OCCUPAZIONE di alloggio pubblico: ACER segnala l’irregolarità, il Comune dispone lo sgombero

18 Maggio 2026 - 12:24

L’ACER aveva già diffidato l’occupante al rilascio dell’alloggio sito alla via …

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CAPUA – Il Comune di Capua ha disposto lo sgombero di un alloggio di edilizia residenziale pubblica risultato occupato senza titolo, dopo la segnalazione dell’Agenzia Campania per l’Edilizia Residenziale (ACER) e un successivo accertamento della Polizia Municipale.

Secondo quanto riportato nell’ordinanza a firma del responsabile del Settore III – Programmazione e Pianificazione Territoriale, dott. Raffaella Esposito, l’ACER aveva già diffidato l’occupante al rilascio dell’alloggio, sito alla via Grotte San Lazzaro, entro 30 giorni, ai sensi dell’art. 30 del Regolamento Regionale n. 11 del 2019. L’immobile è situato in un edificio di edilizia residenziale pubblica ed è destinato alle finalità sociali del programma ERP (Edilizia Residenziale Pubblica)

A seguito della diffida, un sopralluogo effettuato dalla Polizia Municipale ha confermato che l’occupante non aveva provveduto al rilascio dell’alloggio nei termini assegnati, accertando così la permanenza senza titolo nell’immobile. Sulla base di tali elementi, l’amministrazione comunale ha dichiarato la necessità di attivare la procedura di sgombero per il recupero del bene pubblico, ritenuto occupato illegittimamente.

Nell’ordinanza viene stabilito che il soggetto interessato dovrà liberare l’immobile da persone e cose entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento. In caso contrario, si procederà allo sgombero in forma coattiva. Il provvedimento richiama inoltre la normativa regionale e il Testo Unico degli Enti Locali, evidenziando che si tratta di un atto di autotutela esecutiva finalizzato alla restituzione dell’alloggio alle finalità pubbliche. L’ordinanza è stata trasmessa all’ACER – Dipartimento di Caserta, alla Prefettura, al Sindaco, al Segretario Generale e al Comando della Polizia Municipale, oltre che pubblicata all’Albo pretorio con omissis dei dati personali del destinatario.

Contro il provvedimento è possibile proporre ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.