AVERSA. E’ tornata la grande coppia dell’UTC D’Angelo-Graziano. Appalto da 720 MILA euro: tre imprese pareggiano con i decimillesimi. Poi due scompaiono e una nostra vecchia conoscenza…
22 Giugno 2026 - 19:40
In calce all’articolo la determina ma soprattutto gli atti di gara. Una serie di fatti poco chiari, ma soprattutto poco spiegati
AVERSA (g.g.) – Quando sotto ad un atto amministrativo del comune di Aversa ci leggi, congiuntamente, le firme della dirigente Danila D’Angelo e del suo assistente di campo, in questo caso nella veste di RUP, Leopoldo Graziano, ti puoi aspettare letteralmente di tutto.
Francamente noi non abbiamo mai creduto a un format che la D’Angelo ha sempre provato a far passare come realtà tangibile dell’area tecnica del comune di Aversa. Lei, come si suol dire, in mezzo alle botte, stretta tra vari centri di potere piccoli e grandi e, soprattutto, desiderosa di fare i bagagli e di andare via proprio perché interprete di metodi di azione diversi da quelli interpretati da Leopoldo Graziano, molto simili a quelli del notissimo, e non certo per motivi nobili, predecessore di Danila D’Angelo, vale a dire mister Raffaele Serpico.
Vado via, vado via, e intanto questa salernitana che, al contrario, si è ambientata benissimo nelle stanze che in passato hanno ospitato ogni forma di turpitudine così come è emerso dalle significative inchieste giudiziarie attivate dalla Procura della Repubblica di Aversa-Napoli Nord, sta ancora là, bella seduta su una poltrona di grande potere, peraltro indisturbata dal livello politico, visto che Francesco Sagliocco sta ai lavori pubblici e all’urbanistica come la marmellata sta ai maccheroni. Sta lì e firma atti, determine come questa che pubblichiamo integralmente in calce: la n. 259/2026 del 22 maggio scorso, pubblicata, chissà perché, dopo quasi un mese.
Si tratta dell’appalto da 720.500,98 euro per la creazione di un parco urbano dell’Abbazia di San Lorenzo ad Septimum. Spettacolo assicurato e solite cose strane che francamente ci siamo anche stufati un po’ di ripetere, perché tanto il sistema degli appalti continua a procedere a gonfie vele, dato che a partire dalla politica delle opposizioni, che queste cose dovrebbero controllare magari segnalandole anche alle autorità giudiziarie, tutto tace perché da noi procedure come queste vengono considerate la normalità.
Allora questa gara, come potete leggere dalla determina, è stata aggiudicata in due fasi. Intanto segnaliamo che nella determina firmata dall’ingegnera D’Angelo la funzione di RUP viene associata al nome della dirigente, mentre poi nei verbali di gara, come potete sempre constatare dalla documentazione da noi pubblicata in calce, questa funzione trasla sul nome di Graziano (chi ci capisce nulla).
Dicevamo dei due tempi: la soglia di anomalia del ribasso viene fissata al 33,0054%. In poche parole vengono utilizzati anche i millesimi e i decimillesimi. Leggendo la determina viene comunicato che c’è stato un ex aequo tra due partecipanti. Ma in realtà non è così. Trasferendoci agli atti di gara ci accorgiamo che il pareggio non è avvenuto tra le offerte decimillesimali di due imprese, ma addirittura di tre, ossia tra il Consorzio Triangolo Lariano, la Tirrena Costruzioni Srl e la Rodontini Costruzioni Srl.
Per cui nella determina viene scritta una cosa diversa da ciò che è riportato negli atti di gara, che ripetiamo potete leggere unitamente al documento principale in calce a questo articolo. Che fine ha fatto in questo triangolare la terza squadra? Boh. Ci piacerebbe saperlo dal duo dinamico dell’Ufficio Tecnico del comune di Aversa. Scomparsa totalmente nonostante abbia avuto la stessa percezione cosmica, da vera e propria seduta spiritica, di realizzare un ribasso del 32,99%, esattamente sovrapponibile a quella del Consorzio Triangolo Lariano e dell’altra impresa.
Naturalmente, per come è strutturata la narrazione della determina di aggiudicazione, non si riesce a capire quale delle altre due imprese sia finita nel pozzo nero dell’oblio e dunque eliminata prima dello spareggio tra le altre due, mentre sappiamo che solo una delle due era abilitata a questi tempi supplementari. Ma dopo il cooling break, evidentemente agli amministratori e ai soci di questa azienda è venuto un attacco di “sciorda” potentissimo che li ha costretti velocemente, per evitare spettacoli poco edificanti, a prendere la via degli spogliatoi.
Chi ha messo il Guttalax nell’acqua del cooling break, un po’ come le borracce narcotiche date ai brasiliani nel match tra i verdeoro e l’Argentina a Italia 90? Noi un’idea ce l’abbiamo ma la teniamo per noi, perché non è possibile che la sciorda sia stata solo simulata. Battute a parte, tre soggetti economici pareggiano facendo un ribasso tutti del 32,99%, e successivamente due di queste imprese sono letteralmente scomparse.
Una probabilmente possiamo pensare non abbia utilizzato il termine dei cinque giorni e non abbia presentato, per motivi misteriosissimi, la seconda offerta; la seconda ditta forse pure, ma le nostre sono tutte ipotesi perché sia la determina che gli atti di gara, usciti dal computer di Danila D’Angelo e dall’architetto Leopoldo Graziano, sono tutto quello che ci vuole per dubitare, per sollevare interrogativi, cioè per attivare tutti quei meccanismi emotivi in un contesto, quello della provincia di Caserta, in cui, come ha sempre affermato, il 95% delle gare d’appalto sono truccate. Ciò non vuol dire che anche questa lo sia, ma le modalità espressive degli atti firmati dai dirigenti del Comune normanno non contribuiscono certo ad allontanare ogni tipo di perplessità.
Finita qui? Assolutamente no. Perché l’offerta presentata dal Consorzio Triangolo Lariano ai tempi supplementari supera la soglia di anomalia, esprimendo un ribasso del 36,99%. E questo costituisce ugualmente un altro punto interrogativo, un’altra modalità in cui qualcuno potrebbe pensare che i numeri più favorevoli alla causa del risparmio da parte dell’ente locale siano messi lì giusto per allontanare ogni forma di sospetto. Tanto poi, come succede spesso in questa provincia, i conti veri si fanno con le eventuali perizie di varianti, potenti strumenti per far rientrare dalla finestra i soldi che escono dalla porta dei ribassi.
In conclusione, veniamo a questa buffa denominazione del Consorzio Lariano che ha sede in quel di Erba, nella provincia di Como. Già in passato scandagliammo la struttura di questo consorzio. Considerate che i cognomi più consueti ad Erba sono Frigerio, Colombo, Molteni, Corti, Ciceri. I cognomi che controllano il Consorzio Lariano sono invece quelli espressi dal legale rappresentante in quanto amministratore unico e presidente del consiglio direttivo Giuseppe Petriccione, quello del direttore tecnico Biagio Figurato, quello dell’altro direttore tecnico Massimiliano Abbate, e ancora quelli degli altri componenti del consiglio direttivo: il consigliere Giovanni Della Corte, che proprio un cognome comasco non è, e Giuseppe Rotunno. E anche un certo Ciro Della Corte, ovvero colui che invierà al comune l’offerta finale (e vincente).
Vecchia conoscenza, abbiamo scritto. Del Consorzio Lariano abbiamo scritto trattando dell’argomento dei lavori al cosiddetto Urban Center, progetto fantasma in quanto mai realizzato (clicca e leggi), strombazzato dall’amministrazione Marino quale momento di relazione stretta tra i cittadini e gli uffici del Comune. Mai come in questo caso viene facile la citazione. Questa tocca un’antica e famosissima canzone con cui Massimo Ranieri vinse una Canzonissima dell’era archeologica: “Erba… di casa mia”.
