JUVECASERTA. Un sogno chiamato A(2), tutto in una notte stasera il match point in casa

15 Giugno 2026 - 10:16

CASERTA (Giuseppe Carusone) – Era l’8 giugno 2008 quando la vecchia JuveCaserta tornava in serie A, quella dei grandi, l’A1, al termine di una gara 4 di serie finale.
Era sempre giugno, il 10 di due anni dopo, quando Caserta usciva tra le lacrime e gli applausi dei 7000 del Palamaggiò dopo aver perso gara 5 delle semifinali scudetto contro Milano. Quella fu l’ultima partita di playoff in quel palazzetto e fu l’ultima di una post-season in generale prima dei playoff cominciati poche settimane fa.

Era il 9 febbraio 2020 quando Caserta, ancora la vecchia Juve, giocava e vinceva l’ultima partita al Palamaggiò, l’ultima casalinga in A2; era il 16 febbraio, una settimana dopo, quando i bianconeri giocarono l’ultima partita in serie A2. Di lì a pochi giorni arrivò il Covid, il campionato non si concluse, poi Caserta non fu ammessa alla stagione successiva, la società si sciolse nuovamente e un anno dopo Francesco Farinaro raccolse i cocci di quella che fu la JuveCaserta. Ripartì da zero, senza più il Palamaggiò, senza più la serie A, senza più neanche il marchio. Aveva solo un ricordo chiamato JuveCaserta e la passione verso di essa, passione condivisa da tanti altri storici casertani, come il presidente e il capitano dello Scudetto Gianfranco Maggiò e Nando Gentile.

Ripartì da quella passione con un sogno: riportare il basket a Caserta e riportare la JuveCaserta in serie A, anche A2 andava bene.
La Juve ricominciò dalla serie C Silver, per poi salire in serie C Gold, in seguito acquisì il titolo per la serie B poi divenuta B Nazionale. Tanti i sacrifici di una squadra che giocava, anche lontana dalla sua casa, e si faceva strada in una Caserta città assopita e distaccata dalla pallacanestro. Poi la stagione scorsa: dignitosa, con buone prestazioni ma senza infamia e senza lode, seppur con buone basi.

Era invece l’11 giugno 2025, un anno e 4 giorni fa, quando venne annunciato Lino Lardo alla guida della Paperdì, fu quello il primo tassello che lanciava la nuova stagione bianconera, un bigliettino da visita con in quale il presidente Farinaro intendeva dire: “quest’anno facciamo sul serio”.
Era estate quando Farinaro, a colpi di mercato, dimostrava che stavolta Caserta sarebbe stata protagonista, e così facendo risvegliava un entusiasmo che era già stato messo in moto dal finale della stagione precedente.
Era estate inoltrata quando incontrammo Mimmo D’Argenzio una sera e ci disse: “il presidente sta costruendo una squadra vincente, quest’anno ci divertiamo”. Proferì quelle parole con lo sguardo pieno di speranza, voglia, ardore e con un fuoco dentro da sprigionare; lui giovane casertano che era tornato in patria l’anno prima dopo aver esordito da ragazzino in quella serie A2, in quel Palamaggiò, con quella JuveCaserta.

Era quasi fine estate quando, in una chiacchierata informale il Direttore di questo giornale chiedeva al presidente Farinaro: “Com’è la squadra quest’anno? Come sono le avversarie?”. Il patron bianconero rispose: “Ci troveremo a fronteggiare piazze storiche e attrezzate come la virtus Roma, Livorno, Orzinuovi, le Montecatini, Vigevano, Latina. Ma noi ci siamo, abbiamo arruolato dirigenti top, un allenatore da serie A e stiamo prendendo giocatori che riaccenderanno la passione in città. Saremo protagonisti, abbiamo un sogno”. Non lo disse espressamente ma era chiaro l’obiettivo. E fu buon profeta il presidente. Caserta in questi mesi è stata protagonista, è arrivata seconda, ha vinto i quarti di finale e la semifinale promozione, ha riportato i tifosi al palazzetto, ha registrato innumerevoli soldout, ha riaperto il dibattito sullo speranzoso ritorno al Palamaggiò perché ora il PalaPiccolo è troppo poco capiente per la mole di tifosi al seguito.

Soprattutto dopo 10 mesi da quello scambio di battute, dopo 28 vittorie stagionali e 8 di playoff, e dopo oltre 6 anni dall’ultima volta, Caserta è a una sola vittoria, a una sola partita dal chiudere questo lunghissimo cerchio, dal prendere la porta di uscita dall’inferno della serie B e varcare i cancelli del Paradiso, di un sogno chiamato serie A, seppur A2. Sussurrato, poi cantato e ora gridato a squarciagola.

Oggi, in un altro giorno di giugno, come nel 2008, come nel 2010, come l’anno scorso, Caserta può incontrare il suo destino. Oggi 15 giugno 2026 alle 20:30 si alzerà la palla a 2 di gara 4. Comunque vada sarà l’ultima gara casalinga della stagione, se andrà bene sarà l’ultima agonia prima dell’estasi. E il confine tra estasi e agonia sta tutto lì, nell’ostacolo finale di nome Vigevano, una delle favorite, quella che nel 1977 andò in A2 al posto di Caserta.
Per la prima volta in questi playoff la Juve è chiamata a vincere una partita dopo un giorno di riposo, non c’è mai riuscita, ma stavolta è diverso, è il capitolo finale. Può essere l’ultima salita, davanti al proprio pubblico, in un palazzetto stracolmo di una città pronta a esplodere.

Stasera occorrerà tenere alta la tensione e non soffrirla. Ora i bianconeri hanno tutto da perdere ma hanno anche il coltello dalla parte del manico. La Paperdì vede la luce in fondo al tunnel dopo anni di buio e ora, citando coach Lardo alla conferenza stampa di presentazione, “spingiamo tutti insieme, società, giocatori e tifosi, la palla nel canestro”… un’ultima volta. Manca un ultimo passo e il sogno del presidente casertano Farinaro, il sogno del capitano casertano D’Argenzio e degli altri giocatori che hanno dedicato le loro energie a questa causa, il sogno dei tifosi casertani, il sogno di tutta Caserta, potrà diventare realtà.