AVERSA. Che pasticcio col debito fuori Bilancio da un milione di euro, che puzza di bruciato e ritirato perché la dirigente Accardo ha rifiutato per ora l’istruttoria
27 Gennaio 2026 - 18:59
Un Comune che affoga nell’ignoranza e nell’ arroganza e a De Michele, artefice della sua assunzione, la Accardo ha risposto con uno sprezzante “non ho tempo” sui canoni dei mercatali. Tie’, incarta e porta a casa
AVERSA – (g.g) C’ è un debito che il Comune di Aversa ha nei confronti del Consorzio di Bonifica del Basso Volturno che galleggia alla periferia dei conti ufficiali del Comune di Aversa da circa 17 anni e non si capisce perché non sia stato mai inserito tra i residui passivi dato che si trattava di un debito acclarato e indiscutibile.
È cresciuto sempre di più e un Consiglio comunale prima di Natale gli aversani se lo sono visti appioppare sul collo come debito fuori Bilancio posto all’ordine del giorno dal presidente del Consiglio comunale Giovanni Innocenti, il quale, però, essendo Giovanni Innocenti, non deve essersi reso conto che non si può portare in Consiglio, per il riconoscimento ai sensi del Tuel, un debito non accompagnata dalla doverosa istruttori della dirigente alle Finanze e al Bilancio Gemma Accardo, la quale, pur avendo dimostrato di non essere una dragonessa in materia di contabilità degli enti locali, l’abc la conosce come i rudimenti necessari per non attraversare guai.
Avrà capito che non c’è mai stata una ragione giuridica e logico giuridica perché quel debito non sia stato inglobato nei residui passivi e avrà capito pure che ciò può aver alterato gli equilibri dei Bilanci costituendo pareggi o avanzi discutibile Risultato: niente istruttoria e riconoscimento del milione del debito fuori Bilancio saltato per ora. La Accardo è un po’ il simbolo dei processi premiali che hanno, a nostro avviso, fermo restando la persona in sé che non ci permettiamo di discutere, abbassato il livello degli uffici de Comune. Ci piacerebbe stare un attimo nell’ testa del consigliere comunale di opposizione, nonché componente della Commissione Bilancio Mario De Michele, a suo tempo esponente di spicco dell’Amministrazione di Alfonso Golia, che questo specifico processo premiale attivò, trasformando in posizione stabile e a tempi indeterminato la poltrona dell’Accardo, il cui nome CasertaCe indovinò in pieno nel nostro solito gioco delle previsioni sugli esiti dei concorsi, nel caso specifico di quello banditi da Comune di Aversa, che consentì all’accordo di affrancarsi dalla precarietà in cui galleggiava, a colpi di articoli 110, sin dai tempi di Peppino Sagliocco, il primo a chiamare al Comune questa professionista di. Giugliano.
Ci piacerebbe sapere cosa sia passato per la testa a De Michele, che del bene ricevuto dalla suddetta è stato uno degli artefici, quando Gemma Accardo così rispose a un’interrogazione del consigliere di minoranza che le chiedeva perché il Comune di Aversa non avesse attivato le procedure per incassare i canoni dei mercatali che balenavano e valgono tutti insieme centinaia di migliaia di euro; “Non ho tempo di occuparmene”. Secca, fredda, perentoria, con la sicurezza di chi sa che una risposta istituzionalmente irriguardosa come questa vi avrebbe innescato una doverosa lavata di testa da parte del sindaco Matacena, della nuova segretaria comunale “normalizzatrice” arrivata dopo che la precedente è scappata via a gambe levate di fronte alle nefandezze registrate e subire anche da autorevoli esponenti della giunta ma Aversa è questa. e precipita sempre di più nell’acquitrino dell’ignoranza e dell’arroganza .
