CAPUA. Villani ha fatto il burattinaio anche nei voti dati a Zannini dalla Nocerino. La Gentili e l’Affinito lo hanno capito e se ne sono andate dal gruppo. Per il sindaco sono insignificanti

9 Dicembre 2025 - 18:36

La stranezza di questo caso è costituita dal fatto che le due consigliere, fondatrici di un gruppo indipendente, che sembra essere anto proprio perché l’assessora all’ecologia ha votato per Forza Italia, non hanno motivato pubblicamente la loro decisione, come avrebbero dovuto fare. Non succederà nulla anche perché la minoranza

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CAPUA (g.g.) – Se abbiamo capito bene nessuno ha preso molto sul serio la candidatura della consigliera comunale Veronica Iorio alle elezioni regionali del 23 e 24 novembre nella lista Alleanza Verdi e Sinistra o AVS che di si voglia.

Quello per la Iorio non è stato considerato un voto utile e probabilmente la sua candidatura ha delle dinamiche autonome da quelle che sviluppano l’agire di Adolfo Villani e della sua maggioranza. Alla fine la Iorio ha raccolto a Capua 146 voti in pratica la sua famiglia, gli amici e forse qualche voto spurio, di mera cortesia arrivato da ambienti dell’amministrazione, ma non è neanche detto perchè per avere una cognizione precisa occorrerebbe andare a controllare quante preferenza personali ha raccolto la Iorio alle elezioni comunali, scorporare qualcosa frutto degli abbinamenti maschio femmina e capire se effettivamente la candidata di AVS, come riteniamo improbabile abbia riportato in termini di numeri reali più voti rispetto alle amministrative del 2022

Dunque la partita si è spostata su altri fronti. Fronti e sotto fronti. Sempre se abbiamo capito bene Adolfo Villani ha dato la direttiva ai consiglieri comunali eletti con lui al primo turno nel 2022, dunque senza considerare la Del Basso e Gianfranco Vinciguerra, di votare Marco Villano e ovviamente il PD. Ed effettivamente Villano ha riportato 523 voti personali che, senza l’apporto della maggioranza del suo quasi omonimo, Adolfo Villani, non avrebbe mai preso, non avrebbe visto nemmeno con il binocolo. Probabilmente il sindaco si aspettava qualcosa in più oppure non se lo aspettava, perché lui sa bene i compromessi che ha fatto in questi primi tre anni di amministrazione con il signor Giovanni Zannini con cui ha condiviso molte cose. Di conseguenza, a nostro avviso, Villani che conosce come funziona il mondo, anzi lo sa troppo bene come funziona il mondo, sapeva già da prima che il vissuto di Rosaria Nocerino, assessore ai rifiuti, avrebbe imposto a quest’ultima di votare Giovanni Zannini. Però, per evitare che di fronte a questa certezza, qualcuno della sua area, quella del PD, potesse rimproverarlo di essere troppo tenero e accondiscendente, lui ha erogato la direttiva generale di votare Villano. Naturalmente i voti per Zannini sono usciti: precisamente 240 frutto di qualche amico personale ma soprattutto del lavoro non ufficiale ma comunque evidente, dell’assessora Nocerino.

Per quanto riguarda la Giacobone il discorso è un po’ diverso, Perchè se è vero che un paio di anni fa all’inaugurazione del bar di famiglia ristrutturato fu invitato anche Zannini, effigiato in foto sia con la Giacobone che con il suo augusto marito, Carmine Zenga, è anche vero che, soprattutto nell’ultimo anno e mezzo, la vice sindaca è diventata un’anima  sola con il primo cittadino Adolfo Villani, che la considerar come una pupilla dei suoi occhi e arreda di adeguate e cospicue fette di prosciutto quando “la sacra famiglia” compie le sue scorribande contro i vigili urbani con conseguenze giudiziarie o guarda con una certa ammirazione le assortite “bullerie” del figliolo già distintosi in un paio di risse “fatte a risse” con tanto di contusi e di ammaccati. Per cui, la Giacobone, si è mossa in funzione di Villani. Se Zannini ha raccolto qualche voto dalla famiglia della vice sindaca, com’è probabile, ciò è avvenuto con il concorso e il consenso del pragmatico primo cittadino, dalle sue labbra la Giacobone pende perché sa benissimo che se oggi è ancora la numero due della città di Capua questo lo deve solo a Villani visto che in qualsiasi altro posto, dopo tutto quello che è uscito su suo marito, sul suo semi cognato, su suo figlio e anche su stessa il vice sindaco non lo farebbe più.

Nella maggioranza però, intendendo sempre la parte più vicina politicamente al sindaco, non tutti hanno l’anello al naso e non tutti hanno giustificato il primo cittadino discolpandolo per il numero di voti raccolti da Zannini, considerati frutto del lavoro sottotraccia della Nocerino che magari qualche voticino extra lo ha tato uscire per il suo amico Errico Scala di San Tammaro. Non avrebbe senso, in caso contrario, alla strana levata di scudi compiuta dalle consigliere Loredana Affinito e Concetta Gentili, le quali hanno lasciato il gruppo consiliare del PD per creare un gruppo indipendente che resta in maggioranza ma con le mani più libere. Contemporaneamente l’Affinito e la Gentili hanno abbandonato anche le posizioni assunte nelle commissioni consiliari in forza della loro appartenenza al gruppo di maggioranza del PD. Villani, per dare una dimostrazione di forza, che poi vale fino a un certo punto, perché De Maio fa già parte della maggioranza, ha arruolato ufficialmente quest’ultimo nel gruppo del partito democratico al quale, a questo punto, non avendo più nessun tipo di interesse a tener vicino Giovanni Zannini, anche la Giacobone, per sconfinato amore politico nei confronti di Villani, starebbe per entrare. Ovviamente per la vice sindaca ci riferiamo al partito dato che facendo parte della giunta si è dimessa a suo tempo da consigliera comunale e dunque non può creare alcuna relazione e con il gruppo consiliare.

In pratica la Gentili e la Affinito hanno capito benissimo che il burattinaio di tutto, anche dei voti raccolti da Zannini, è stato proprio Villani con il quale la Nocerino si è sicuramente consultata prima delle elezioni non dovendo certo spiegargli la usa necessità di appoggiare Zannini né Villani le ha potuto dire che il quadro politico si è modificato perché anche lui stesso ha avuto come interlocutore il mondragonese in molte trame amministrative, sapendo, peraltro , che il rapporto tra la Nocerino e Zannini ha avuto una matrice politica, ma ha sviluppato conseguenze anche sulla vita professionale dell’assessora

Insomma, la Gentili e l’Affinito hanno capito bene che Villani non toglierà dalla giunta Rosaria Nocerino e certo non si farà impressionare, né darà di stomaco sapendo che questa ha votato per Forza Italia alle elezioni regionali di qui la decisione di rendersi indipendenti, frutto anche del disappunto che  entrambe ritengono, in quanto coerenti, – ci riferiamo agli ultimi anni perché l’Affinito in passato è stata piuttosto creativa, rispetto alle posizioni del PD-, di poter esprimere un nome per la giunta di poter entrarvi direttamente o attraverso una designazione esterna.

La stranezza della posizione dell’Affinito e della Gentili, però, è costituita dal fatto che nessuna delle due ha spiegato, ha motivato la decisione di lasciare il gruppo del PD e di rendersi indipendenti. Un atteggiamento poco comprensibile e o troppo comprensibile rispetto alla volontà di creare una condizione di minore governabilità del consiglio comunale in modo da costringere Villani a trattare con loro con una postura dialogante e non con la supponenza, che già è connaturata di per sè al carattere del personaggio, figuriamoci adesso, lesa maestà, di fronte alle fastidiose (per lui) rivendicazioni di una Gentili o di una Affinito qualsiasi.

Questo è non crediamo che ciò creerà sommovimenti di sorta anche a causa della scarsa iniziativa politica da parte dell’opposizione che non ha mai lavorato, così come dovrebbe fare per definizione, per far mancare al sindaco i numeri in consiglio.

Ma questa è una vecchia storia che dura dall’inizio di questa consiliatura, di cui abbiamo scritto più volte e su cui, al momento, è inutile tornare.