A MONDRAGONE “giocano” ancora con le proroghe e le ordinanze. Oltre 275 MILA EURO per un mese di raccolta rifiuti a due imprese “in coppia”

15 Aprile 2026 - 12:00

Un’ordinanza che ricorda, seppur con risvolti sicuramente diversi, quella che favorì Isvec, su input di Giovanni Zannini, e Franco Lombardi, plenipotenziario dell’imprenditore del clan Zagaria, Filippo Capaldo, nipote prediletto del boss Michele

MONDRAGONE (a.c.) – Il comune di Mondragone ha pubblicato un’ordinanza sindacale, quindi a firma di Francesco Lavanga, per la proroga del servizio di raccolta rifiuti, poiché la gara definitiva per la nuova assegnazione dell’incarico è ancora in fase di sviluppo. Stando a quanto stabilito dalla determina firmata dall’architetto Salvatore Catanzano, a beneficiare da questa mossa è l’RTI, quindi un raggruppamento di imprese, formato dalla Ecogin Srl e dalla Win Ecology Srl, già aggiudicatari della precedente gara e ora in proroga.

L’importo ammonta a un totale di 277 mila e 112,76 euro ed è relativo al solo mese di aprile. Non parliamo di certo di una somma da poco, ma se consideriamo che la proroga interessa una dimensione temporale non propriamente definita, potremmo trovarci a tornare su questa faccenda parlando di importi ancora più onerosi. Nel documento, infatti, si parla di una proroga di un massimo di sei mesi e con termine al momento della conclusione della nuova gara.

L’Ecogin Srl è una società con sede a Sant’Antonio Abate, comune situato nel napoletano ai confini con la provincia di Salerno e che fa capo ad Arturo Salomone, omonimo amministratore (non sappiamo se si tratta della stessa persona o meno) della BeMa, società finita nei guai nel 2023 per un traffico di rifiuti ferroviari dei cantieri Rfi (Gruppo Fs), un business illecito da 4 milioni di euro, come ci riportano i colleghi del giornale L’Identità di Roma. La stessa BeMa fu coinvolta anche nell’indagine relativa alla gestione illecita di rifiuti a Carinaro all’inizio dello scorso anno, seppur rimasta esclusa dal registro degli indagati sia formalmente come impresa, sia nei suoi direttori tecnici e di rappresentanza. In quel frangente, sempre dalla stessa testata sopra citata apprendiamo che Salomone è originario del salernitano ma residente a Napoli, anche in questo caso verosimile al personaggio che ci troviamo a trattare ma, specifichiamo di nuovo, non sappiamo se si tratti della stessa persona.

L’altra impresa, come abbiamo già detto, è la Win Ecology Srl di Maurizio Loreto, nativo di Roma ma residente a Vasto, almeno da ciò che siamo riusciti ad apprendere sul web. La società ha sede legale a Padova, secondo quanto leggiamo all’interno ella determina, ma tra le nostre ricerche emerge anche una sede operativa a Torre Annunziata che, come ci sembrerebbe logico pensare per criteri territoriali, sia quella che si sarebbe occupata in primo luogo di questo incarico.

Ciò che ci fa sogghignare alla lettura di questo documento, però, è una bizzarra coincidenza col passato. Partendo dal presupposto ovvio – ma che scriviamo comunque – che sono due storie diverse e che avranno sicuramente risvolti diversi, l’ultima ordinanza di un sindaco di Mondragone sulla raccolta rifiuti che abbiamo letto fu quella del predecessore di Francesco Lavanga, l’altro zanniniano di ferro, Virgilio Pacifico.

In quel caso, era l’estate del 2019, il sindaco Pacifico ordinò la cessione del rapporto con Senesi, facendo passare il servizio della raccolta rifiuti alla Isvec, portata a Mondragone da Giovanni Zannini dopo gli incontri con Franco Lombardi, plenipotenziario di Filippo Capaldo, erede designato dello zio Michele Zagaria, superboss del clan dei Casalesi, entrati in società con Ivano Balestriere, capo della Isvec, dopo una serie di prestiti non pagati dall’imprenditore ischitano.

In questo caso, ripetiamo, differente in tutto, se non nella formalità dell’atto, il sindaco Lavanga ha messo nero su bianco la durata della proroga, un mese (almeno fino ad ora), e non come il suo predecessore che diede l’appalto a Isvec in pratica senza soluzione di continuità.