Licenziati perché sindacalisti: il giudice ordina il reintegro
20 Maggio 2026 - 11:33
La vicenda nasce dal ricorso promosso attraverso il quale il sindacato aveva denunciato …
GRICIGNANO DI AVERSA – Il Tribunale Ordinario di Napoli Nord, Sezione Lavoro, con decreto firmato dal giudice Rosario Capolongo Barbato, ha accolto in parte il ricorso presentato da UILTRASPORTI contro Mega Trasporti s.r.l., riconoscendo la natura antisindacale di una serie di provvedimenti adottati nei confronti di alcuni lavoratori iscritti al sindacato presso la piattaforma logistica MD di Gricignano di Aversa.
La vicenda nasce dal ricorso promosso ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, attraverso il quale il sindacato aveva denunciato licenziamenti, trasferimenti e continui cambi di reparto ritenuti finalizzati a colpire gli iscritti alla sigla sindacale e a limitarne l’attività all’interno dell’azienda.
Nel decreto il giudice ribadisce un principio consolidato della giurisprudenza: una condotta può essere considerata antisindacale anche senza la prova di un intento persecutorio diretto da parte del datore di lavoro, quando produce effetti concreti di limitazione dell’attività sindacale.
Tra i casi esaminati, particolare rilievo assume quello di un rappresentante sindacale aziendale licenziato per avere svolto attività sindacale durante il congedo straordinario previsto dalla legge 104. Secondo il Tribunale, la società non ha dimostrato che tale attività fosse incompatibile con l’assistenza al familiare.
Il giudice ha inoltre ritenuto antisindacali anche i licenziamenti di altre tre lavoratori giudicando generiche le contestazioni disciplinari mosse nei loro confronti. Accolte anche le contestazioni relative ai continui cambi di reparto e ai trasferimenti risultati privi di adeguate motivazioni tecniche.
Il Tribunale ha quindi ordinato la reintegra dei quattro lavoratori licenziati ed anche l’affissione del decreto negli albi aziendali per due mesi. Rigettate invece le richieste di risarcimento danni. La decisione rappresenta un importante richiamo ai principi costituzionali di libertà sindacale e tutela del lavoro, riaffermando il ruolo centrale della magistratura del lavoro nella difesa della legalità nei luoghi di produzione.
