CAPUA. L’assessore è dirigente ASL di Veterinaria e la sua famiglia stretta è proprietaria di un canile che partecipa ad appalti e fattura fior di quattrini

21 Novembre 2025 - 13:47

Giusto per fare un esempio, la convenzione stipulata col Comune di Camigliano. Ma francamente questo Adolfo Villani ritiene che la politica si faccia così? Che al comune a comandare ci si vada per rendere un servizio al cittadino o per creare o alimentare posizione di potere che garantiscono anche una crescita economica di tipo personale?

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CAPUA (g.g.) L’estate scorsa ci è capitato di guardare in streaming la diretta differita di una seduta del consiglio comunale di Capua. In quell’occasione la componente dell’opposizione Melina Ragozzino ha illustrato un’interrogazione relativa a quello che la consigliera considerava il fenomeno preoccupante di un randagismo canino sempre crescente e addirittura dilagante

A quella interrogazione rispose l’assessore Luigi Di Monaco. Durante quel dibattito, sempre la Ragozzino, se non ricordiamo male, domandò probabilmente mettendoci dentro un po’ di legittima malizia che dovrebbe animare ogni intervento e ogni attività di un consigliere di opposizione, a quale titolo Di Monaco rispondesse e se fosse lui ad avere la titolarità della delega specifica al randagismo. Di Monaco rispose di no e cioè che lui quella delega non l’aveva e che era stato il sindaco, titolare della ennesima, a delegarlo per la risposta all’interrogazione.

Vabbè pensammo che la cosa fosse legata alla professione che Di Monaco svolge, di dirigente del settore veterinario dell’Asl di Caserta. Avrà ritenuto che le due funzioni, quella riguardante il suo lavoro e quella eventuale di assessore con delega al randagismo fossero confliggenti e per evitare un conflitto d’interessi lui aveva scelto di non ricoprirla all’interno della giunta

Oddio, pensammo che il problema fosse risolto solo da un punto di vista formale, perché nel momento in cui era lui a rispondere in consiglio comunale ad un’interrogazione sul randagismo, la titolarità della delega finiva per appartenere al sindaco solo da un punto di vista formale, figurativa ma che in realtà, di fatto, l’assessore al randagismo fosse Di Monaco. Insomma, un espediente come tanti altri usato dai politici, niente di trascendentale tutto sommato

Poi ne parlammo un po’ in giro e scoprimmo una cosa molto più interessante e cioè che Di Monaco era stato, in passato, promotore di attività imprenditoriali privati nel settore del randagismo canino, che non è, giusto per spiegare a quelli non esperti della materia, solo una questione di accalappiacani o di sterilizzazione ma costituisce un problema serio per le amministrazioni comunali e crea un centro di spesa ben definito per il bilancio dato che i comuni o costruiscono un loro canile direttamente gestito oppure attivano una procedura per l’affidamento del servizio ai privati, con conseguente stipula di una convenzione. Il Comune di Capua ad esempio si è legato ad una struttura privata quella di Fido e Felix di Frattamaggiore, ma con sede anche ad Orta di Atella.

A concorrere negli avvisi pubblici e per bandi pubblicati dai comuni c’è anche Pets Boarding house centro pensione e addestramento cani srl cioè proprio l’azienda fondata a suo tempo dall’attuale assessore ai lavori pubblici di Capua, Luigi Di Monaco che è anche, come abbiamo scritto prima e come ha dimostrato in consiglio comunale assumendosi l’incarico di rispondere all’interrogazione della Ragozzino, l’assessore di fatto al randagismo.

Quindi, facciamo un primo piccolo riepilogo: Di Monaco è il responsabile del presidio ospedaliero, ovviamente veterinario, nell’Asl di Caserta relativamente ai comuni di Bellona Casapulla, Curti, San Prisco , San Tammaro, Santa Maria Capua Vetere, Vitulazio e la stessa Capua, tra questi comuni non c’è Pontelatone che però è una struttura privata controllata nella titolarità dei requisiti previsti dalla legge da un collega del Di Monaco, da una persona che lavora nello stesso suo ufficio, o in ufficio vicino. Un collega che Di Monaco conosce e che gli è familiare

E allora non potevamo non informarci bene sulla situazione attuale relativa agli assetti proprietari e delle legali rappresentanze di questa struttura di Pontelatone. Nel gennaio del 2002, precisamente il giorno 2, la società Pets Boarding house centro pensione e addestramento cani srl viene registrata alla camera di Commercio del Molise in quanto la città di Venafro viene scelta come sede legale presso il centro commerciale la Madonnella. Ad averne la titolarità sono la moglie del dottore Di Monaco, ossia Antonella Aversano Stabile, la quale ricopre anche il ruolo di amministratore unico, e i due figli Pier Domenico e Prisco Di Monaco, il primo agente municipale nel comune di Casapulla, il secondo, invece, medico veterinario come il padre. Quest’ultimo, inoltre, ricopre anche il ruolo di referente della struttura con sede di fatto a Pontelatone in località Middonna.

Se l’impresa di Pontelatone è direttamente connessa alla famiglia dell’assessore Di Monaco ma diremmo ancora meglio del dirigente Asl di Monaco è mai possibile che un controllare che magari non sarà lui direttamente ma l’ufficio dei presidi ospedalieri di cui lui fa parte possa essere anche il controllato in quanto quest’azienda risulta saldamente nelle mani della moglie e dei due figli? Vedete, a noi queste cose non piacciono. Ecco perché dopo qualche mese di attesa abbiamo cominciato a contrastare le azioni ma soprattutto il modo di essere dell’amministrazione di Adolfo Villani. Noi ritenevamo di trovarci di fronte ad un politico attento, guardingo rispetto anche alle questioni riguardanti l’immagine, la presentabilità del suo governo cittadino. E invece ci siamo ritrovati una famiglia scatenata quella dei Giocabone Buglione Zenga che ha fatto letteralmente di tutto,  che è stata dentro a fatti di presunta valenza criminale – basta guardare il processo che vede imputato il marito della vice sindaca – e totalmente irrispettosa delle leggi, delle regole con l’esempio palmare al riguardo del bar di famiglia al quale vengono ancora perdonate molte cose in una condizione in cui dovrebbe essere la vice sindaca a muoversi per andare finanche al di la delle leggi e delle norme, rispettarle non una volta, ma imponendo loro uno spessore due tre volte superiore ai limiti imposti dall’ordinamento per non parlare poi di quel famoso e clamoroso video in cui un affine, un aggregato alla famiglia Giacobone Buglione, riceve una grossa somma in contanti dallo pseudo locatario di un appartamento della società formata da Zenga e dalla stessa vice sindaca finito poche settimane prima sotto la lente d’ingrandimento dei giornali per un presunto sfratto forzato e accompagnato da minacce. E ora ci troviamo l’assessore più vicino ad Adolfo Villani che francamente fa coesistere la sua funzione di pubblico dirigente Asl con competenze di controllo anche sui canili gestiti da imprese private, con la funzione imprenditoriale – e forza, diciamolo – che esercita per interposte persone di sua moglie e dei suoi figli

Un quadro moralmente sconfortante.