AVERSA, VIDEO RACCAPRICCIANTE. Topi tra i palazzi, perché quest’Amministazione è inetta, ignorante e devastatrice di quel poco di reputazione rimasta alla città

11 Luglio 2026 - 20:12

Solo quando nei social sono state diffuse queste immagini si sono degnati di ordinare all’impresa, che esercita la raccolta della monnezza di andare a svuotare le cosiddette isole ecologiche interrate. Ma il problema non è solo questo

AVERSA (g.g.)Le micro isole ecologiche interrate costituiscono un’evoluzione tecnologica finalizzata ad assecondare la risposta che le istituzioni territoriali, mai come in questo caso insieme all’obbligatorio concorso attivo dei cittadini-utenti, sono chiamati a fornire, non ad un unico problema, ma ad una compessa problematica di vivibilità, di rapporto tra i centri urbani grandi e piccoli e l’igiene, gli standard sanitari che danno sicurezza a chi i conglomerati urbani abita.

Questo rapporto tra istituzioni e cittadini-utenti deve funzionare in maniera efficace. Da un lato l’esercizio della potestà amministrativa, che chiede un ausilio fondamentale ai soggetti che ne rappresentano quota parte, deve svilupparsi in un’azione di sensibilizzazione attiva, visibile e all’occorrenza martellante, affinché gli utenti, ai quali viene chiesto anche il sacrificio di una tassazione salatissima diventino protagonisti nell’azione di sversamento attento, consapevole, ordinato nelle varie frazioni dei rifiuti, che si distribuiscono nello spettro della plastica, del cartonato, allargandos, relativamente alle micro isole ecologiche,, ia quello meno peculiare dell’indifferenziato.

Questa introduzione un po’ scolastica e per certi versi scontata diventa doverosa quando si esaminano le funzioni e i comportamenti nei luoghi non attraversati da un livello di civiltà sufficiente. La civiltà non è solo connessa alla parola i cives cioè dei cittadini, ma da questi si trasferisce e si dipata anche nella qualità della funzione dell’istituzione rispetto alla gestione dei cosiddetti rifiuti solidi urbani.

Esattamente tutto quello che è mancato totalmente ad Aversa negli ultimi mesi, nel modo con cui l’amministrazione comunale attraverso l’impresa che si occupa della raccolta dei rifiuti cittadini ha fatto diventare delle bombe di inquinamento e di sporcizia queste micro isole ecologiche interrate che non possono stare in luoghi come Aversa dove esiste un fortissimo ritardo, una fortissima arretratezza del rapporto tra funzione istituzionale e funzione civile, che a questo status di minorità contribuiscono in arti uguali visto cge quest”Amminustrazione l’hanno eletta glu aversani e non è stata imposta da nessuno.

Abbiamo avuto notizia che giovedì mattina alle 5:30 queste micro isole ecologiche interrate in via Caravaggio, viale degli Artisti, via De Chirico, via Salvo D’Acquisto, via Giotto, piazza Domenico Cirillo, parcheggio Parco Pozzi e piazza Principe Amedeo, sono state finalmente ripulite. La speranza è che questa azione sia avvenuta in maniera radicale e che all’interno non siano sopravvissuti dei residui.

Ma ciò è avvenuto solo e solamente per la vera e propria rivolta social sviluppatasi nei giorni precedenti, con tanto di pubblicazione di orripilanti video in cui si vedono topi, di dimensioni significative, muoversi nei pressi di quei rifiuti, in zone fortemente antropizzate.

Non vogliamo ora ricorrere a riferimenti storici forse eccessivi che ci raccontano quanto siano pericolosi questi roditori, quali vettori di malattie, epidemie epocali come è stata ad esempio la peste bubbonica trasmessa attraverso le pulci associate ai topi, ma neanche bisogna banalizzare, minimizzare il rischio sanitario.

Ma al di là di questo noi vogliamo insistere sulla desolante, devastante e assoluta incapacità culturale di gente che farfuglia parole e che oggi ha in mano l’amministrazione e dunque anche i destini della città dei Normanni.

Chi come noi ha dovuto necessariamente affrontare i tanti temi connessi al trattamento dei rifiuti, sa bene che la contaminazione, l’inquinamento della frazione indifferenziata con significative parti di frazione organica (leggi umido) non è una possibilità, ma è una certezza.

Ad esempio, nello STIR di Santa Maria Capua Vetere che dovrebbe accogliere solo la frazione indifferenziata per avviarla al termovalorizzatore di Acerra, questa è mediamente contaminata dall’umido nell’ordine percentuale che va dal 20 al 30%.

Questo comporta un lavoro supplementare di separazione per evitare che rifiuti umidi finiscano nel termovalorizzatore creando danni ambientali significativi. Per cui, se tu, Comune di Aversa, stabilisci che queste microisole ecologiche che impianti in un perimetro che contiene decine e decine di migliaia di persone devi rendere attento, anche ossessivo se occorre, il controllo quotidiano finalizzato a stabilire quante parti percentuali di frazione umida siano finite, malauguratamente, nelle isole ecologiche interrate, perché se ci sono frazioni umide tu non le devi chiamare isole ecologiche, ma le devi definire così come si chiamano, cioè discariche.

E se piazzi 7, 8, 10 mini discariche in mezzo alle case e ai palazzi, torme di topi, attirati da questa frazione organica, finiranno per diventare abituali compagni di vita dei residenti così com’è accaduto nei giorni scorsi e così come mostra il video che pubblichiamo in testa all’articolo.

Questo controllo martellante e quotidiano dell’attività dell’impresa che svolge il servizio di raccolta, la Win Ecology, non c’è stato. Non sappiamo se questo non ci sia stato mai sin da quando nel 2023, ai tempi dell’amministrazione Golia, è partito il progetto sperimentale delle isole ecologiche interrate, o se questa gravissima inadempienza da parte dell’impresa ma anche da parte dell’amministrazione comunale, da parte della neo assessora all’Igiene Urbana, Giulia Lauriello, zanniniana di ferro e connessa alle posizioni della consigliera comunale Lucia Aversano eletta nel movimento I Moderati con automatico rimando al leader (e che leader!) cittadino Giovanni Innocenti, un corpo e un’anima sola con Giovanni Zannini.

Questo è il dato strutturale, cioè della gestione non sbagliata, ma del tutto inesistente di questi impianti. Inadempienza che si interseca con quella dpecifica della mancata raccolta, dato che sicuramente, se non ci fossero state le denunce social, le isole ecologiche interrate sarebbero rimaste piene, inutilizzabili, con ampia possibilità che i rifiuti portati da cittadini ignari sarebbero rimasti in superficie, abbandonati, dopo la constatazione di impossibilità ad immetterli all’interno delle micro isole.

Insomma, un disastro che dimostra ancora una volta, in un settore importante, cruciale, come quello della gestione dei rifiuti in città, l’assoluta inconsistenza culturale, ancor prima che politica, e amministratiiva di um manipolo di soggetti che sembrano s figiuno di ogni pur mino rudumento anche di logica elementare. .