LE FOTO. “Ecco chi era mia madre”. Il figlio di Lyuba interviene a “Chi l’ha visto?” sul delitto della 71enne e della 29enne di S.MARIA C.V.

29 Maggio 2026 - 13:31

Le immagini di Lyuba e le parole del figlio arrivano in Italia dall’Ucraina. Mentre un’amica della donna ha raccontato che…

CASERTA – “Quella nella foto è mia madre Lyuba. Aveva 71 anni, era una nonna e una madre affettuosa. È stata uccisa brutalmente. Io sono suo figlio, un militare ucraino, e verrò in Italia per il processo affinché tutti sappiano chi fosse davvero”. Con queste parole il figlio di Lyuba Hlyva ha deciso di intervenire pubblicamente, rivolgendosi alla redazione di Chi l’ha visto? dopo la tragedia che ha sconvolto Pollena Trocchia.

La donna è una delle due vittime dell’omicidio avvenuto lo scorso maggio e per il quale è detenuto Mario Landolfi, 48 anni, originario di Sant’Anastasia. L’uomo ha confessato il duplice delitto, dichiarando agli investigatori di aver nascosto i corpi all’interno del vano di un ascensore inutilizzato in un edificio incompiuto.

L’identificazione delle vittime si è rivelata particolarmente complessa nelle prime fasi delle indagini. L’assenza di documenti e le difficoltà nel rintracciare i familiari hanno rallentato gli accertamenti. Oltre a Lyuba Hlyva, tra le persone uccise c’era anche Sara Tkacz, giovane di 29 anni residente a Santa Maria Capua Vetere.

Secondo quanto emerso durante la trasmissione di Rai 3, i parenti di Lyuba, rimasti senza sue notizie per giorni, avrebbero riconosciuto la donna grazie alle informazioni diffuse sul caso. Da quel momento il figlio ha deciso di mettersi in contatto con il programma per contribuire alla ricostruzione della vicenda.

Tra gli elementi emersi negli approfondimenti televisivi vi è una possibile diversa scansione temporale degli omicidi rispetto a quanto ipotizzato inizialmente. Alcuni messaggi inviati da Lyuba nel pomeriggio di domenica a familiari e conoscenti farebbero ritenere che entrambe le donne siano state assassinate nello stesso giorno, a poche ore di distanza l’una dall’altra.

Le ricostruzioni indicano che Sara sarebbe entrata nel cantiere di viale Europa nella tarda serata e che da quel momento non sarebbe più stata vista uscire. Fondamentali, in questo senso, sono risultate le testimonianze di alcuni giovani presenti nella zona, che hanno aiutato gli investigatori a delineare gli ultimi spostamenti della ragazza e a stringere il cerchio attorno al presunto responsabile.

Nel corso della trasmissione è emersa anche una diversa immagine di Lyuba rispetto a quella descritta dall’indagato. Un’amica della donna ha raccontato che la 71enne lavorava come collaboratrice domestica e badante, svolgendo attività di assistenza e pulizie nelle abitazioni della zona. Una versione che contrasta con il racconto fornito da Landolfi, il quale aveva sostenuto che le vittime fossero coinvolte in incontri a pagamento e che la lite sfociata negli omicidi fosse nata da questioni economiche.

La stessa conoscente ha inoltre riferito che Lyuba avrebbe già conosciuto Landolfi prima del giorno della sua morte. Secondo il suo racconto, la donna avrebbe lavorato come addetta alle pulizie in un’abitazione riconducibile all’uomo e tra i due vi sarebbe stato un rapporto di familiarità sviluppatosi nel tempo.

Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e ricostruire con precisione le ultime ore di vita delle due donne, mentre i familiari delle vittime attendono che il processo faccia piena luce sulle responsabilità e sulla dinamica del duplice omicidio.