OMICIDIO ALLA MASSERIA ADINOLFI: Procura invoca condanna a 14 anni per il cuoco-killer

26 Maggio 2026 - 17:05

Accusato di omicidio volontario

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CAPUA – Quattordici anni di reclusione. È questa la richiesta avanzata dai sostituti procuratori Gionata Fiore e Mariangela Condello nei confronti di Hawlader Pranto, difeso dall’avvocato Paolo Di Furia, 22enne accusato dell’omicidio del giovane aiutante Alangir Sabally, ucciso a colpi di forbice lo scorso 15 giugno presso la masseria Adinolfi di Sant’Angelo in Formis.

Dinanzi al GUP Marzia Pellegrino, che nei mesi scorsi aveva già escluso l’aggravante dei futili motivi, i due magistrati hanno ripercorso le fasi che portarono all’assassinio del 17ennen ospite della struttura di accoglienza Cassiopea di Santa Maria Capua Vetere che quel giorno stava lavorando nella masseria insieme al suo aggressore. I due si conoscevano già: in passato avevano infatti convissuto nella stessa struttura di accoglienza.

Secondo quanto ricostruito tra i due sarebbe scoppiata una violenta lite degenerata rapidamente davanti agli altri lavoratori presenti. A tentare di dividerli furono la figlia del proprietario della masseria e la madre della ragazza. Proprio la giovane rimase anche ferita nel tentativo disperato di sedare la colluttazione.

Ma pochi istanti dopo si consumò la tragedia. Pranto avrebbe afferrato un paio di forbici colpendo inizialmente Sabally a un braccio. Il 17enne tentò di fuggire, ma venne raggiunto da un secondo fendente tra le scapole e infine da un terzo colpo al cuore, risultato fatale.

Per il 22enne scattarono immediatamente le manette con l’accusa di omicidio volontario. Si torna in aula nella fine di giugno