CARCERE DI S. MARIA C. V. “Vietati parcheggi e perfino uno spazzolino da denti”. La denuncia di medici e infermieri del penitenziario
7 Giugno 2026 - 19:30
Gli infermieri e gli altri professionisti della sanità in servizio nell’istituto penitenziario chiedono l’intervento dell’opinione pubblica: “Misure discriminatorie solo nei nostri confronti, mentre aumentano disagi e preoccupazioni per la sicurezza”
SANTA MARIA CAPUA VETERE – Una situazione definita “insostenibile” e che starebbe provocando forte disagio tra gli operatori sanitari in servizio presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere. A denunciare quanto starebbe accadendo sono gli stessi lavoratori, che hanno deciso di rivolgersi a Casertace per portare all’attenzione pubblica una serie di provvedimenti e criticità che, a loro dire, stanno rendendo sempre più difficile lo svolgimento delle attività quotidiane.
Al centro della protesta vi sarebbe la decisione della direttrice dell’istituto di vietare al personale sanitario il parcheggio delle proprie autovetture all’interno della struttura penitenziaria. Una disposizione che, secondo quanto riferito dagli operatori, interromperebbe una prassi consolidata da oltre vent’anni.
La contestazione riguarda soprattutto il fatto che il divieto interesserebbe esclusivamente medici, infermieri e operatori sanitari, mentre tutte le altre categorie professionali presenti all’interno del carcere continuerebbero ad avere accesso alle aree di sosta interne.
Ma non è l’unico motivo di malcontento. Gli operatori riferiscono che non sarebbe più consentito introdurre all’interno dell’istituto alcuni effetti personali di uso comune, come spazzolino da denti e dentifricio, né portare pasti caldi destinati ai colleghi impegnati nei turni notturni di dodici ore.
Secondo i lavoratori, tali decisioni sarebbero riconducibili a tensioni e contrasti esistenti tra i vertici dell’amministrazione penitenziaria e quelli dell’Asl competente, con il risultato di penalizzare esclusivamente il personale sanitario.
Alla questione organizzativa si aggiungerebbero poi problematiche più ampie legate alle condizioni di lavoro e alla sicurezza. Gli operatori segnalano infatti la persistenza di fenomeni relativi all’introduzione e alla circolazione di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari all’interno dell’istituto. Situazioni che, a loro giudizio, meriterebbero maggiore attenzione rispetto ai provvedimenti adottati nei confronti del personale sanitario.
Non mancherebbero, inoltre, momenti di forte tensione durante la gestione dei detenuti che quotidianamente affluiscono presso l’infermeria. Alcuni operatori riferiscono di aver subito minacce nello svolgimento del proprio lavoro.
Tra le ulteriori criticità evidenziate vi sarebbe anche il divieto di utilizzare cassette di sicurezza individuali per custodire effetti personali non autorizzati all’interno della struttura.
Una serie di circostanze che, secondo i firmatari della segnalazione, starebbe determinando un crescente disagio professionale e psicologico tra gli addetti alla sanità penitenziaria.
