OMICIDIO ALLA MASSERIA ADINOLFI: condannato il cuoco-killer

30 Giugno 2026 - 16:48

L’omicidio lo scorso 15 giugno nella cucina della Masseria Adinolfi dove entrambi lavoravano

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CAPUA – Quattordici anni di reclusione. È la condanna inflitta dal giudice per l’udienza preliminare Marzia Pellegrino del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di Hawlader Pranto, 22enne cittadino del Bangladesh, imputato per l’omicidio del 17enne gambiano Alagie Sabally, ucciso lo scorso 15 giugno all’interno della Masseria Adinolfi di Sant’Angelo in Formis, dove entrambi lavoravano in cucina.

La sentenza è stata emessa al termine del giudizio con rito abbreviato, reso possibile dopo l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi da parte dello stesso gup. Il giudice ha accolto la richiesta di condanna avanzata dai sostituti procuratori Gionata Fiore e Mariangela Condello, che avevano chiesto una pena di 14 anni di carcere per il giovane cuoco.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, Alagie Sabally era ospite della struttura di accoglienza Cassiopea di Santa Maria Capua Vetere e quel giorno stava svolgendo il proprio turno di lavoro come aiuto cuoco presso la Masseria Adinolfi. La vittima conosceva il suo aggressore, con il quale aveva condiviso in passato un periodo nella stessa struttura di accoglienza.

La tragedia si consumò al culmine di una lite scoppiata, secondo l’accusa, per la disposizione delle sfogliatelle prima della cottura in forno. Il diverbio sarebbe rapidamente degenerato, anche a causa di ripetute offese rivolte dal 17enne al 22enne. Durante la discussione, Hawlader Pranto avrebbe impugnato un paio di forbici, colpendo il giovane con tre fendenti che si sono rivelati mortali.

L’imputato è stato assistito dall’avvocato Paolo Di Furia.