Schiaffi, inseguimenti e il lancio di un coltello a tavola. Condannato 59enne per anni di maltrattamenti sull’ex moglie

24 Maggio 2026 - 18:30

Un arco temporale di violenze molto ampio, dal 1987 fino all’arresto avvenuto nell’aprile scorso

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Si è chiuso con una condanna a un anno e otto mesi di reclusione il procedimento, celebrato con rito abbreviato, a carico di D.C., 59 anni di Santa Maria Capua Vetere, riconosciuto colpevole del reato di maltrattamenti in famiglia ai danni della ex moglie, 54enne di San Prisco.

La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Anna Sofia Sellitto del tribunale sammaritano. Più pesante la richiesta avanzata dall’accusa, con il sostituto procuratore Nicola Camerlingo che aveva sollecitato una pena pari a tre anni di reclusione. L’imputato, difeso dall’avvocato Francesca Luongo, è attualmente detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Secondo quanto ricostruito in aula, la relazione tra i due ex coniugi sarebbe stata segnata, nel tempo, da episodi reiterati di violenza e sopraffazione. Le contestazioni coprono un arco temporale molto ampio, dal 1987 fino all’arresto avvenuto nell’aprile scorso, con una convivenza formalmente cessata solo nell’agosto 2025.

Nel corso degli anni, stando all’impostazione accusatoria, la donna sarebbe stata sottoposta a frequenti aggressioni fisiche, spesso in occasione di litigi domestici: schiaffi, strattoni e vari episodi di violenza. Tra i fatti più gravi contestati figura il lancio di un coltello da cucina durante un pranzo, che avrebbe colpito la vittima a un braccio, così come il ferimento all’orecchio causato da un bicchiere di vetro scagliato contro di lei. In un’altra circostanza, un oggetto lanciato dall’uomo avrebbe provocato la lussazione di un dito.

Anche dopo la fine della relazione, la condotta dell’imputato – sempre secondo l’accusa – sarebbe proseguita sotto forma di pedinamenti e inseguimenti. In un episodio avrebbe seguito l’ex moglie e il nuovo compagno in auto senza riuscire a raggiungerli. Il giorno dell’arresto, il 21 aprile 2026, avrebbe continuato a seguirla fino nei pressi di una caserma dei carabinieri, dove avrebbe tentato nuovamente di aggredirla.

La difesa ha contestato l’impianto accusatorio, evidenziando incongruenze temporali e chiedendo una diversa qualificazione dei fatti. Il tribunale ha inoltre dichiarato prescritti alcuni episodi risalenti al 1996 e 1997, riducendo così parte del quadro contestato.