LE FOTO. Premio Cales. In prima linea i valori di legalità, cultura e sport premiati da ospiti speciali

30 Giugno 2026 - 13:42

Tra gli ospiti anche l’ex portiere del Napoli Gennaro Iezzo, l’ex cestista NBA Linton Johnson, l’archeologa Angela Carcaiso e molti altri

CALVI RISORTA – Una serata intensa, partecipata e profondamente identitaria ha segnato la quinta edizione del Premio Cales. Dalla legalità allo sport, dalla scuola alla cultura, fino all’arte e al premio alla carriera, Calvi Risorta ha ritrovato la forza delle proprie radici grazie all’entusiasmo dei ragazzi di Free Cales e al coraggio di una nuova generazione che rifiuta l’oblio

Certe serate non appartengono al calendario degli eventi. Appartengono alla memoria collettiva.

Il ritorno del Premio Cales, sedici anni dopo l’ultima edizione e a trent’anni dalla sua istituzione voluta da Gigi Mele e Angelo Franco, ha rappresentato molto più di una manifestazione culturale: è stato un atto d’amore verso una terra antica, un gesto di responsabilità civile e una dichiarazione di appartenenza nei confronti di una storia che continua a chiedere ascolto.

Nel cuore dell’area di San Nicola, il 26 giugno, Calvi Risorta si è ritrovata attorno al nome di Cales, la grande capitale d’Ausonia che ancora oggi giace sotto il peso del tempo, dell’abbandono e delle occasioni perdute, ma che continua a vivere nella coscienza di chi non ha mai smesso di crederci.

Il Premio è tornato grazie alla determinazione e all’entusiasmo di Free Cales, una quindicina di giovani guidati dai soci fondatori Luca Cotecchia, Antonio D’Onofrio, Alessio Salerno e Casto Bonacci, capaci di dimostrare quanto possano la passione, l’umiltà e l’amore autentico per le proprie origini.

Una lezione straordinaria di cittadinanza attiva e di appartenenza che ha restituito speranza a un’intera comunità.

STORIA, CULTURA E LETTERATURA: IL FILO CHE UNISCE LE GENERAZIONI

La prima sezione del Premio, dedicata a Mattia Zona e Giuseppe Carcaiso, ha voluto riaffermare il valore della conoscenza come strumento di libertà e di identità.

Il riconoscimento è stato assegnato a Lorenzo Izzo, studioso e divulgatore instancabile della storia calena, divenuto negli anni un punto di riferimento attraverso il suo lavoro di ricerca e di diffusione della memoria locale.

Di straordinario significato la presenza di Angela Carcaiso, archeologa, docente e figlia di Giuseppe Carcaiso, protagonista di un intenso dialogo sul legame ideale tra l’opera pionieristica dell’abate Mattia Zona e quella dello storico caleno.

Due generazioni diverse, unite dallo stesso amore per Cales e dalla stessa convinzione: la memoria non è un esercizio nostalgico, ma un dovere civile nei confronti del futuro.

LA SCUOLA COME SPERANZA: IL MESSAGGIO DEI BAMBINI

Nella sezione dedicata ad Angelo Capuano, la scuola è tornata a essere il luogo privilegiato della costruzione della coscienza collettiva.

Il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Salvo D’Acquisto”, Giuseppe Valle, ha richiamato il valore dell’educazione come strumento di crescita civile e di riscoperta delle proprie radici.

Le poesie e gli elaborati dei bambini premiati nel concorso letterario hanno rappresentato il momento più autentico e sincero della serata: parole semplici, ma capaci di raccontare l’appartenenza e l’amore per la propria terra meglio di qualsiasi discorso ufficiale.

Perché il futuro di Cales non può che nascere dalla sensibilità delle nuove generazioni.

L’ARTE COME COSCIENZA: L’IDEA DI UNA SERIE TV SU CALES

La sezione dedicata a Nicola Carletti ha celebrato il valore dell’arte e dello spettacolo come strumenti di conservazione dell’identità e della memoria.

Il premio è stato assegnato a Franco Antonio, protagonista di una vita interamente dedicata al teatro e alla cultura.

Di particolare rilievo l’intervento della giornalista Italia Mele, che ha lanciato una proposta destinata a lasciare il segno: la realizzazione di una serie televisiva dedicata a Cales e alla sua storia millenaria.

Un progetto capace di trasformare in immagini la grandezza dell’antica città, le sue ferite, i suoi misteri e la sua immensa eredità culturale, con l’obiettivo di scuotere le coscienze attraverso la forza del racconto visivo.

Un’idea accolta con entusiasmo dal pubblico e che potrebbe rappresentare una nuova, straordinaria opportunità per riportare Cales al centro dell’attenzione nazionale.

LEGALTÀ E SOCIALE: LA MEMORIA CHE VINCE LA VIOLENZA

Il momento più intenso della serata è stato probabilmente quello dedicato alla legalità e al sociale.

Sul palco sono saliti Claudio Salvia, funzionario amministrativo della Prefettura di Napoli e figlio di Giuseppe Salvia, il vice direttore del carcere di Poggioreale assassinato dalla camorra nel 1981, Paolo Siani, medico ed ex parlamentare, fratello di Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino ucciso nel 1985, l’onorevole Enrica Alifano, da sempre vicina alla causa di Cales e del suo recupero, che ha preannunciato una nuova interrogazione parlamentare sulla scorta dei messaggi del premio, e il sostituto procuratore della Repubblica di Napoli, Immacolata Sica.

Interventi profondi, commoventi, attraversati da un unico filo conduttore: la memoria come strumento di riscatto e di libertà.

Particolarmente toccanti le parole di Claudio Salvia, che con immensa sensibilità ha accostato la vicenda personale delle famiglie delle vittime della criminalità alla lunga e dolorosa storia di Cales.

Perché anche la memoria di una città violata e dimenticata necessita della stessa ostinazione civile, della stessa volontà di essere custodita e tramandata.

La legalità, hanno ribadito tutti gli intervenuti, nasce proprio da qui: dalla capacità di non smettere mai di raccontare, di denunciare e di tenere viva la coscienza collettiva.

Nel corso della serata, l’onorevole Enrica Alifano ha inoltre annunciato la volontà di presentare una nuova interrogazione parlamentare sul futuro dell’area archeologica di Cales, ulteriore segnale di attenzione istituzionale verso una battaglia che continua da decenni.

Il Premio per la sezione Legalità e Sociale, intitolato alla memoria di Padre Bartolomeo Avagliano, è stato assegnato ad Antonietta Maciariello, storica presidente dell’APAC, esempio di solidarietà, inclusione e servizio verso le persone più fragili.

LO SPORT COME SCUOLA DI VITA: GLI APPLAUSI PER IEZZO E LINTON JOHNSON

Altrettanto straordinario il momento dedicato allo sport e alla memoria di Gigi Mele.

Gli applausi più lunghi hanno accompagnato gli interventi di Gennaro Iezzo, portiere simbolo del Napoli della rinascita dalla Serie C all’Europa, e di Linton Johnson, icona del basket NBA e protagonista di importanti esperienze italiane con Sassari, Scafati, Avellino e Caserta.

La loro presenza ha conferito ulteriore prestigio a una sezione intitolata all’ex professionista del pedale Gigi Mele e che ha premiato Ludovica Della Vedova, campionessa di danza sportiva capace di portare il nome di Calvi Risorta ai massimi livelli internazionali.

Lo sport, ancora una volta, come metafora di sacrificio, disciplina e capacità di rialzarsi sempre.

IL PREMIO ALLA CARRIERA A NICOLA MIGLIOZZI

A chiudere la manifestazione è stato il Premio Cales alla Carriera assegnato all’artista Nicola Migliozzi, pittore caleno conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Un riconoscimento che ha voluto celebrare non soltanto il valore artistico della sua opera, ma anche la capacità di portare ovunque, con orgoglio e discrezione, l’identità e il nome della propria terra.

IL MESSAGGIO DI FREE CALES: IL FUTURO PASSA DAI GIOVANI

Resta il contenuto profondo di una serata magistralmente condotta da Silver Mele, autore del libro-denuncia “Cales, il grande oltraggio”, con prefazione di Maurizio De Giovanni, e di inchieste che negli ultimi vent’anni hanno contribuito a scuotere la coscienza di un popolo troppo a lungo rassegnato.

Ma il vero miracolo del Premio Cales è stato il coraggio dei ragazzi di Free Cales. Una quindicina, con l’operosissimo direttivo composto da Antonio D’Onofrio, Luca Cotecchia, Alessio Salerno e Casto Bonacci.

Hanno dimostrato che l’amore per le proprie radici può ancora trasformarsi in azione concreta, che la memoria può diventare progetto e che la speranza non è una parola vuota quando incontra il lavoro, l’umiltà e la passione.

L’ordine pubblico è stato garantito dai Carabinieri della stazione di Calvi Risorta, guidati dal comandante Rosario Monaco, con la presenza nell’area di San Nicola del maresciallo Salvatore Lepore, costantemente impegnati nella tutela del territorio e della comunità.

Da Calvi Risorta, il 26 giugno, è partito un messaggio fortissimo.

Che non si fermi più.

Perché l’attivismo delle nuove generazioni rappresenta oggi l’unico vero antidoto all’ignavia secolare che ha ferito il cuore di Cales.

E perché una comunità che torna a riconoscersi nella propria storia è una comunità che ha finalmente ricominciato a costruire il proprio futuro.