Cristian morto sulla minimoto, fissata l’autopsia. Nel registro degli indagati il 28enne di ARIENZO e il padre del bambino
25 Giugno 2026 - 09:30
Nei confronti di Gianluca Romano, padre del bambino, la Procura contesta una condotta omissiva …
ARIENZO/LAURO – Sarà il professor Pietrantonio Ricci l’anatomo-patologo incaricato di eseguire l’autopsia sul corpo di Cristian Romano, il bambino di dieci anni che nel pomeriggio di lunedì scorso ha perso la vita mentre era alla guida di una minimoto da cross sulla strada provinciale che collega Lauro a Moschiano, dove si è scontrato, in curva, con una Jeep condotta da V.G., 28enne, agente pubblicitario residente ad Arienzo assistito dall’avvocato Alfonso Quarto.
Il conferimento dell’incarico da parte del pubblico ministero della Procura di Avellino, Marco Auciello, titolare del fascicolo d’inchiesta, è fissato per oggi alle ore 12.00. L’accertamento tecnico irripetibile, alla presenza dei consulenti che saranno nominati dalla famiglia del piccolo e dalla difesa del conducente della Jeep, potrebbe essere eseguito già nel corso del pomeriggio.
Nel registro degli indagati risultano iscritti sia il 28enne alla guida della Jeep sia il padre di Cristian. Nei confronti di Gianluca Romano la Procura contesta una condotta omissiva ai sensi dell’articolo 40, secondo comma, del Codice Penale, ipotizzando che non abbia impedito l’evento mortale pur avendo l’obbligo giuridico di tutelare l’incolumità del figlio ed evitare situazioni di pericolo per la sua integrità fisica.
Secondo gli inquirenti, il padre avrebbe consentito al bambino di mettersi alla guida della minimoto MiniCross su una strada pubblica. Al centro delle contestazioni vi sono anche diverse presunte violazioni del Codice della Strada. La minimoto condotta da Cristian, infatti, sarebbe risultata non immatricolata, non omologata, priva di targa e di copertura assicurativa e, pertanto, non idonea alla circolazione lungo l’arteria di collegamento tra Lauro e Moschiano. Al vaglio degli investigatori vi è anche il casco indossato dal piccolo Cristian per verificare se fosse omologato e se abbia garantito adeguatamente la funzione protettiva.
Al conducente della Jeep viene invece contestata l’invasione della corsia opposta di marcia, che sarebbe avvenuta dopo la perdita di controllo del veicolo. Fondamentali per la ricostruzione della dinamica dell’incidente potrebbero inoltre rivelarsi le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza acquisiti dai carabinieri presso un’abitazione privata della zona.
