I difensori di Luigi Luserta hanno chiesto il patteggiamento. I due possibili motivi e le diverse ipotesi relative anche alla carcerazione
23 Giugno 2026 - 12:53
Si attende la risposta del Pm della Procura di S.Maria C.V., accusato di lesioni e maltrattamenti in un contesto di codice rosso, nei confronti della sua fidanzata o ex
CASERTA (G.G.) – Non è sempre detto che la richiesta di un patteggiamento costituisca ammissione di colpevolezza. Può anche accadere che le restrizioni cautelari diventino troppo dure e insopportabili, al punto da determinare la volontà di chiudere la partita con una condanna concordata con il PM.
Di converso, può essere che la decisione di un indagato e dei suoi difensori di patteggiare la pena sia legata alla volontà di evidenziare il proprio status di incensurato o incensurata per ottenere uno sconto significativo su quella che è la pena edittale, cioè quella prevista dal Codice Penale per quel determinato reato.
Non sappiamo a quale categoria appartenga la scelta dei difensori del giovane Luigi Luserta di chiedere al PM della Procura di Santa Maria Capua Vetere, titolare dell’indagine, di arrivare a un accordo per fissare una pena a carico del figlio del noto imprenditore casertano, ristretto già da un po’ di tempo nel carcere di Verona nell’ambito della misura cautelare ottenuta dal GIP Daniela Vecchiarelli per l’accusa di lesioni e maltrattamenti nei confronti della sua ex fidanzata.
Un caso tipico di Codice Rosso, per il quale esiste una legislazione molto dura e restrittiva. È probabile che la decisione di chiedere il patteggiamento sia anche frutto del pronunciamento netto e perentorio da parte del Riesame di Napoli, che ha respinto il ricorso presentato a suo tempo dai difensori del 23enne Luigi Luserta, i quali avevano impugnato e chiesto l’annullamento della misura cautelare carceraria sancita nell’ordinanza firmata dalla GIP Vecchiarelli.
Un’ordinanza che noi non abbiamo letto ma che, conoscendo le doti di equilibrio di questa giudice, deve evidentemente contenere la validazione ragionata e concretamente argomentata di quei gravi indizi di colpevolezza che costituiscono l’architrave della decisione, grave e delicata, di ordinare il carcere per un ragazzo di 23 anni senza precedenti penali.
Insomma, tutto torna. Luigi Luserta ha compiuto probabilmente degli errori nel rapporto con questa ragazza e oggi accetta l’idea di doverne pagare le conseguenze, con l’obiettivo di uscire dal carcere e di scontare la sua pena con una misura di esecuzione alternativa, magari ai servizi sociali o in altre forme.
A questo punto si attendono le decisioni del PM, che potrà accettare oppure non accettare la richiesta dei difensori.
Nell’ultimo caso la procedura andrà avanti fino alla chiusura delle indagini e alla presumibile richiesta di rinvio a giudizio. Per quanto riguarda la fase cautelare, i rigori della normativa sul codice rosso potrebbero costringere Luigi Luserta a rimanere in carcere ancora per qualche tempo in attesa della decisione della Corte di Cassazione a cui i suoi difensori si sono rivolti impugnando il diniego alla scarcerazione opposto dal Tribunale del Riesame di Napoli.
La situazione è molto delicata e per il momento non si sblocca per quanto riguarda l’umanamente comprensibile desiderio del giovane di tornare quantomeno a casa, eventualmente ai domiciliari. In caso di accettazione da parte del Pm, probabilmente già sondato dai difensori, della richiesta di patteggiamento, ciò produrrà contestualmente anche l’assegnazione di Luigi Luserta ad una struttura incaricata di fargli prendere pienamente coscienza degli errori compiuti che lo hanno portato al duro rigore del carcere.
