock. “Credo in una giustizia di Dio, oltre a quella degli uomini», ha concluso il padre. Un epilogo che nessuno avrebbe mai voluto, che lascia dietro di sé dolore e tanti interrogativi.