CAMORRA & POLITICA. Volete fare i puritani a Gricignano? E mo’ ci pensiamo noi. 6 puntate su tutta la storia degli Autiero, dei Tessitore, dei Carusone e delle palmari infiltrazioni che questa ha avuto nelle varie amministrazioni comunali compreso questa attuale
24 Febbraio 2026 - 20:12
Noi conosciamo situazioni in itinere nei palazzi delle istituzioni. Quello che conta non è interesse a mettere la polvere sotto ai tappeti in questa provincia ma a far emergere il marcio che c’è
GRICIGNANO D’AVERSA (g.g.) – Siccome a Gricignano c’è qualcuno che prova a fare il fenomeno, dopo averci coccolato per qualche anno con notizie che certo non facevano piacere all’amministrazione comunale precedente, quella di Santagata, ora dice peste e corna di noi solo perché questo giornale non fa discriminazioni e non ne fa mai una questione personale.
Se prima c’erano notizie vere, non gradite a Santagata, le scrivevamo; esattamente come oggi scriviamo le notizie vere non gradite all’amministrazione comunale in carica. Il discrimine è la notizia, non chi la popola.
Abbiamo già dedicato troppe righe a chi, francamente, è un moscerino rispetto a ciò che è diventato questo giornale grazie al sacrificio, all’abnegazione e all’impegno profusi anche quando non stavamo bene e, comunque, avvertivamo il senso del dovere di informare i casertani. Non hanno capito che, quando si mettono a sproloquiare e a sputare sentenze, vanno a stimolare un’attitudine peculiare di CasertaCe che, a quel punto, profonderà il doppio, il triplo dell’impegno per evidenziare e dimostrare ciò che viene negato solo per partigianeria e faziosità.
Colpo su colpo. Voi attaccate, ci date un pugno e noi ve ne diamo due. Ce ne date due e noi ve ne diamo tre, e poi ad libitum, così come veniva e viene scritto negli spartiti musicali.
E allora vogliamo radiografare bene questa Gricignano, in modo da arrivare gradualmente, in più puntate, ai concetti fondamentali su cui si fonda una determinazione non ancora emersa in certi ambienti istituzionali, dove talvolta il valore della legalità viene subordinato a quello delle carriere. Perché quando, in una provincia, operano troppe commissioni d’accesso, la cosa non fa piacere ai sindaci che le subiscono, ma neppure ai vertici di certi autorevoli palazzi, ai quali potrebbe essere contestato un disordine della legalità che rischia di diventare bilancio della loro azione negli anni.
Andiamo per ordine, dunque: cos’è stato e cos’è Gricignano dal punto di vista criminale?
Una storia che parte naturalmente con l’intesa federale con Casal di Principe e con il clan dei casalesi. La famiglia Schiavone individua nella famiglia Autiero, precisamente in Andrea alias “Scusut”, il proprio capozona, il suo interlocutore federato.
La scheda criminale è, in una aberrazione terminologica, di prim’ordine e non solo storica, visto che appartiene al presente il ritorno a Gricignano, dopo una trentina d’anni di carcere, del boss riconosciuto Andrea Autiero, ’o Scusut, oggi a piede libero fino a un certo punto, dato che si trova in libertà vigilata ma può comunque girare per Gricignano inforcando la sua bicicletta.
A dirla tutta, Autiero è uno di quei pochi personaggi che aveva una propria credibilità camorristica già prima di stipulare un accordo federale con i casalesi. Negli anni ’80, infatti, è stato un cutoliano: omicidio plurimo, tentato omicidio plurimo, associazione di tipo mafioso, numerosi reati satellite, tra cui violenza privata, estorsione e detenzione illegale di armi aggravata dal metodo mafioso. Molti di questi delitti li ha anche confessati.
Autiero, dunque, è stato un boss e probabilmente lo è ancora, ma non ha mai assorbito completamente tutte le attività criminali di Gricignano. Ed è qui che entra in scena la famiglia Tessitore, quella da cui tutto è partito, attinta da un’indagine molto accurata del Commissariato di Polizia di Aversa che ha prodotto il sequestro di alcune palazzine abusive, sulle quali l’amministrazione comunale e l’ufficio tecnico, di ieri e di oggi, hanno sempre chiuso un occhio, se non due.
È la famiglia che ha utilizzato Vincenzo Oliva in un cantiere viziato da una procedura abusiva., come esecutore dei lavori. Oliva non è uno qualsiasi, ma il padre e protagonista della scalata politica della figlia Antonietta Oliva, consigliere comunale e celebrante del matrimonio tra un esponente della famiglia Tessitore e Vincenzo Bidognetti, nipote del superboss Francesco Bidognetti, in una cerimonia imbarazzante tenutasi nel municipio di Gricignano, con tanto di fuochi artificiali proibiti sparati all’uscita dei novelli sposi.
Le connivenze e le distrazioni dell’ufficio tecnico rispetto all’abusivismo galoppante della famiglia Tessitore non sono un punto di vista, ma fatti acclarati che, in una procedura amministrativa come quella che può portare allo scioglimento di un’amministrazione comunale per infiltrazioni camorristiche a seguito del lavoro di una commissione d’accesso, rappresentano circostanze assolutamente discriminanti.
Ma chi sono i Tessitore dal punto di vista criminale? Sintetizziamo.
Tutto nasce da Francesco Tessitore, alias “Ciccio Sette Pistole”, ucciso in un agguato di camorra agli inizi degli anni Novanta, come capita solo ai boss o ai loro diretti collaboratori. Francesco Tessitore ha otto figli: sei dal primo matrimonio con Filomena Bortone (quattro maschi e due femmine) e due dalla relazione con Assunta Lariccia.
Tra i figli del secondo letto emerge Antonio Tessitore, arrestato nel 2013. Su di lui pendono accuse di estorsione, tentato omicidio, rissa e, fatto molto rilevante, spaccio di sostanze stupefacenti. Al figlio di Antonio viene dato il nome dell’illustre nonno, Ciccio Sette Pistole. È cronaca recente l’arresto di Ciccio junior nel 2021, quando era ancora minorenne. Successivamente viene scarcerato e, poco più di un anno fa – precisamente il 27 gennaio 2025 – ormai maggiorenne, viene nuovamente arrestato: anche in questo caso per fatti legati alla droga, come già accaduto al padre.
Il primo letto di Ciccio Sette Pistole non è da meno. Tra i figli figura Vincenzo Tessitore, ’o Zannut, distintosi anch’egli per attività criminali. Arrestato nel 1985 per associazione per delinquere di stampo mafioso, nel 1999 è destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Nel 2003 viene nuovamente arrestato per associazione di tipo mafioso; successivamente viola la misura di prevenzione ed è ancora arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione.
Piccola digressione: la figlia di Umberto Tessitore, anch’egli figlio di primo letto di Ciccio Sette Pistole e della Bortone, genera una figlia, Antonella, la quale sposa Rocco Iacopo, figlio di Giovanni, ex Comandante dei Vigili Urbani di Gricignano di Aversa e attualmente responsabile dell’Ufficio Anagrafe del medesimo Comune.
Come si è potuto leggere, la droga rappresenta una sorta di core business della famiglia Tessitore, soprattutto negli ultimi anni. Ed è proprio per questi traffici che avviene lo scontro con il terzo nucleo familiare della criminalità gricignanese: i Tessitore e la famiglia Carusone, detti “Giacchett”, non sono affatto idilliaci e probabilmente gli Autiero sono dovuti intervenire, dall’alto della loro autorevolezza criminale, per calmare i bollenti spiriti e definire con precisione le aree di spaccio.
Un cenno ai Carusone. Il capostipite, Francesco Carusone, nel 2017 viene arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, tornando in libertà nel 2023.
Il figlio Fortunato viene arrestato per i medesimi fatti nel gennaio 2023 e scarcerato il 29 agosto 2024.
Il 30 agosto 2024, poche ore dopo la scarcerazione di Fortunato, ignoti esplodono almeno dieci colpi d’arma da fuoco all’indirizzo dell’abitazione di Francesco Carusone padre, probabilmente nel contesto dei “bollenti spiriti” di cui sopra.
Alle 03:05, come riferito da Carusone, mentre dormiva con la moglie, veniva svegliato da un forte boato proveniente dalla strada. In un primo momento pensavano ai fuochi artificiali della festa patronale, anche se alle tre del mattino l’ipotesi appare ardita; successivamente si accorgono che si trattava di colpi d’arma da fuoco indirizzati verso le finestre dell’abitazione.
Avete visto quanto siamo stati diligenti nella ricostruzione storica? Abbiamo solo iniziato. Perché se chi non ha alcun titolo per dare lezioni di giornalismo e addirittura di morale si mette a fare il fenomeno, rispondiamo nell’unico modo che conosciamo: lavorare, indagare, capire e spiegare.
