A 17 anni ha rischiato la vita dopo doppia operazione in una prestigiosa struttura del Nord Italia. Salvato da un chirurgo del Pineta Grande Hospital

21 Dicembre 2025 - 17:01

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Francesco e la sua famiglia, originari di Castel Volturno, si erano rivolti a una struttura d’eccellenza ortopedica a chilometri di distanza. Ma l’eccellenza sanitaria non è sempre lontana: a volte è davvero a un passo da casa

CASTEL VOLTURNO (M.C.V.) – A soli 17 anni Francesco Griffo, ragazzo originario di Castel Volturno, ha già attraversato il dolore, la paura e il rischio concreto di perdere la vita. Un’odissea lunga mesi, iniziata quasi in silenzio e conclusasi grazie alla professionalità, alla prontezza e al lavoro multidisciplinare di una struttura d’eccellenza del territorio casertano.

Tutto comincia all’inizio delle scuole superiori, quando a Francesco viene diagnosticata – purtroppo tardivamente – una grave scoliosi. Una patologia importante, che rende necessario un intervento chirurgico complesso, eseguito il 7 ottobre 2024 in una nota struttura ospedaliera del Nord Italia. L’operazione sembra riuscita: una lunga cicatrice attraversa la schiena del ragazzo, dal collo fino all’osso sacro, e il decorso post-operatorio appare inizialmente regolare.

A dicembre 2024, però, qualcosa cambia. Francesco si sveglia una mattina e nota delle secrezioni provenire dalla schiena. Viene ricoverato nuovamente e sottoposto a un secondo intervento. In quella sede non viene sostituito l’impianto, ma effettuata soltanto una “ripulitura” del sito chirurgico, seguita da una breve terapia antibiotica. Tutto sembra risolto.

In realtà, come si scoprirà più avanti, a marzo 2025 prende le mosse un’infezione silente, che si trascinerà nei mesi a seguire. A fine estate Francesco avverte un forte calore alla base della schiena: la zona si presenta arrossata, gonfia, la ferita si riapre in prossimità dell’osso sacro e inizia una copiosa fuoriuscita di materiale purulento. Una situazione che diventa rapidamente insostenibile.

“La mia vita prima era diventata davvero dura – racconta Francesco – era complicato vivere con una fuoriuscita di pus così grande. Creava molto disagio nel quotidiano, a scuola, a casa”.

Nonostante le rassicurazioni ricevute telefonicamente dal medico che lo aveva in cura – “è solo siero, nulla di preoccupante” – la famiglia non si fida. Preoccupazione e istinto hanno la meglio e decidono di rivolgersi al Pineta Grande Hospital di Castel Volturno.

Qui Francesco viene preso in carico dal chirurgo ortopedico Gaetano Pappalardo e dall’équipe della Chirurgia Vertebrale del Pineta Grande Hospital, che comprendono immediatamente la gravità del quadro clinico. “Il dottor Pappalardo è il mio salvatore – racconta Francesco – ha capito subito che ero già al limite“. Il ragazzo, infatti, era a un passo dalla sepsi: l’infezione stava per diffondersi e compromettere gli organi vitali, con un rischio concreto per la sua vita.

Il 29 ottobre 2025 Francesco viene sottoposto a un intervento delicatissimo, eseguito in due fasi tra fine ottobre e metà novembre. Un’operazione complessa, ma decisiva, resa possibile anche grazie a un approccio multidisciplinare che ha incluso una gestione infettivologica di altissimo livello. Il Pineta Grande Hospital, infatti, può contare su una partnership scientifica con il professor Andreas Trampuz, infettivologo di fama internazionale, uno dei maestri del dottor Pappalardo e tra i principali sviluppatori delle linee guida mondiali sulle infezioni chirurgiche complesse e delle protesi osteo-articolari.

A spiegare la difficoltà dell’intervento è lo stesso dottor Pappalardo:
“È stata una operazione di una complessità estrema, direi ai limiti della chirurgia. È consistita nella rimozione delle viti e dell’impianto di artrodesi posteriore, nella bonifica completa del sito chirurgico e nell’eliminazione di ogni possibile sede di infezione. Successivamente abbiamo reimpiantato un nuovo sistema di stabilizzazione della colonna vertebrale e applicato una tecnica che ho acquisito durante i miei anni di studio e lavoro in Germania, la Vac Therapy, prima della chiusura degli strati del sottocute e della cute”.

Oggi Francesco sta seguendo una terapia antibiotica mirata e particolarmente robusta, ma le sue condizioni sono buone. Ha ripreso la sua vita, quella di un ragazzo che si avvicina ai 18 anni con una consapevolezza nuova e una gratitudine profonda verso chi gli ha salvato la vita.

La sua storia diventa anche un messaggio forte per il territorio casertano: l’eccellenza sanitaria non è sempre lontana. A volte è davvero a un passo da casa.