LA RISPOSTA. Il sindaco Marrandino: “Noi trasparenti, nessuna cospirazione”. CasertaCe: “Ma la variante del Parco Faber non è chiara ed è un problema”
10 Giugno 2026 - 15:44
Un errore lo abbiamo commesso nella stesura e ce ne scusiamo. Ma il problema che solleviamo è tecnico, dedicato agli atti amministrativi. A Marrandino diamo comunque il plauso di voler rispondere e creare un contraddittorio franco, a modo suo, e ci fa piacere. Il problema delle perizie di variante scritte in modo approssimativo è un male degli uffici tecnici di questa provincia, non solo una cosa di Castel Volturno
“Carissimo dott. Guarino, è vero che lei deve necessariamente fare scoop e mistificare tutto ciò che accade in alcuni comuni, ma questa volta, ancora una volta, pur di fare il titolone da far diventare virale su tutti i whatsapp della provincia di Caserta, si manifesta con la sua “soggettivissima” interpretazione su atti amministrativi facendo passare una normale delibera di giunta in chissà per quale cospirazione ai danni del pubblico interesse. La variante in oggetto è una variante tecnica che non prevede modifiche economiche pertanto i due quadri economici (assolutamente riportati in delibera) restano identici. Esempio: invece del convettore montiamo gli split per recuperare spazi per gli arredi. Detto questo, saremmo lieti quando è comodo di ospitarla qualche ora all’ufficio lavori pubblici mettendole a disposizione tutti i faldoni delle procedure su lavori ecc, proprio tutte e le garantisco che abbiamo un nell’archivio ordinato ed intuitivo, così potrà finalmente togliersi tutti i dubbi che vuole e magari quell’opaco di cui parla può diventare trasparente come in realtà è. Se gradisce, nell’occasione della sua visita di cui saremmo tanto onorati, il personale dell’ufficio sarà a sua completa disposizione per supportarla in questo graditissimo viaggio tra le nostre procedure. Buon Lavoro e a presto.”
CASTEL VOLTURNO – Dopo l’articolo di ieri (clicca e leggi) non abbiamo potuto fare a meno di leggere la risposta del sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, che ha spedito a noi, non tramite mail, bensì tramite un commento al post su Facebook
Evidentemente considera, tutto sommato non ha torto, CasertaCe l’unico gironale in grado di sviluppare un peso specifico per la sue notizie nel territorio e ne prediamo atto. Nel suo commento il primo cittadino ha fornito il proprio punto, che in quanto tale, va sempre rispettato, di vista sulla delibera di giunta, oggetto riguardante la variante sul progetto relativo a lavori nel Parco Faber, luogo delicatissimo in quanto già oggetto di un’indagine giudiziaria della Procura di Santa Maria Capua Vetere che coinvolge nella veste di principale indagato, proprio il sindaco Pasquale Marrandino.
Il commento del sindaco lo leggete in testa a questa nostra replica, Marrandino in parole povere sostiene che queella approvata dalla giunta è solo una variante tecnica che non prevede alcuna integrazione, alcuna aggiunta sul monte lavori previsti nel progetto iniziale, dissentendo dalla nostra tesi.
Noi, pur ringraziando poi il sindaco dell’invito affinché direttamente ossiamo prendere visione dell’archivio del comune, riteniam che sia inutile perché è la legge che obbliga tutti gli enti pubblici, compresi gli enti locali a pubblicare in amniera integrale e totale gli atti aminstrativi rispetto ai quali un qualsiasi cittadino o un qualsiasi organo di informazione possa apprendere tutti gli elementi in grado di stimolare una valutazione, di costruire un punto di vista. Per cui non c’è nulla che si debba aggiungere nella visione diretta degli atti cartacei che non sia già ricompreso, o nell’albo pretorio, con l’obbligo di pubblicazione per quinidici giorni, oppure nell’ancor più importante sezione dell’amminstrazione trasparente che deve contenere tutta una serie di atti storici appartenenti al passato prissimo, ma anche al passato remoto degli ultimi cinque anni.
Detto questo, sviluppiamo la nostra confutazione alle tesi, comunque rispettabili, del sindaco Pasquale Marrandino, andando per gradi. Nel nostro articolo , come del resto in tutti gli altri di questo genere noi distinguiamo sempre le ragioni dell’obbligo giuridico che, per carenze legislative che non tengon conto del livello pesantissimo della corruzione che si sviluppa nella magna pars degli enti pubblici, soprattutto in quelli locali di tipo elettivo della nostra provincia. In ogni articolo noi diamo grande importanza all’aspetto etico.
Se un comune, un sindaco, in questo caso Marrandino, ma lo stesso discorso vale per tutti gli altri, vuole dare un segno di autentica linearità, di autentica trasparenza nei procedimenti amminstrativi, soprattutto quelli relativi ai lavori pubblici che partono da un bando e da una gara d’appalto, oppure da un semplice affidamento sotto soglia, non solo deve seguire le norme sulla trasparenza, ma deve andare al di là dei confini minimi (ripetiamo, minimi) stabiliti dalla legge.
Se, tornando al caso di specie, la pubblicazione del quadro economico generale dà un’idea di cosa è successo, dello scarto economico che si va a creare tra le spese dell’appalto alla fine della procedura di gara e l’aumento connesso alla perizia di variante, è anche vero che le cose dentro alla esecuzione di lavori pubblici si comprendono ancora meglio e in maniera esaustiva qualora un sindaco, un’amminstrazione comunale, segue quanto è previsto dall’articolo 6 della legge 2013 sulla Trasparenza, la numero 33, ovvero che “Le pubbliche amministrazioni garantiscono la qualità delle informazioni riportate nei siti istituzionali nel rispetto degli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge, assicurandone l’integrità, il costante aggiornamento, la completezza, la tempestività, la semplicità di consultazione, la comprensibilità, l’omogeneità, la facile accessibilità, nonché la conformità ai documenti originali in possesso dell’amministrazione“.
Veniamo al punto. Il sindaco Marrandino segnala che abbiamo scritto che manca il quadro comparativo. E questo, va detto, è un nostro errore. E ce ne scusiamo. Detto ciò, però, resta la parte centrale del nostro discorso, del nostro articolo di ieri.
Esiste una discrasia tra le parole che Marrandino scrive in quel commento e quanto c’è nella scarna, scarnissima – e non proprio in linea con l’articolo 6 del decreto Trasparenza – stesura delle motivazioni della perizia di variante. Lei ci dice che non ci sono modifiche sostanziali del progetto. E ce lo dice dopo la pubblicazione dell’articolo. Non viene segnato in delibera quali siano le modifiche, cosa si vada a cambiare in questo appalto nel modo in cui lei lo racconta.
Nella delibera, invece, leggiamo che la variante di assestamento e migliorativa, “senza alterare la natura generale del contratto, in quanto nel corso dell’esecuzione, è emersa l’esigenza di realizzare lavorazioni accessorie e sostitutive, finalizzate al completamento e alla razionalizzazione degli interventi previsti in appalto“.
“Migliorative, accessorie“, quindi, lapalissianamente, notiamo un’aggiunta, un incremento del lavoro e del denaro, non ravvisandolo nel quadro comparativo (concetto espresso male da questo giornale nell’articolo di ieri). E qui ci viene il dubbio. Ma lei, dopo l’articolo, ci dice il contrario. Niente contro di lei, ma solo leggendo questa ennesima scarna perizia di variante abbiamo posto il problema politico, sindaco Marrandino. Ovvero, lei perché ritiene saggio firmare delibere scritte in maniera quantomeno approssimativa, poco chiara, nonostante tutto quanto è successo a lei e attorno al parco Faber? Fine.
Nessuna cospirazione. Solo il bisogno di capire su un appalto di due milioni circa cosa succede, cosa cambia quando viene fatta una perizia di variante. E se questa viene motivata in maniera approssimativa, non ce ne vogliano il dirigente Campoli e l’architetta Palma, possiamo porci il dubbio sulla qualità di come sia stata scritta? Possiamo porre un problema politico ad un sindaco, non ce ne voglia lei, Marrandino, stavolta, che è indagato per la sua funzione pubblica?
In altre parole, torniamo a quello che CasertaCe sostiene da sempre, vale a dire che se è legalmente permesso, non vuol dire che sia specchiato e trasparente, circostanza che un po’ ricalca la situazione della delibera firmata dal sindaco Pasquale Marrandino.
