CAPUA. Ennesimo pasticcio amministrativo: D’Aquino revoca all’ultimo minuto le procedure per le progressioni verticali. Dubbi e sospetti tra i partecipanti
14 Dicembre 2025 - 12:00
Una motivazione, quella del responsabile del settore amministrativo, Luigi D’Aquino, che alimenta forti dubbi tra i partecipanti alle selezioni
CAPUA – Una decisione, quella giunta nelle ultime ore, che ha lasciato tutti sbalorditi e perplessi: il Comune di Capua, guidato da Adolfo Villani, ha revocato tutte le procedure di selezione per progressioni interne verticali, riguardanti posti di operatore esperto, istruttore amministrativo e funzioni di elevata qualificazione nei settori P.P.T., amministrativo, finanziario e della Polizia Municipale.
La revoca, firmata da Luigi D’Aquino, responsabile del settore amministrativo, viene motivata con il ritardo nella conclusione del ciclo di valutazione della performance 2024, requisito essenziale per la partecipazione alle selezioni e stabilito entro ogni fine anno. Secondo il Comune, poiché le valutazioni ufficiali dell’Organismo indipendente di valutazione (O.I.V.) non sarebbero ancora state completate, si sarebbe reso necessario sospendere la procedura, con possibilità di riapertura in futuro.
Il problema, però, è evidente: le domande dovevano inizialmente pervenire entro le ore 12 del 1° dicembre, poi la scadenza è stata prorogata, senza alcuna spiegazione, alle ore 18 dell’11 dicembre. Eppure, solo poche ore prima della chiusura dei termini è arrivata la revoca, lasciando cittadini e dipendenti completamente increduli con una motivazione che alimenta forti dubbi tra i partecipanti alle selezioni.
Ci si chiede: davvero il dirigente D’Aquino si è accorto solo giorno 11 dicembre, 10 giorni dopo la data inizialmente fissata come termine ultimo della presentazione delle domande, che le performance non erano pronte? La spiegazione fornita appare come un tentativo maldestro di giustificare una gestione approssimativa e caotica delle selezioni interne.
Una procedura nata per garantire avanzamenti di carriera meritocratici, vincolata a valutazioni positive triennali, si trasforma così nell’ennesimo episodio di confusione amministrativa.
