CASERTA. E’ INAGIBILE: CHIUSO IL MATTEI. Leggi come la Provincia ci ha messo DUE ANNI per scoprire che 700 studenti hanno rischiato grosso
14 Luglio 2026 - 13:53
CASERTA – La Provincia ha dichiarato inagibili i tre corpi dell’Istituto “Enrico Mattei” di via Settembrini, a Caserta, e ne ha disposto la chiusura immediata. Il provvedimento monocratico, firmato dal presidente Colombiano il 13 luglio, è stato adottato dopo gli esiti delle verifiche sulla vulnerabilità sismica dell’edificio, affidate dall’ufficio Edilizia Scolastica, guidato da Paolo Madonna, all’ingegnere Massimiliano Ferraioli e al collega Giulio Golia, già più volte nominato dal Madonna e con il quale condivide un rapporto d’amicizia.
Le indagini diagnostiche, condotte con 37 carotaggi e altrettante prove pacometriche su un campione del 35% degli elementi strutturali, hanno certificato una resistenza media del calcestruzzo “estremamente degradata e molto più bassa rispetto al minimo normativo“. La relazione tecnica evidenzia un serio pericolo strutturale per tutti e tre i corpi di fabbrica, costruiti negli anni ’60 in zona non classificata come sismica. I verificatori hanno rilevato un deficit di sicurezza statica per carichi verticali, un rischio di taglio per alcuni pilastri (con valori arrivati a 0,01) e una carenza di sicurezza sismica, con l’indice di sicurezza minore dell’unità per ciascun corpo.
Il provvedimento, con interdizione assoluta di accesso e sospensione delle attività didattiche e amministrative in presenza, è stato notificato al Prefetto, al dirigente scolastico, ai Vigili del Fuoco e alle forze dell’ordine. Il Settore Edilizia è stato incaricato di attivare le procedure per la recinzione e lo studio di fattibilità per l’abbattimento e la ricostruzione.
Come è possibile che si sia arrivati addirittura alla chiusura? Quanti anni ci sono voluti per arrivare a questa decisione? Evidentemente, la Provincia in questi anni non è riuscita a migliorare la condizione degli edifici.
Eppure, già nel luglio 2024, la Provincia di Caserta affidò a Golia l’incarico di verificare la vulnerabilità sismica dell’edificio. L’affidamento diretto, per un importo complessivo di 15.030,40 euro, prevedeva carotaggi e prove sui materiali strutturali per valutare la sicurezza dell’immobile.
Prtaicamente questa analisi è durata due anni? Sono procedure certamente complesse, ma non crediamo che ci vogliano anni per portarle a termine. Leggendo i tempi, il 31 luglio 2024 il dirigente Madonna affida le analisi a Golia. Da quel momento passano 15 mesi prima che, il 5 novembre 2025, sempre lo stesso Madonna affidi il servizio delle prove di laboratorio alla A.G.C., società sammaritana di Fausto Corvino (detto Ivano), nipote dell’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune Sammaritano Ugo Corvino, poi emigrato a Milano e creatore di una scuola di alunni, formata dal ben noto Maurizio Mazzotti e dall’ex moglie di Corvino, vale a dire Mena Zaccheo.
Da novembre al 13 luglio sono passati altri sette mesi, per arrivare alla chiusura dell’istituto Mattei di Caserta, ovvero a quasi due anni, diciamo due anni meno 18 giorni, da quando sono iniziate tecnicamente le procedure per le indagini strutturali, l’analisi su una scuola con 700 alunnI.
Un periodo lunghissimo, dei tempi elefantiaci che ha esposto i ragazzi a conseguenze drammatiche. E non lo diciamo noi, bensì la stessa Provincia quando scrive testualmente di “serio pericolo strutturale” e peggio, come potete vedere nei documenti che trovate in calce all’articolo.
Sono queste le vicende che ci danno da pensare su come la Provincia sia stata gestita in questi anni. Una situazione tale, che andava trattata come quello che è, ovvero un’emergenza grave, è stata gestita in maniera pigra dall’ufficio dell’Edilizia scolastica di Madonna, senza che minimamente la guida politica, ovvero i presidenti Giorgio Magliocca, Marcello De Rosa e poi Anacleto Colombiano, chiedessero di accellerare per non far rischiare gli studenti di questa scuola. E ci viene un po’ da sorridere, visto che abbiamo visto appalti e procedure di gara essere costruite, portate avanti e aggiudicate nel giro di poche settimane. Vero che bisogna rispettare i tempi tecnici delle analisi, ma due anni è un lasso impossibile da ritenere giusto e logico.
Due anni per delle indagini strutturali, due anni in cui abbiamo rischiato grosso. E solo la fortuna ha evitato di raccontare storie drammatiche sugli studenti e su chi lavora al Mattei.
