CAPUA. Adolfo Villani, che pasticcio con l’Encomio Solenne al Comandante dei vigili Mollo e al vice Gravante: se è vero quello che scrive il giornalista Umberto Guarino ci sono dubbi gravi su possibili violazioni delle norme antinfortunistiche

11 Marzo 2026 - 11:49

Nel post del primo cittadino che apre sotto a questo sommario il nostro articolo oltre a mancare la narrazione specifica dell’episodio che ha portato al riconoscimento dell’encomio solenne c’è un commento dell’amministratore di una delle pagine Facebook più lette a Capua che svela qualcosa di molto interessante. In conclusione, l’allora vigile urbano di Capua Miry D’Amico è stata defraudata di un uguale e ancor più meritato riconoscimento e in più le parole di Villani stridono con il suo silenzio nel caso degli insulti verbali e dell’inseguimento a due agenti della municipale inscenato da Carmine Zenga, marito della vice sindaca Marisa Giacobone

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CAPUA(g.g.) Dobbiamo ringraziare il mio omonimo, Umberto Guarino, che ormai con la sua avviatissima pagina Facebook SPQC Capua ai Capuani si può annoverare a pieno titolo tra i giornalisti, anche capaci, se siamo riusciti a capire quello che il sindaco di Capua Adolfo Villani non ha fatto comprendere in un post, pubblicato nella pagina istituzionale (particolare non secondario) di cui lui è titolare come sindaco pro tempore di Capua.

Villani annuncia il formale conferimento di un encomio solenne al comandante dei vigili urbani Felice Mollo e al suo vice Giovanni Gravante. Scrive il sindaco: “(…) Per l’esemplare dedizione al dovere, la fermezza e il coraggio dimostrato nell’intervento svolto nei pressi di Porta Napoli durante il quale con alto senso istituzionale e spirito di servizio hanno operato per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza

Ora, tutto è relativo. I cinque giorni di prognosi rimediati dai due vigili urbani rappresentano una circostanza all’ordine del giorno per altri componenti delle forze dell’ordine, per un poliziotto della volante, per un carabiniere del nucleo operativo radiomobile, per un finanziere, per un altro poliziotto che opera in un reparto celere, per un altro carabiniere che dal suo Battaglione opera in maniera speculare a ciò che fanno i poliziotti delle celere quando affrontano dei disordini

Però, siccome questi sono vigili urbani un intervento durante il Carnevale per calmare i bollentissimi spiriti di un 20enne si configura come un atto eroico. Insomma, occorre un po’ di motivazione, occorre credere nella validità di una realtà aumentata per usare un termine caro a chi bazzica nel digitale più creativo. Però, il problema non è questo. Il cittadino capuano, leggendo il post di Villani non capisce quello che è successo perché non viene spiegata nel dettaglio la circostanza, il contenuto dell’intervento che ha causato le ferite che hanno reso necessario il controllo al pronto soccorso

Riteniamo che tanti di noi e tanti di voi lettori abbiano assistito in TV a qualche cerimonia ufficiale ad esempio alla Festa del 2 giugno, oppure alla festa dell’Arma dei Carabinieri oppure a quella dello Polizia oppure ancora a quella della Guardia di Finanza. In queste circostanze vengono attribuite anche le onorificenze a chi si è distinto con atti di coraggio nell’esplicazione del proprio servizio: medaglie d’oro, d’argento, al valor militare per chi è impegnato in zone di guerra o in zone a rischio bellico, medaglie d’oro, d’argento e se non andiamo errati anche di bronzo al valor civile quando gli interventi si sviluppano dentro all’esplicazione ordinaria dei servizi di pubblica sicurezza. Se avete fatto caso, lo speaker, al cospetto del carabiniere, del poliziotto, del finanziere con tutti sull’attenti di fronte ai loro Comandanti Generali, di fronte al Capo della Polizia o addirittura al Presidente della Repubblica ascoltano la ricostruzione dettagliata e minuziosa del fatto accaduto. Ciò perché in quel momento non è Sergio Mattarella o Vittorio Pisani oppure ancora Salvatore Luogo Comandante Generale dei Carabinieri, o Andrea De Gennaro Comandante Generale della Guardia di Finanza a consegnare le onorificenze rette dal nastrino tricolore ma sono i Comandanti dei Carabinieri della Polizia, della Finanza o anche il Presidente della Repubblica a farlo nell’esplicazione pro tempore delle loro funzioni in nome del popolo italiano. E allora Umberto Guarino ha dato un senso alla scelta di denominazione della sua pagina: Senatus PopolusQue Capuanorum. Il senato e il popolo di Capua che lui evidentemente rappresenta meglio di Adolfo Villani. E’ lui, infatti, a correre in soccorso al primo cittadino al cospetto di qualche commento critico chiarendo che nel primo giorno di Carnevale gli agenti intervenuti per riportare alla calma un giovane del posto reo di disturbare gli altri partecipanti alla festa per le vie della zona di Porta Napoli venivano aggrediti dal ragazzo e per questo refertati con una prognosi di 5 giorni. Ecco perché Umberto Guarino – e d’altronde con questo cognome non poteva che essere così – è un buon giornalista. Perché da un’informazione importante, preziosa e cioè che il comandante Mollo e il vice Gravante si sono evidentemente recati al pronto soccorso e in quel caso dopo le visite mediche gli è stata attribuita una prognosi di 5 giorni. Dopodiché l’ottimo Guarino piazza quasi uno scoop in quanto dice “Questi tutori dell’ordine, dopo aver arrestato una persona violenta che stava importunando diversi cittadini, sono stati a loro volta aggrediti e sono finiti in ospedale con una prognosi di cinque giorni. Nonostante ciò, sono rientrati in servizio per garantire l’ordine pubblico, anche alla luce della cronica carenza di personale. L’encomio, quindi, va riconosciuto anche tenendo conto di questo senso del dovere e dello spirito di servizio dimostrato.”

Siccome stiamo parlando di SPQC evocativo di SPQR avrebbero detto a Roma “hai detto cazzi”. Qui dobbiamo attingere alle nostre non comuni conoscenze nelle materie giuridiche. Ci siamo messi a cercare e abbiamo trovato nel decreto 81 del 2008 il seguente contenuto e abbiamo consolidato un’idea che già avevamo e cioè che la ripresa immediata del servizio, nonostante il referto ospedaliero, configura una potenziale violazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro sia da parte del dipendente che del datore di lavoro

La prognosi rilasciata dal Pronto Soccorso (in questo caso 5 giorni), infatti, non è un semplice consiglio, ma una certificazione medica di inabilità temporanea al lavoro. Essa attesta che il lavoratore ha bisogno di un periodo di riposo per guarire. Quindi, l’obbligo di prendersi cura della propria salute mentre il datore di lavoro, invece, ha l’obbligo di tutelare l’integrità fisica del dipendente. Siccome, Umberto Guarino ci informa correttamente che si è trattato di un’aggressione in servizio, la normativa sancisce che si tratta di un infortunio sul lavoro. In un qualsiasi ufficio pubblico sanno che la prognosi deve essere trasmessa La prognosi deve essere trasmessa all’INAIL che se si chiama istituto nazionale infortunio sul lavoro ci sarà anche un perché, per cui il rientro immediato al lavoro potrebbe rendere complessa la gestione della pratica infortunistica, oltre a configurare un comportamento elusivo delle norme antinfortunistiche.

Le conseguenze per il dipendente sono il rischio di aggravamento delle lesioni e possibili sanzioni disciplinari per inosservanza delle procedure di sicurezza. Questi i fatti. Noi siamo a disposizione come sempre del sindaco Villani qualora volesse meglio chiarire le sue parole e soprattutto quello che è successo dopo l’attribuzione della prognosi ai due agenti

POST SCRIPTUM: due cose

Siccome ci portiamo sula coscienza quello che la dottoressa Miry D’Amico ha scritto nella sua Querela, a chi sta stendendo questo articolo, che quando abbiamo trattato temi riguardanti la sua persona le abbiamo provocato un profondo malessere, ci fa piacere ora, alla luce, però, dei fatti così come si sono configurati nella narrazione del sindaco Villani, riconoscerle delle ragioni. Guardate, quel salvataggio in canoa di quella donna che voleva tentare un gesto estremo è, con tutto il rispetto dell’intervento del comandante Mollo e del suo vice, un atto di coraggio ben superiore in quanto l’allora agente dei vigili urbani di Capua Miriam D’Amico detta Miry ha messo realmente a rischio la sua incolumità. E se l’amministrazione comunale di Capua riconosce un encomio solenne a Mollo e a Gravante, dovrebbe proporre alla Prefettura di Caserta, affinchè questa lo trasmetta al Ministero dell’Interno, una proposta per attribuire alla D’Amico una medaglia d’argento al valor civile. Ci piaccia o no la signora D’amico, il modo con cui è arrivata a Capua, l’onesta intellettuale esige un’analisi equa dei fatti e quella targhetta consegnatale in maniera molto spicciativa per il salvataggio in canoa, l’ha defraudata di un riconoscimento che sarebbe stato meritato, ossia di un encomio solenne o di una proposta per ottenere dalla Repubblica Italiana un’onorificenza.

Secondo e ultimo punto. Scusate se ci ripetiamo e scusate se ripetiamo per l’ennesima volta che noi non abbiamo nulla di personale nei confronti della a Marisa Giacobone e nei confronti del suo variopinto marito, Carmine Zenga, ma per quale motivo il sindaco Villani di fronte a delle immagini video incontestabili, oggettive, non ha scritto una parola di solidarietà nei confronti di quei due vigili urbani aggrediti verbalmente e addirittura inseguiti da Zenga, marito della vice sindaca, in occasione di un giuramento? Sotto a questo articolo dunque vogliamo ripubblicare sia il video del salvataggio in canoa sia il video della performance di Carmine Zenga