Truffa del falso nipote: in tre patteggiano la pena, cadono le misure cautelari

30 Giugno 2026 - 16:00

Accusati, in concorso con altri soggetti rimasti ignoti, di aver messo in atto la truffa ai danni di una donna di Viterbo

CASERTACE STA PER CAMBIARE PER SEMPRE: TE LO SPIEGA IL DIRETTORE GIANLUIGI GUARINO – CLICCA E GUARDA IL VIDEO

AVERSA – Si è concluso davanti al GIP del Tribunale di Viterbo, Rita Cuni, il procedimento con giudizio immediato relativo alla nota truffa del falso nipote ai danni di un’anziana.

Gli imputati R. M. e R. B., quest’ultimo assistito dall’avvocato Daniele Iona, hanno definito il procedimento con il patteggiamento della pena a 1 anno e 8 mesi di reclusione, mentre U. G. ha patteggiato 1 anno e 4 mesi, con pena sospesa.

A seguito della sentenza, il giudice ha inoltre dichiarato la perdita di efficacia delle misure cautelari, disponendo la cessazione degli arresti domiciliari per Mele e Bellotti e delle altre prescrizioni cautelari nei confronti di Guiscardo, che tornano pertanto in libertà.

Secondo l’impostazione accusatoria contenuta nel decreto di giudizio immediato, i tre erano accusati, in concorso con altri soggetti rimasti ignoti, di aver messo in atto la cosiddetta truffa del falso nipote. La vittima, un’anziana donna di Viterbo, sarebbe stata contattata telefonicamente da un sedicente familiare che le chiedeva denaro con il pretesto di ritirare un pacco postale.

Stando alle contestazioni della Procura, uno degli imputati si sarebbe presentato presso l’abitazione della donna riuscendo a farsi consegnare monili in oro per circa 80 grammi, oltre a due carte bancomat con i relativi codici PIN. Successivamente sarebbero stati effettuati prelievi fraudolenti per 3.100 euro, mentre il valore dei gioielli sottratti è stato stimato in circa 10 mila euro.

Agli imputati erano contestati i reati di truffa aggravata e indebito utilizzo di strumenti di pagamento, con l’aggravante di aver approfittato dell’età avanzata della persona offesa.