TUTTI I NOMI. Imprenditore casertano picchiato e rapinato per il “debito” della Porsche. 11 ARRESTI

27 Giugno 2026 - 14:32

CASERTALa Polizia di Stato ha arrestato undici persone ritenute responsabili di sequestro di persona, rapina e lesioni aggravate dal metodo mafioso. L’operazione è stata eseguita questa mattina su ordine del Gip di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Caserta, hanno preso avvio dalla denuncia presentata dall’imprenditore Pasquale Walter Stellato, titolare di una concessionaria di auto e orologi di lusso a Portico di Caserta.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo sarebbe stato vittima di una richiesta estorsiva di 600mila euro, presentata come un credito vantato nei suoi confronti.

Il presunto motore della richiesta sarebbe stato Carmine Derrotti, descritto come un broker di auto di lusso con contatti in Germania. Derrotti si sarebbe avvalso di diversi intermediari, tra cui Lorenzo Smeragliuolo e Marco Varletta, indicati come emissari delle richieste, e avrebbe chiesto il supporto di Pasquale Corvino e Pasquale Apicella, soggetti legati al clan dei Casalesi. L’inchiesta si estende anche all’area di Marcianise e Recale, dove i fratelli Andrea e Fabrizio Menditti, ritenuti vicini al clan Belforte, avrebbero ospitato un incontro con l’imprenditore. Francesco Argenziano avrebbe fatto da tramite per la convocazione di Stellato presso l’abitazione dei Menditti, finalizzata a una videochiamata con un soggetto detenuto.Secondo

gli atti, l’imprenditore sarebbe stato pedinato e bloccato mentre si trovava a bordo del suo veicolo, costretto a salire su una Fiat Punto bianca, immobilizzato con fascette e incappucciato, e portato nei pressi del cimitero di San Prisco, dove sarebbe stato minacciato con armi e colpito con schiaffi, pugni e cazzotti. Questa condotta sarebbe attribuita a Derrotti, ai fratelli Menditti, a Campolattano, Buonavolontà, Rosato e Albertini. Per la Dda, le condotte contestate avrebbero una precisa connotazione mafiosa, con il ricorso a modalità tipiche dell’intimidazione camorristica: convocazioni, emissari, riferimenti ai clan, messaggi dal carcere e aggressioni.

Nove degli undici arrestati erano già stati fermati l’8 giugno dalla Squadra Mobile di Caserta. I provvedimenti erano stati poi convalidati dai giudici di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord. I destinatari del fermo sono Francesco Argenziano, 49 anni, di Casapulla; Cuono Domenico Buonavolontà, 32 anni, e Pasquale Campolattano, 44 anni, entrambi di Maddaloni; Carmine Derrotti, 34 anni, domiciliato a Caivano; Andrea Menditti, 51 anni, Fabrizio Menditti, 47 anni, e Antonio Rosato, 50 anni, tutti di Recale; Lorenzo Smeragliuolo, 38 anni, e Marco Varletta, 45 anni, entrambi di Marcianise. Due soggetti, già detenuti per altra causa, Pasquale Apicella, 50 anni, e Pasquale Corvino, 40 anni, entrambi di Casal di Principe, avrebbero fatto da intermediari tra la vittima e gli estorsori, minacciandola con videochiamate dal carcere.