CAPUA. Il sindaco Villani, come sempre, fa il bullo e manipola la verità. Ma sull’impianto di sollevamento a servizio della rete fognaria tante situazioni opache e non chiarite, anche riguardo al milione di euro speso

27 Gennaio 2026 - 16:15

Noi avevamo utilizzato l’espressione “generatore fantasma” perché com’è del tutto evidente nelle determina che vi pubblichiamo in calce a questo articolo non c’è alcuna indicazione del luogo in cui è stato installato. Ed è lì, negli atti ufficiali amministrativi e non facendo il gradasso su Facebook che andava indicato. Se non fosse stato per il nostro articolo, infatti, qualsiasi cittadino di Capua non avrebbe saputo dove diavolo lo aveva messo

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CAPUA – Diciamolo chiaramente, senza giri di parole e senza perdere tempo in polemiche sterili: il punto della questione del nostro articolo pubblicato domenica, 25 gennaio, dal titolo “ALLAGAMENTI. PIOGGIA di fondi regionali ma CAPUA resta a rischio: si punta su un generatore (fantasma)” non è mai stato l’esistenza del generatore, bensì la grave carenza di trasparenza negli atti amministrativi del Comune di Capua.

Eppure, nelle ultime ore, il sindaco Adolfo Villani ha scelto la strada più comoda: fare la vittima, fingersi frainteso e trasformare un problema amministrativo in una polemica mediatica, come se il nodo della questione fosse un’invenzione giornalistica.

Nell’articolo in questione abbiamo fatto riferimento a una determina di liquidazione relativa a interventi di ADEGUAMENTO, MIGLIORAMENTO E RISTRUTTURAZIONE DEGLI IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO A SERVIZIO DELLA RETE FOGNARIA DEL COMUNE DI CAPUA nello specifico LIQUIDAZIONE OPERE CONNESSE ALL’INSTALLAZIONE E ALLA MESSA IN SICUREZZA DI UN GENERATORE ELETTROGENO A SERVIZIO DELLA RETE FOGNARIA DEL COMUNE DI CAPUA

Il punto critico, come abbiamo spiegato nel testo, è uno solo: in quella determina non si fa alcun riferimento chiaro al sito in cui il generatore è installato né all’impianto che dovrebbe alimentare. Un’omissione non di poco conto. Parliamo, infatti, di atti pubblici, che dovrebbero rispondere a criteri rigorosi di chiarezza, tracciabilità e trasparenza. E invece ci troviamo di fronte all’ennesimo documento formalmente corretto ma sostanzialmente opaco, perfettamente in linea con una prassi amministrativa che, troppo spesso, produce atti poco chiari, ambigui e interpretabili.

Il titolo “generatore fantasma” non voleva insinuare che la spesa non fosse reale. Chi lo sostiene sta deliberatamente travisando il senso del nostro servizio. Il riferimento era evidente: fantasma non il macchinario, ma la sua collocazione e funzione all’interno dei documenti ufficiali.

Un problema che ricade direttamente sulla qualità del lavoro svolto dagli uffici comunali, in particolare sull’atto in questione a firma del responsabile del settore, l’architetto Maurizio Francesco Malena, e dalla responsabile del procedimento, l’ingegnere Caterina Golino.

E cosa fa il sindaco Villani? Invece di rispondere nel merito, pubblica un post su Facebook corredato da foto del generatore nel rione Santella, spiegando che serve per l’impianto di sollevamento delle pompe in piazza Eboli. Una mossa che sa tanto di operazione di facciata, utile più a costruire una narrazione autoassolutoria che a chiarire le vere criticità. Il sindaco ha tentato di far passare il messaggio che il problema fosse un errore giornalistico. Ma la verità è un’altra: il problema è l’incapacità , o la negligenza, di redigere atti amministrativi secondo gli standard della trasparenza richiesti nella Pubblica Amministrazione.

Ancora una volta, il primo cittadino preferisce attaccare chi controlla anziché rispondere a ciò che viene contestato. Ancora una volta, si rifugia nella propaganda social per evitare di affrontare il nodo politico e amministrativo della questione. Quanto all’effettiva funzionalità del generatore e al reale utilizzo dell’impianto, ci riserviamo di tornare sull’argomento nei prossimi giorni, con un approfondimento che, come sempre, si baserà su documenti, atti e fatti, non di certo su post celebrativi.