ARRESTATO dipendente dell’Ispettorato del Lavoro. Smantellato il business dei falsi contratti: 18 misure cautelari, 37 indagati e quel CAF del casertano che …
9 Marzo 2026 - 12:38
Maxi blitz della polizia di Stato
CASERTA – Maxi operazione della Polizia di Stato tra Napoli e Caserta contro un’organizzazione accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falsi documenti e truffa.
Nella mattinata di oggi, lunedì 9 marzo, gli agenti hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali e reali nei confronti di 18 persone, su disposizione del G.I.P. di Napoli e su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Tra gli indagati destinatari della custodia cautelare in carcere figura anche un dipendente dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Napoli, ritenuto dagli investigatori il promotore e il coordinatore dell’organizzazione. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe creato un sistema strutturato per favorire l’ingresso irregolare di cittadini extracomunitari in Italia attraverso assunzioni fittizie.
Tra gli indagati, 37 in totale, risultano persone residenti a Marcianise, San Marcellino, Trentola Ducenta, Casal di Principe, Succivo, Orta di Atella, San Felice a Cancello, Recale, Frignano, Capodrise, Santa Maria Capua Vetere, Parete, Cancello ed Arnone e Aversa.
Il sistema dei falsi nulla osta
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, hanno ricostruito un articolato meccanismo criminale attivo nelle province di Napoli e Caserta e con contatti anche all’estero. Al centro del sistema ci sarebbe stato un vero e proprio mercato illegale dei “nulla osta al lavoro subordinato”, cioè i documenti necessari per consentire a un datore di lavoro italiano di assumere lavoratori stranieri residenti fuori dall’Unione Europea.
Secondo gli investigatori, alcune imprese compiacenti avrebbero messo a disposizione le proprie aziende per simulare assunzioni mai realmente avvenute, permettendo così la presentazione delle domande di ingresso.
Un ruolo chiave sarebbe stato svolto proprio dal dipendente dell’Ispettorato del Lavoro, che avrebbe contribuito – direttamente o indirettamente – all’emissione dei cosiddetti “pareri di congruità”, passaggio fondamentale per ottenere il nulla osta. Molte delle pratiche, tuttavia, sarebbero risultate irregolari o basate su documentazione falsa.
Il supporto di un CAF
Per predisporre le domande e la documentazione necessaria, l’organizzazione si sarebbe avvalsa anche della collaborazione di un CAF con sede nella provincia di Caserta, che avrebbe fornito assistenza nella compilazione delle pratiche amministrative.
Il guadagno dei datori di lavoro compiacenti
Dalle indagini è emerso che una parte dei profitti illeciti sarebbe stata destinata ai datori di lavoro coinvolti, che avrebbero ricevuto tra i 1.200 e i 2.000 euro per ogni lavoratore straniero per il quale veniva simulata l’assunzione.
L’operazione ha consentito di bloccare oltre 3.000 pratiche irregolari relative all’ingresso di cittadini extracomunitari in Italia.
Sequestri di beni di lusso
Parallelamente all’esecuzione delle misure cautelari, gli investigatori hanno disposto anche il sequestro di diversi beni di lusso, ritenuti provento dell’attività criminale e accumulati grazie al presunto traffico di pratiche illegali.
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, punta ora a ricostruire l’intera rete di contatti e le eventuali ulteriori ramificazioni del sistema.
