Colombiano sceglie ancora la “mitica” CUC e la musica non cambia. Lavori da 200 MILA EURO all’unica ditta “in ballo” dell’imprenditore casertano trapiantato a Formia

12 Marzo 2026 - 06:00

Un erroraccio libera l’aggiudicazione facile facile alla Acos di Formia, con il titolare Daniele Amato che è delle nostre zone. LA RICHIESTA DI RETTIFICA, UN ERRORE, SEPPUR IN BUONA FEDE, E LA SMENTITA

SAN MARCELLINO – Ad Anacleto Colombiano va concesso: non è facile trovare società ed imprenditori che non hanno avuto qualche problema con la giustizia. Certo, se si pensa a certi incarichi che sono emersi durante il suo periodo da presidente della Provincia di Caserta, pare che alcuni nomi siano stati cercati con il lumino per rendere inevitabile una discussione sull’opportunità di attribuire determinate commesse.

Ma la stessa cosa possiamo dire anche nel suo ruolo di sindaco. Attenzione, qui non stiamo puntando il dito contro Daniele Amato, imprenditore a capo della Acos, con sede a Formia, ma originario dell’agro Aversano, indagato, imputato ma che, soprattutto, ha avuto l’archiviazione della sua vicenda..

Detto ciò, sono le dinamiche ripetitive che analizziamo e certo non vediamo di buon occhio. Tipo la scelta dell’amministrazione del sindaco Colombiano di far gestire alla stazione appaltante della Cuc Nolana, già al centro di indagini e di approfondimenti di questo giornale sul modo in cui si sviluppano le gare, la procedura di affidamento per la realizzazione di un nuovo parcheggio nel cuore del centro storico di San Marcellino.

Un appalto da 208 mila euro che prevede la realizzazione di un parcheggio in via Santa Croce, nell’ambito di un più ampio progetto di valorizzazione del centro storico finanziato con un mutuo della Cassa Depositi e Prestiti. Alla procedura di gara, che prevedeva l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva, della direzione dei lavori e della realizzazione dell’opera, hanno partecipato solo due imprese.

Oltre alla Acos, si era fatta avanti la So.Ge.Co. S.r.l. , che però è stata esclusa dalla competizione per un errore formale: la ditta ha infatti inserito nella busta telematica dedicata all’offerta tecnica anche i documenti economici e amministrativi, violando le regole della procedura. Un errore talmente banale da chiederci se alla Sogeco, citando Checco Zalone, siano del mestiere.

E se già in una gara aperta – vera rarità – erano solo in due a partecipare, così la Acos è rimasta così l’unica concorrente in lizza. E quindi, nonostante il tentativo di aprire la procedura di gara a tutte le imprese, ancora una volta la CUC nolana vede solo una o due imprese a partecipare, condizione che renderà bassissimo il ribasso vincitore, ovvero maggiore guadagno per il privato.

E infatti, sul fronte economico, la Acos ha proposto un ribasso del 5,016% sull’importo a base d’asta. La ditta di Daniele Amato ha ottenuto un punteggio di 62,42 punti su 85 per la parte tecnica e il massimo per i tempi di realizzazione, grazie a un ribasso del 10% sulla durata dei lavori. L’importo di aggiudicazione ammonta a 199.185,33 euro, così suddiviso: 176.384,51 euro per i lavori (di cui 32.123,23 euro per costi della manodopera), 8.500 euro per gli oneri della sicurezza (non ribassabili) e 14.300,82 euro per la progettazione esecutiva e il coordinamento della sicurezza.

Ora già sappiamo che potrà scrivere Colombiano: la gara è fatta dalla CUC e se la gestiscono loro. Sì, ma no. Infatti, sono i comuni a decidere la tipologia di procedura e soprattutto a disegnare il progetto e il bando di gara. Non a caso, le storie che coinvolgono i comuni di Calvi Risorta e Caserta e il modo in cui si può fregare una stazione appaltante, in quel caso Asmel, mostrano che il lavarsi le mani di sindaci e comuni sulla gestione delle centrali di committenza delle procedura di gara pare davvero il proverbiale cappotto di Napoleone, una pezza di appoggio difensiva che non serve più.

L’azienda che si è aggiudicata l’appalto porta con sé un precedente giudiziario che merita di essere ricordato. Daniele Amato fu coinvolto in un’inchiesta della Procura di Latina, come segnalato nell’agosto 2020 dai colleghi del quotidiano Latina Oggi. La sua Acos, infatti, risultò coinvolta come subappaltatrice senza autorizzazione dei lavori di sistemazione del molo Vespucci, aggiudicati all’imprenditore di San Cipriano, trapianto a Formia, Carlo Amato, non sappiamo se parente di Daniele Amato.

Va segnalato che l’imprenditore è stato prosciolto dall’accusa di turbativa d’asta in un’altra vicenda, quella relativa ai lavori per l’Istituto Tecnico Enrico Fermi di Gaeta, dove le accuse non hanno retto al vaglio giudiziale.

Sulla Acos, però, sappiamo che in provincia di Caserta e nell’agro Aversano lavora. Ad esempio, Daniele Amato ha in mano – o ha avuto – un cantiere ad Aversa per la riqualificazione di parchi e giardini comunali. Un appalto da 256 mila euro che vede direttore dei lavori Giuseppe Graziano, architetto 35enne di San Marcellino, con il cantiere guidato in qualità di direttore da Cipriano De Rosa, geometra di cui non conosciamo la residenza, ma che dall’anagrafica pare essere anche lui dell’agro Aversano.

Su Colombiano non abbiamo molto altro da aggiungere. La decisione di continuare a servirsi della Centrale di committenza dell’area Nolana, i cui funzionari sono sempre molto collaborativi con le amministrazioni, continuiamo a riteneterla una prova del fatto che, nonostante le parole di facciata, al sindaco di San Marcellino il presidente della provincia le cose vadano bene così come stanno.

In passato, alle procedure di gara bandite dalla Cuc nolana per conto del comune di San Marcellino, partecipavano poche ditte ai ribassi erano del 3,4,5%. Adesso è la stessa cosa. E sarebbe strano il contrario, visto che se ripeti sempre la stessa scelta, nulla potrà mai cambiare.

la richiesta di rettifica del signor Daniele Amato, la risposta di casertace e la (giusta) smentita

Spett.le Redazione di Casertace.net,

la sottoscritta Avv. Eleonora Caterina Tamburini, con studio legale in Salerno alla via Velia
n. 15, nell’interesse e per conto del sig. Daniele Amato, con la presente formula formale
diffida in relazione all’articolo pubblicato sul vostro sito web dal titolo:
“Colombiano sceglie ancora la ‘mitica’ CUC e la musica non cambia. Lavori da 200 MILA
EURO all’unica ditta ‘in ballo’ dell’imprenditore indagato nell’inchiesta su appalti truccati”.
Nel suddetto articolo viene riportata una circostanza radicalmente falsa, ovvero che il sig.
Daniele Amato sarebbe stato arrestato nell’ambito di vicende giudiziarie richiamate nel
pezzo giornalistico.

Tale affermazione non corrisponde in alcun modo al vero.
Il sig. Daniele Amato, infatti, non è mai stato arrestato né sottoposto ad alcuna misura
cautelare. Lo stesso è stato unicamente indagato in un procedimento penale conclusosi con
provvedimento di archiviazione per insussistenza del fatto, circostanza che esclude
qualsiasi responsabilità a suo carico.

La pubblicazione di una notizia oggettivamente falsa, che attribuisce al sig. Amato un
arresto mai avvenuto, integra una gravissima lesione della sua reputazione personale e
professionale, risultando del tutto priva dei presupposti di verità, continenza e pertinenza
che devono caratterizzare l’esercizio del diritto di cronaca.
A ciò si aggiunge la pubblicazione dell’immagine del sig. Daniele Amato, che rafforza
l’associazione della sua persona alle vicende descritte nell’articolo, aggravando
ulteriormente il danno arrecato alla sua immagine.

L’articolo, infatti, risulta inoltre corredato dall’immagine del sig. Daniele Amato, la cui
pubblicazione appare del tutto superflua e non necessaria ai fini dell’informazione, con
conseguente lesione del diritto all’immagine e alla riservatezza tutelati dagli artt. 10 c.c. e
96-97 L. 633/1941, oltre che dalla normativa in materia di protezione dei dati personali.

Tutto ciò premesso, con la presente si diffida formalmente codesta redazione a:

  1. rimuovere immediatamente l’immagine del sig. Daniele Amato dall’articolo sopra
    indicato;
  2. eliminare o correggere senza indugio il contenuto falso relativo al presunto arresto del
    sig. Amato;
  3. pubblicare tempestiva rettifica, con adeguata evidenza, nella quale venga espressamente
    precisato che il sig. Daniele Amato non è mai stato arrestato né sottoposto a misura
    cautelare e che il procedimento penale nel quale era stato inizialmente indagato si è
    concluso con archiviazione per insussistenza del fatto.
    Si invita codesta redazione a provvedere entro e non oltre 48 ore dal ricevimento della
    presente.
    In difetto, il sottoscritto riceverà mandato ad adire senza ulteriore preavviso le competenti
    autorità giudiziarie, in sede civile e penale, per la tutela dell’onore, della reputazione e
    dell’immagine del proprio assistito, con richiesta di risarcimento di tutti i danni subiti e
    subendi, oltre alla rifusione delle spese legali.
    La presente vale altresì quale formale messa in mora.
    Distinti saluti.
    Salerno, 10 marzo 2026

Avv. Eleonora Caterina Tamburini

la risposta di casertace

Gentile avvocato Tamburini

La scelta di pubblicare l’immagine del signor Amato si connette alla sua figura di imprenditore, aggiudicatario di commesse pubbliche, come nel caso della realizzazione di un nuovo parcheggio nel cuore del centro storico di San Marcellino, un progetto dal valore di 208 mila euro.

Considerando che lo stesso è stato aggiudicatario anche dell’appalto per la riqualificazione di parchi e giardini comunali ad Aversa, si tratta di un soggetto pubblico e la sua figura viene citata solo per questo motivo, ovvero la sua attività di fornitore di lavori per la pubblica amministrazione, nel caso di specie importanti enti della provincia di Caserta, area di cui questo giornale si occupa quotidianamente da decenni.

A nostro avviso, aver corredato l’articolo con l’immagine profilo presente sul social network Linkedin non riteniamo sia un’illecita pubblicazione dell’immagine altrui. Non a caso, la legge 633 del 1941 esclude il consenso per la pubblicazione di foto di soggetti in caso di fatti di interesse pubblico o per scopi giornalistici, così come CasertaCe ha fatto nel caso del signor Daniele Amato.

Per quanto riguarda la normativa in materia di protezione dei dati personali, il Regolamento generale sulla protezione dei dati (UE 2016/679), prevede che il trattamento di dati altrui è lecito se si connette al diritto di cronaca. Condotta che riteniamo di aver seguito pedissequamente, essendo un’operazione giornalistica connessa ad un procedimento amministrativo pubblico come l’aggiudicazione di una procedura di gara.

Venendo al “presunto arresto” del signor Amato, la circostanza citata nell’articolo del 09.03.2026 emerge dalla lettura di un articolo del 5 agosto 2020, pubblicato dalla giornalista di Latina Oggi, Graziella Di Mambro, importante firma d’inchiesta dell’agro Pontino. A darne ulteriore credito e valore ai nostri occhi, oltre all’esperienza della giornalista, vi è anche la circostanza che l’articolo di Latina Oggi era presente nella rassegna stampa ufficiale dell’amministrazione provinciale di Latina del 05.08.2020. Per darvi maggiore contezza, vi lasciamo copia dell’articolo in calce alla nostra risposta.

All’interno del nostro scritto, poi, abbiamo specificato che il signor Amato è stato prosciolto dall’accusa di turbativa d’asta relativa ai lavori per l’Istituto Tecnico Enrico Fermi di Gaeta, specificando che non sapevamo se la vicenda relativa al molo Vespucci si fosse conclusa positivamente per il suo assistito.

Solo in queste ore abbiamo scoperto che, a causa di un errore grafico, il nome di Daniele Amato era inserito nell’elenco dei soggetti colpito da misura cautelare. Un errore che, inevitabilmente, abbiamo riportato, confidando nella veridicità di un articolo presente su una rassegna stampa ufficiale. Detto ciò, dobbiamo smentire la circostanza dell’arresto del signor Amato, porgendogli le nostre scuse per un errore di cui, crediamo, sia chiara l’assoluta buona fede.

Detto ciò, anche per venire in contro alla richiesta del suo assistito, in considerazione dell’errore compiuto, figlio di un precedente errore grafico compiuto dai colleghi di Latina Oggi, già smentito dal quotidiano pontino, abbiamo deciso di cancellare l’immagine, nonostante chi scrive ritiene che, trattandosi di soggetto aggiudicatario di pubbliche commesse, sia totalmente legittimo pubblicare la foto. Ma, per concludere, si tratta semplicemente di un’interpretazione delle norme difforme dalla sua.

Saluti

cliccare qui per l’articolo di latina oggi del 05.08.2020