ASI CASERTA. Interviene ancora il governatore Fico: sospeso il consiglio generale surreale convocato dalla Pignetti. Ecco il nome del commissario ad acta
10 Marzo 2026 - 12:36
In calce all’articolo il testo integrale del decreto firmato ieri pomeriggio con il contributo dell’assessore alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola e di alcuni dirigenti. Noi, che non abbiamo la necessità di essere diplomatici o di rispondere in punta di diritto, consideriamo semplicemente folle l’ordine del giorno partorito dalla presidente. Leggete cosa aveva in testa di fare. Ve lo abbiamo scritto per anni che questa storia sarebbe finita in farsa, che sarebbe terminata con la difficoltà di applicare perfino le categorie della più banale razionalità. Ma questa provincia ci ha lasciati soli a combattere e ha permesso a questa presidente di spendere 100 mila euro per attaccarci ogni giorno, per intimidirci, per insultarci con le solite stupidaggini sui pregiudicati. Ora vedete chi avete di fronte. E non è un caso che vicino a questa presidente ci sia gente come Edmondo Cirielli e Gimmi Cangiano
CASERTA (G.G.) – Più che una convocazione, un atto di disperazione, impallinato agevolmente dal presidente della Regione Roberto Fico. Riteniamo che questa idea sia uscita dalla testa della presidente dell’Asi, Raffaela Pignetti, e dal suo fedelissimo di sempre, il direttore generale Pietro Santonastaso, da Maddaloni.
Non crediamo che sia uscita da chi oggi, sciaguratamente, appoggia questa persona che l’altro giorno ha addirittura pubblicato una fotografia fake, costruita maldestramente con l’intelligenza artificiale, che la effigiava mentre stringeva la mano a un Roberto Fico raffigurato come il famoso figurino della canzone La duena del swing, a dispetto di un fisico oggi nettamente appesantito.
Oddio, pensando un po’ a chi appoggia oggi la Pignetti, ossia l’esponente di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli, che è riuscito nell’impresa titanica di prendere meno voti alle elezioni regionali di quanti ne avesse presi nel 2005 Italo Bocchino con la sua candidatura di bandiera contro un Antonio Bassolino allora imbattibile, e pensando a chi rappresenta Cirielli nel territorio casertano, ossia Gimmi Cangiano, che aveva così a cuore le elezioni provinciali di Caserta da starsene a Sanremo fino alla domenica del voto, lanciando anche la sua compagna Denny Mendez in un’incursione disturbatrice, alla Paolini, durante un’intervista rilasciata proprio durante il festival dal generale Roberto Vannacci, può essere anche che l’ordine del giorno spedito dalla Pignetti sia uscito da cotanto ingegno.
Il giorno successivo alla delibera di giunta regionale che stabiliva che, da quel momento, la funzione di attivatore e realizzatore della procedura di cancellazione dal Consiglio generale — o assemblea che dir si voglia — fosse affidata, ai sensi dell’articolo 7 della legge regionale 19 del 2013, a un commissario ad acta, il quale al massimo entro 30 giorni dovrà eradicare dal Consiglio generale la sedicente Fondazione Asi Ce ETS (ente del terzo settore) e il consorzio palermitano Coplus, due invenzioni che noi abbiamo sempre definito illegali e illegittime, messe in campo dalla Pignetti per conservare uno spazio di potere contrattuale all’interno del Consiglio generale.
La Pignetti aveva dunque fissato, come detto, questa seduta assembleare per il 12 marzo, dunque dopodomani, giovedì, in prima convocazione, e in seconda convocazione il giorno dopo.
In cima all’ordine del giorno la riproposizione dello stesso punto che era stato bloccato in una precedente assemblea, ossia l’eventuale rimozione dal Consiglio generale di quelli che abbiamo definito i due Ufo. In quell’occasione, però, sia la Fondazione Asi che la Coplus di Palermo, nella testa della presidente, avrebbero potuto partecipare e deliberare su loro stesse, perché quella era solamente l’attivazione della procedura di esclusione.
Sentite questa, poi: ai punti 5, 6 e 7 del medesimo ordine del giorno, in particolare, erano state previste rispettivamente la presa d’atto della regolare costituzione degli organi consortili e l’elezione di Presidente, Comitato direttivo e Collegio dei revisori dei conti, ossia deliberazioni che, ove assunte con la composizione attuale del Consiglio generale — viziata dalla partecipazione di soggetti privi di legittimazione — sarebbero affette da illegittimità derivata, come già rilevato dalla DGR n. 77/2026.
In poche parole, con la presa d’atto della regolare costituzione sarebbe stata data legittimità, sempre secondo la stravagante elaborazione della presidente, a quell’elettorato attivo dell’assemblea a cui sarebbero stati invitati anche i due Ufo, che, non essendo stati ancora esclusi formalmente ed esecutivamente, avrebbero potuto partecipare sia all’elezione del presidente, prevista al punto 6, sia all’elezione del nuovo Comitato direttivo, prevista al punto 7.
Immaginiamo lo sforzo che hanno dovuto compiere i dirigenti della Regione Campania per non rispedire al mittente la comunicazione che l’Asi di Caserta ha inviato a Palazzo Santa Lucia in un foglio bianco riempito solamente dalla scrittura onomatopeica della pernacchia. Le istituzioni sono istituzioni: ci vuole pazienza. E Raffaela Pignetti, rispetto alla quale tutti oggi fanno sorrisini o alzano il sopracciglio quando per anni hanno lasciato solo questo giornale che denunciava ogni giorno la gestione densa di illegittimità dell’Asi di Caserta, è ancora presidente a tutti gli effetti: quintessenza delle scelleratezze lassiste, relativiste, orribilmente deturpanti di ogni forma di rispetto per un’istituzione pubblica.
Per cui ieri si sono dovuti mettere di buzzo buono per lavorare, insieme al presidente della Giunta regionale Roberto Fico, alla realizzazione di un decreto con il quale viene spiegato, con termini tecnico-giuridici ma assolutamente comprensibili a chiunque, in considerazione dell’abominio compiuto con il documento di convocazione del Consiglio generale, che questo organismo non può assolutamente essere convocato in questo momento, visto che prevederebbe l’illegittima presenza di due soggetti, ossia la Fondazione Asi Ce e il Consorzio Coplus che, ai sensi sempre dell’articolo 7 della legge 19, non possono essere soci del consorzio.
Ma lo capirebbe anche un bambino che uno non può inventarsi una fondazione gemmata dalla stessa Asi, rendendola — al di là dell’ugualmente maldestro arzigogolo di un’improbabile distinzione tra due persone giuridiche suppostamente differenti — socia della stessa. E neppure può pensare di far entrare in un’Asi, ma questo lo dice chiaramente la legge regionale, un consorzio palermitano che non svolge alcuna attività nel territorio.
La Pignetti, in tutta evidenza, è stata inerte rispetto alla diffida formale fattale dal presidente della Regione Fico e ha convocato un’assemblea sgangherata, inserendovi anche l’elezione degli organi, solo all’indomani della deliberazione che commissariava la funzione specifica dell’esclusione della Fondazione e di Coplus.
Insomma, affermare che quel Consiglio generale sarebbe roba da camicia di forza è anche poco. La Regione non lo dice, ma lo fa capire, come potrete leggere nel documento che pubblichiamo in calce nella sua versione integrale.
Va da sé che, nelle more dell’esplicazione della funzione del commissario ad acta, non può essere convocato il Consiglio generale, in quanto questo è viziato da due presenze illegittime. Solo quando saranno espunti il Consorzio Coplus e la Fondazione Asi Ce questo potrà accadere. Fino ad allora è evidente che viga una sospensione delle funzioni dell’organo assembleare, in quanto questo non è legittimamente costituito nella sua configurazione di elettorato attivo, cioè di organo deliberante per qualsiasi tipo di decisione.
Conseguentemente il governatore Fico, oltre a nominare — nel rispetto della delega ricevuta dalla Giunta regionale — il commissario ad acta nella persona del dirigente della Giunta regionale Alfonso Bonavita, che dovrà acquisire immediatamente tutto il fascicolo del procedimento che necessariamente gli organismi dirigenti dell’Asi hanno dovuto approntare, sospende la convocazione del Consiglio generale.
Ormai siamo al cinema puro, alla rappresentazione del più basso livello che un’istituzione importante qual è il consorzio Asi di Caserta abbia mai realizzato. Una situazione quasi patetica, drammaticamente patetica, perché la politica — anche grazie alla copertura che Vincenzo De Luca ha dato a chi ha voluto che la signora Raffaela Pignetti diventasse presidente dell’Asi — ha fatto in modo che ancora oggi vengano esposti contenuti in cui la presidente parla addirittura di pressioni, mentre qui l’unica pressione è quella azzerata al punto da annegare nell’imbarazzo di una vicenda che, se vista in un altro Paese del mondo, farebbe strabuzzare gli occhi e sbellicare dalle risate.
Che tristezza!
