Multa da oltre 1.000 euro alla società del cugino dell’assessore. Fa ricorso e finisce in tribunale
26 Aprile 2026 - 11:00
Si tratta della ditta coinvolta nella vicenda delle paline pubblicitarie illegittime
AVERSA (fede.borr.) – Lo scorso 1 aprile, davanti al Giudice di Pace Irene Fusari del Tribunale di Aversa-Napoli Nord, è iniziata la causa che vede contrapposte la Prefettura di Caserta e la società Ken Media Adv Srls di Aversa.
Il dibattimento verte sul ricorso presentato dalla società pubblicitaria nei confronti di un’ordinanza di ingiunzione emanata dalla stessa Prefettura, che a sua volta si rifà ad una multa che l’azienda aversana ha ricevuto nel 2023 dalla polizia municipale di Teverola.
Ma perché parliamo di Ken Media? A dirla tutta, non è la prima volta che l’impresa, in prima linea nel settore delle soluzioni pubblicitarie, si guadagna uno spazio su questo giornale. Il nostro cammino con Francesco Piscopo, legale rappresentante della Ken Media Adv srls, ha infatti avuto modo di incrociarsi più di un anno fa, quando con una delibera che fieramente e prosaicamente definimmo fatta “a pane e puparuoli”, a firma del Comune di Carinaro guidato dalla sindaca Marianna Dell’Aprovitola, veniva affidata alla società – in maniera totalmente illegittima – l’incarico di installazione di paline informative per il trasporto pubblico su gomma, con annessi spazi pubblicitari.
Illegitima perché nessun bando, nel pieno rispetto delle normative vigenti sulla concorrenza, fu pubblicato illo tempore dall’amministrazione in carica. E se si tiene conto che Francesco Piscopo è anche il cugino dell’assessore alle attività produttive ed ASI di Carinaro, Nicola Sglavo, va da sé capire che oltre ad essere stata messa in discussione la legge, aleggiava sulla testa della giunta comunale una spada di Damocle tanto pesante quanto grande ed evidente era il conflitto di interesse tra i due congiunti. Però, come si suol dire, tutto bene quel che finisce bene, e alla fine il comune di Carinaro decise di percorrere la retta via e annullare in autotutela la delibera maledetta.
Torniamo ai giorni nostri. A cosa è dovuta la multa a carico della Ken Media Adv redatta dalla Polizia Municipale di Teverola? Per i vigili del comune adiacente a quello carinarese, la Ken Media avrebbe violato l’articolo 21 del codice della strada che recita: “Senza preventiva autorizzazione o concessione della competente autorità di cui all’articolo 26 è vietato eseguire opere o depositi e aprire cantieri stradali, anche temporanei, sulle strade e loro pertinenze, nonché sulle relative fasce di rispetto e sulle aree di visibilità.”
Vale a dire: per la polizia municipale di Teverola, la Ken Media di Piscopo stava eseguendo un’opera o aperto un cantiere, precisamente in via Fratte n.9. Sempre nel documento di cui siamo venuti in possesso consultando l’albo pretorio di Aversa, si legge che questa violazione si è configurata, stando ai caschi bianchi teverolesi, mediante l’utilizzo di un veicolo di tipo altro. Ovvero: la società di Francesco Piscopo, non si sa per quale motivo, sarebbe stata intenta ad utilizzare in via Fratte una macchina operatrice (ad esempio, un autocarro di sollevazione). E quando si utilizzano, o sono in sosta, mezzi che prevedono lo spostamento di materiali su un’area stradale o sulle sue pertinenze, stando ad alcune sentenze della Corte di Cassazione, ciò può determinare comunque l’insediamento di un cantiere – seppur temporaneo – ma che può mettere a rischio la sicurezza o la fluidità del traffico, se questi non è stato specificatamente autorizzato dall’ente proprietario.
Da qui, scatta la multa dei vigili di Teverola che si sono appellati alla presunta violazione del art. 21 del Cds. I caschi bianchi emettono un verbale il 23 giugno del 2023 nei riguardi della Ken Media Adv srls, e il titolare della società, Francesco Piscopo, decide di presentare ricorso per la multa ricevuta. Ma le cose non vanno come aveva sperato.
Arriviamo ad ottobre 2024: è trascorso un anno da quel verbale e per la Ken Media arriva un’ordinanza di ingiunzione di pagamento da parte della Prefettura di Caserta, in riferimento al ricorso sulla multa da Teverola. Questo è il segno che quel reclamo presentato, entro i 60 giorni dalla notifica del verbale, è stato rigettato. La cifra per l’illecito amministrativo commesso ammonta a 1.732 euro.
In questo caso, trovare la società di Piscopo per notificarla dell’ordinanza della Prefettura è una corsa ad ostacoli: nonostante l’indirizzo della sede risulti essere via Aldo Moro 29, ad Aversa, si legge nel documento a firma dell’addetto comunale di Aversa Corrado Di Biase: “da vari sopralluoghi, in date e orari diversi, la stessa (Ken Media, ndr) risulta irreperibile. Inoltre, da informazioni assunte dai condomini, tale Società risulta sconosciuta, si fa presente ancora che sull’impianto citofono non esiste tale nominativo. Si è fatta una ricerca tributaria, ma la stessa non esiste”. E solo dopo l’affissione della notifica – sull’albo del comune normanno – Piscopo contesta nuovamente anche questo atto e decide di fare ricorso al Giudice di Pace.
È così che si arriva alla prima udienza del processo, notizia con cui abbiamo aperto questo articolo, durante la quale il giudice ha richiesto le relate delle notifiche per ricostruire l’intera vicenda con precisione, e di cui la Polizia Municipale di Teverola ne ha richiesto la trasmissione proprio dal comune normanno. Si è dunque alle battute iniziali del procedimento, al termine del quale si potrà comprendere se c’è stata o meno una violazione del codice della strada da parte della società pubblicitaria.
