Casertani (soprattutto casertane) caduti nella trappola di finti medici estetici. Botox e filler illegali pubblicizzati su TikTok: blitz della Finanza, otto denunciati

16 Marzo 2026 - 10:19

I medici abusivi sono addirittura risultati percettori di reddito di cittadinanza o assegno di inclusione

Operavano senza le necessarie autorizzazioni eseguendo trattamenti di chirurgia e medicina estetica, pubblicizzando le proprie attività sui social e ricevendo i clienti in locali improvvisati o abitazioni private. È quanto emerso da un’operazione della Guardia di Finanza condotta nell’area nord di Napoli.

I militari del Comando Provinciale di Napoli hanno individuato otto persone che effettuavano trattamenti estetici invasivi senza i requisiti previsti dalla legge. Le indagini sono state sviluppate monitorando le principali piattaforme social, dove venivano pubblicizzati interventi come iniezioni sottocutanee di botulino e acido ialuronico, procedure che possono essere eseguite esclusivamente da medici chirurghi specializzati.

I controlli sono stati eseguiti dai finanzieri del Gruppo di Giugliano in Campania, del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Napoli e della Compagnia di Casalnuovo di Napoli. Secondo quanto emerso, i clienti venivano ricevuti in locali attrezzati con lettini e strumenti professionali ma privi delle necessarie autorizzazioni e, in alcuni casi, in condizioni igienico-sanitarie precarie e senza dispositivi medici adeguati per gestire eventuali complicazioni.

Nel corso delle attività sono stati sequestrati tre locali commerciali, circa 3.000 euro in contanti e numerose attrezzature utilizzate per i trattamenti. Tra il materiale rinvenuto figurano 130 fiale di botulino, decine di confezioni di filler dermico, oltre 160 siringhe di acido ialuronico e più di 3.000 tra aghi, siringhe sterili e altri dispositivi sanitari.

Gli otto responsabili sono stati denunciati per esercizio abusivo della professione medica. Alcuni di loro, secondo quanto riferito dagli investigatori, risultavano anche percettori di reddito di cittadinanza o assegno di inclusione, mentre le prestazioni venivano offerte a prezzi più bassi rispetto al mercato e senza dichiarare i compensi percepiti.

L’operazione è stata coordinata dalle Procure della Repubblica di Napoli, Napoli Nord e Nola.

Considerata la vicinanza territoriale tra l’area nord del capoluogo partenopeo e diversi comuni della provincia di Caserta, tantissimi erano i clienti residenti nel casertano, attratti dai prezzi più convenienti promossi sui social. L’operazione, infatti, è stata condotta da reparti della Guardia di Finanza di Giugliano in Campania, Casalnuovo di Napoli e area metropolitana di Napoli. Queste località sono tutte nell’area nord/orientale della città e molto vicine alla provincia di Caserta. In particolare, Casalnuovo è a pochi chilometri da comuni casertani dell’area aversana, mentre Giugliano è praticamente al confine con la provincia di Caserta.

Resta ferma la presunzione di innocenza per le persone sottoposte a indagini preliminari, che potranno far valere la propria estraneità ai fatti nelle successive fasi del procedimento.

DI SEGUITO, IL COMUNICATO INTEGRALE DIRAMATO DALLA GUARDIA DI FINANZA:


Militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Napoli, nell’ambito delle attività di contrasto
all’evasione fiscale e all’economia sommersa, hanno orientato la scelta dei soggetti da sottoporre a controllo
monitorando le varie tipologie di prestazioni offerte sulle principali piattaforme “social”, divenute ormai luoghi
virtuali di condivisione di tendenze e spesso di illegalità.
All’esito della ricerca, i finanzieri del Gruppo Giugliano in Campania, del 1° Nucleo Operativo Metropolitano
Napoli e della Compagnia Casalnuovo di Napoli hanno complessivamente individuato 8 soggetti che eseguivano
autonomamente, nelle rispettive circoscrizioni di servizio, prestazioni di chirurgia e medicina estetica, senza le
previste autorizzazioni.
In particolare, i medici abusivi pubblicizzavano, su profili di “TikTok”, trattamenti estetici invasivi – consistenti
principalmente in iniezioni sottocutanee di botulino e acido ialuronico – che, per legge, devono essere effettuati
da un medico chirurgo specializzato.
I clienti venivano ricevuti presso locali appositamente adibiti o abitazioni private che, seppur dotati di lettini, luci
e attrezzature professionali, sono apparsi in condizioni igieniche sanitarie precarie, nonché privi di dispositivi
medici idonei ad affrontare eventuali complicazioni emerse nel corso dei trattamenti.
I responsabili, peraltro alcuni fruitori di reddito di cittadinanza o di assegno di inclusione, proponevano su rete i
propri servizi a prezzi economicamente più vantaggiosi rispetto a quelli di mercato, in totale evasione di imposte.
Al termine dei controlli, sotto il costante coordinamento delle Procure della Repubblica competenti
territorialmente di Napoli, Napoli Nord e Nola, le Fiamme Gialle hanno denunciato gli 8 responsabili per
esercizio abusivo della professione medica e sequestrato 3 locali commerciali nella loro disponibilità, circa 3.000
euro in contanti, le attrezzature e le sostanze pericolose utilizzate, tra cui 130 fiale iniettabili di botulino, decine
di confezioni di filler dermico e rimodellante iniettabile, oltre 160 siringhe di acido ialuronico, etichette di
medicinale già somministrato, nonché oltre 3.000 tra aghi, siringhe sterili, provette, flaconi e tubetti di pomata
anestetica.
È fatta salva la presunzione di innocenza delle persone sottoposte a indagini preliminari nonché la possibilità per
le medesime di far valere, in ogni fase del procedimento, la propria estraneità ai reati per cui si procede.