Vincenzo, ucciso a 20 anni dal suo migliore amico: il tentativo di depistare le indagini, l’occultamento del cadavere e i motivi, inspiegabili, dell’efferato omicidio

22 Aprile 2026 - 12:10

Il silenzio che in queste ore avvolge il paese racconta meglio di qualsiasi parola il dolore che l’intera comunità sta vivendo

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SESSA AURUNCA – A distanza di due giorni dal ritrovamento del corpo senza vita di Vincenzo Iannitti, 20anni di Sessa Aurunca, morto per mano del suo amico reo confesso Victor Uratoriu, emergono dettagli sempre più inquietanti sull’omicidio di Vincenzo.

Durante l’interrogatorio davanti ai carabinieri del comando provinciale di Caserta, il 19enne ha provato a fornire una spiegazione al gesto: «Abbiamo discusso, non condividevo il suo modo di fare», avrebbe dichiarato, raccontando di una lite degenerata anche a causa di accuse rivolte alla sua fidanzata, scomparsa tempo fa dopo una grave malattia. Parole che, tuttavia, non bastano a chiarire la brutalità dell’accaduto.

Victor e Vincenzo erano amici da anni. Un legame che rende ancora più incomprensibile la violenza con cui si è consumato il delitto, avvenuto presumibilmente all’interno dell’abitazione del giovane aggressore, dove viveva con i genitori e il fratello. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dopo l’omicidio il ragazzo avrebbe tentato un goffo depistaggio: un messaggio inviato al padre della vittima segnalava la presunta presenza di Vincenzo alla stazione Roma Termini alle 19. Un tentativo che non ha retto a lungo davanti alle evidenze raccolte.

La ricostruzione dei fatti resta agghiacciante. Vincenzo, descritto da tutti come un ragazzo solare, appassionato di musica e pieno di vita, frequentava il quarto anno presso l’istituto serale ISISS di Sessa. Victor, invece ,è iscritto all’Ipseoa “Celletti” di Gianola, frazione di Formia, dove frequenta l’istituto alberghiero. Una passione per la cucina che condivide con il fratello Andrej, che lavora come cuoco presso una struttura ricettiva di Baia Domizia. Lo stesso Victor, nel periodo estivo, era solito lavorare presso i ristoranti della località balneare

Dopo aver inflitto due coltellate rivelatesi mortali — utilizzando un’arma da circa otto centimetri poi ritrovata — l’aggressore avrebbe cercato di occultare il corpo in modo feroce e disumano: legato ai piedi, gettato dal terrazzo nel cavedio, colpito ripetutamente con un badile e mutilato nel tentativo di renderne difficile il riconoscimento. Infine, il cadavere sarebbe stato chiuso in un sacco e nascosto tra materiali di risulta nelle vicinanze dello stabile. Quando il corpo è stato rinvenuto, si trovava già in avanzato stato di decomposizione.

La salma è stata trasferita presso l’istituto di medicina legale di Caserta, dove sarà effettuata l’autopsia: un passaggio cruciale per chiarire definitivamente dinamica e tempi della morte. Nel frattempo, Victor è stato condotto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Resta ora una domanda che pesa come un macigno: cosa può spingere un giovane a distruggere due vite, la propria e quella di un amico?

La comunità, ancora sotto shock, attende che la salma di Vincenzo venga restituita alla famiglia per l’ultimo saluto. Un momento che segnerà non solo il dolore privato, ma anche il lutto collettivo di un territorio ferito da una violenza tanto inspiegabile quanto crudele.