EX JABIL. C’è anche qualcuno che fa il prezioso. Aniello Stellato e Invitalia andrebbero ringraziati ‘’con la banda di musica’’. Leggete cos’è successo ad un‘impresa simile nella sviluppata e ricca Trieste
23 Giugno 2026 - 17:55
Vi raccontiamo la via crucis degli operai e degli impiegati della StarTech. In calce all’articolo un video della TGR del Friuli Venezia Giulia
MARCIANISE (g.g.) E si sono pure messi a fare i preziosi alcuni dipendenti dell’ex Jabil quando un’azienda casertana, la TME ha realizzato una delle operazioni più complicate della storia delle aree industriali del nostro territorio costituire una nuova società che ha rimpiazzato totalmente la multinazionale americana nella produzione di schede a circuito stampato (PCB) e sistemi integrati. A nostra memoria è capitato molto raramente che lo Stato sia intervenuto in maniera così determinata per affiancare un privato, in questo caso Aniello Stellato patron di TME di Portico e della TMA di Marcianise. E invece è successo visto che la nuova società è partecipata per il 55% dell’impresa di Stellato e dal 45% dal Ministero dell’Economia attraverso Invitalia. Una soluzione che ha consentito di salvare circa 400 posti di lavoro con un pano industriale di 36 mesi che prevede una rotazione della cassa integrazione e l’implementazione della produzione grazie a clienti di fondamentale importanza, nomi altisonanti a partire dall’azienda di stato Leonardo.
Probabilmente non ci si rende conto del valore di questa operazione e allora per ricordarlo bene a chi non capisce o fa finta di non capire dobbiamo raccontare brevemente la storia di un’altra azienda che si trova in un’area fortemente sviluppata ossia nel Friuli Venezia Giulia regione a statuto speciale in un contesto in cui non si è lontani dal raggiungimento di un grande traguardo della macro economia ossia la Piena occupazione. Assomiglia invece a tante storie casertane finite malissimo quella della StarTech azienda di alta tecnologia che produce o, a questo punto, azienda di dovrebbe produrre sistemi per l’elettronica, l’optoelettronica e la meccatronica. Un’azienda insediata interra giuliana ossia Trieste e che è al centro di una vera e propria via crucis che dovrebbe far riflettere molto i 400 dipendenti dell’ex Jabil che, alo contrario, l’hanno scampata proprio bella dato che un’ampia fetta di loro lavora mentre tutti gli altri sono blindatissimi in cassa integrazione, in attesa di ruotare nello stabilimento con i loro colleghi fino alla primavera del 2028 quando a 36 mesi dall’ingresso della nuova azienda tutti ritorneranno a lavoro a pieno organico, ma addirittura Aniello Stellato in una recente intervista rilasciata a CasertaCe (CLICCA QUI PER LEGGERLA) ha ipotizzato addirittura un anticipo a 30 mesi. Prima di StarTech esisteva la Flextronics che a sua volta aveva rimpiazzato l’antica Adriatronics. Lo scorso 28 aprile l’amministratore delegato ha comunicato ai lavoratori che l’azienda non avrebbe pagato lo stipendio ma che comunque il problema era stato risolto e dunque occorreva solo aspettare qualche giorno. Di solito, quando un’impresa dice queste cose eroga un triste presagio che puntualmente si è verificato visto che i lavoratori di StarTech quello stipendio non lo hanno mai visto nonostante il fatto che questo fosse significativamente integrato nell’ambito di un contratto di solidarietà difensiva cioè legata ad una crisi aziendale per la quale viene ridotto l’orario di lavoro dei dipendenti con la parte dello stipendio tagliata integrata dall’INPS per il 60%. In pratica un lavoratore StarTech che aveva uno stipendio base di 1700 euro e che ha visto decurtarsi questo compenso, mettiamo della cifra di 500 euro per effetto dell’orario di lavoro ridotto si vede riconosciuto dall’INPS 300 euro ulteriori perdendo solamente 200 euro sull’emolumento complessivo iniziale di 1700. Stando a quello che apprendiamo dai giornali di quel territorio si è verificata la solita operazione di qualche imprenditore un po’ avventuriero che poi ha passato di mano l’azienda a qualche altro imprenditore avventuriero. Risultato, casse vuote e zero stipendi con i sindacati impegnati ad alzare la voce e con la politica locale attiva a partire da due parlamentari di FDI in azione affinchè il Ministero del Made in Italy ossia il vecchio ministero delle attività produttive possa intervenire per trovare magari qualche nuovo attore industriale.
Le ultime notizie di fonte giornalistica – di questa storia si sono occupati tutti in Friuli Venezia Giulia a partire dalla testata nazionale della Rai – risalgono a poco più di 1 settimana fa e non sono certamente positive. Il 15 giungo, infatti, Telequattro TG Trieste, informa, leggete bene, che un nuovo socio ci sarebbe ma che al momento ha offerto 2 o 3 milioni di euro. Un’autentica miseria rispetto ai 45 milioni che servono solo per tamponare il problema stipendi. In conclusione vogliamo solamente affermare che Aniello Stellato e la sua azienda meritano di essere sostenuti dalle istituzioni casertane, dai sindacati e soprattutto da ognuno dei dipendenti che oggi intascano puntualmente lo stipendio oppure, a rotazione, l’ammortizzatore sociale attraverso l’assegno di cassa integrazione, almeno per tutti i 36 mesi che nel piano industriale devono traghettare verso la piena operatività un’azienda morta e defunta come la Jabil che avrebbe portato gradualmente più di 400 dipendenti verso la disoccupazione con gravi conseguenze per le loro famiglie
