17enne precipita dal terzo piano, il fratello: “E’ stato ammazzato”. Chiesta la riesumazione della salma
21 Maggio 2026 - 18:09
Secondo i legali dei familiari, ci sarebbero diversi aspetti poco chiari che non sarebbero stati approfonditi a sufficienza
MADDALONI – A più di un anno dalla morte di Matteo Carfora, il ragazzo di 17 anni caduto dal terzo piano della sua casa di via Gramsci il 9 aprile 2025, il caso torna all’attenzione della magistratura. La famiglia, tramite i propri avvocati, ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che aveva concluso per l’ipotesi di suicidio.
Secondo i legali dei familiari, ci sarebbero diversi aspetti poco chiari che non sarebbero stati approfonditi a sufficienza. Tra questi, la posizione del corpo, trovato lontano dalla finestra da cui sarebbe precipitato, e la postura considerata insolita rispetto ai casi di caduta volontaria. La difesa sottolinea inoltre che non furono eseguiti né un’autopsia né approfonditi accertamenti medico-legali subito dopo la tragedia.
Altri dubbi riguardano il cellulare del ragazzo, rinvenuto accanto al corpo senza danni evidenti compatibili con una caduta da tre piani, oltre all’assenza di alcune lesioni che normalmente si riscontrano in impatti violenti. Contestata anche la mancanza di segni sui fili per stendere i panni presenti sotto la finestra.
Nelle indagini difensive viene ritenuto importante anche il contributo del fratello maggiore, Domenico Carfora, che avrebbe indicato possibili piste alternative da approfondire. Per questo la famiglia ha chiesto la riesumazione del corpo per effettuare l’autopsia e nuovi esami tecnici.
A luglio il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Orazio Rossi, dovrà decidere se ordinare ulteriori indagini oppure confermare l’archiviazione del caso.
