Domanda al sindaco Peppe Guida e al noto ing. Perretta: che fine hanno fatto i 418mila euro di rata per la nuova cittadella scolastica? Lavori fermi. I soldi vincolati non si toccano

7 Gennaio 2026 - 18:03

Noi siamo pronti a ricevere risposte, a condizione che siano puntualmente aderenti alla domanda posta, senza alcuna divagazione o discorso evasivo, perché l’argomento è estremamente serio. Troppe feste e festarelle e, soprattutto, ormai la Corte dei Conti ha ben compreso come funzionano le cose al Comune di Arienzo e si fa sentire con frequenza crescente: l’ultima volta appena due mesi fa

ARIENZO (G.G.) – Premessa: se fosse possibile scrivere tutto ciò di cui siamo sicuri o che intuiamo, in quanto rappresenta ai nostri occhi un’evidenza logica, da questo articolo dovrebbero schizzare fulmini e saette. Ma non lo possiamo fare e dunque restiamo ancorati a evidenze che riguardano un Comune di cui non abbiamo avuto la possibilità di occuparci a fondo e di cui forse non potremo occuparci granché in futuro, ma che, prima o poi, deve necessariamente attirare l’attenzione e la coscienza di un giornale.

Stiamo parlando di Arienzo, che oggi – lo ricordiamo, ed è anche questo il motivo per cui qualche articolo lo leggerete da qui in avanti – è oggetto del lavoro di una commissione d’accesso, chiamata a stabilire se i rapporti fraterni, assolutamente acclarati e documentati anche fotograficamente, tra Nicola Ferraro, condannato in via definitiva per reati di camorra e per la sua commistione diretta con il clan dei Casalesi, e il sindaco Giuseppe Guida, integrino la fattispecie amministrativa dell’infiltrazione camorristica, che, quando accertata, comporta lo scioglimento dell’amministrazione comunale.

A furia di osservare le vicende di Arienzo, balzano agli occhi fatti diversi da quello appena descritto, che non ci stupiscono affatto. Tra i grandi rimpianti di questo giornale c’è quello di non aver potuto apporre il proprio sigillo, a lettere di fuoco, sulla scelleratissima operazione che Giuseppe Guida, su mandato del suo amico Giorgio Magliocca, ha realizzato per l’Agis, l’ente attraverso cui la Provincia gestisce gli impianti sportivi, a partire dallo Stadio del Nuoto, oggi chiuso e destinato a restarlo ancora a lungo.

Non ci stupisce, dunque, venire a sapere che nel 2025 il sindaco Guida abbia appostato circa 200mila euro per eventi ludici. Qualcuno potrà obiettare: se ci sono i soldi, ha il diritto di far divertire i suoi concittadini. Il problema è che i soldi non ci sono e che, come vedremo, scelte di questo tipo finiscono per penalizzare aree di intervento che appaiono largamente prioritarie rispetto al divertimento, alle luminarie.

Ci ha incuriosito, per l’entità delle somme in ballo, la vicenda del mega-finanziamento da 6 milioni di euro, ottenuto alcuni anni fa per la delocalizzazione degli attuali plessi scolastici e la costruzione di un nuovo polo in Santa Maria Maddalena. Un progetto premiato perché, all’epoca della sua redazione, presentava contenuti di grande attualità.

I 6 milioni, dunque, erano a disposizione del Comune. Tant’è vero che nel 2021, dopo l’aggiudicazione dei lavori all’impresa Falco Group di Caivano, fu stipulato regolare contratto. I lavori sono iniziati a fine 2022. È certo che, nell’estate scorsa, l’impresa – dopo aver presentato diversi SAL (stato di avanzamento dei lavori) – ha deciso di fermarsi, comunicando una necessaria interruzione dei lavori per mancato pagamento. Il SAL in questione era di circa 400mila euro ed era stato presentato a fine dicembre 2024, quindi sei mesi prima.

Per quale motivo il Comune di Arienzo, pur avendo a disposizione l’intera cifra del finanziamento, non ha corrisposto all’impresa quanto dovuto sulla base del SAL, così come solennemente sancito dal contratto? Perché il Comune di Arienzo è diventato inadempiente? È una domanda alla quale il sindaco Guida e il RUP, ingegnere Francesco Perretta, devono rispondere.

Attenzione: devono rispondere senza menare il can per l’aia. Quei soldi devono essere necessariamente disponibili presso la tesoreria comunale e neppure un euro, capito sindaco, neppure uno, può essere utilizzato per finalità diverse da quelle relative ai lavori per la costruzione del nuovo polo scolastico di Arienzo. Che cosa è successo? Si è rotto il bancomat della Tesoreria? Oppure, per dirla alla De Luca, qualcuno si è “arrubbato i soldi”?

O forse la Tesoreria ha subito una rapina e il direttore ha deciso che i soldi rubati erano proprio quelli del Comune di Arienzo. Vedete, quando cominciamo a usare il cazzeggio è perché ridiamo per non piangere.

Forza, sindaco Guida e ingegnere Perretta. Non dobbiamo volerci bene, ma dobbiamo rispettare le reciproche funzioni. CasertaCe pone una domanda da giornale normale: perché i lavori del polo scolastico sono fermi e dove sono finiti i soldi per pagare l’impresa? E voi, ripetiamo, senza ciurlare nel manico e senza sparare supercazzole, avete il dovere di rispondere con una formula semplice ai vostri concittadini.

Ribadiamo il concetto: questi fondi sono vincolati. Se anche solo per distrazione fossero stati utilizzati per comprare una lampadina per le luminarie estive, per la pista di ghiaccio o per altro, chi ha sbagliato deve pagare di tasca propria. Se quei 400mila euro sono stati utilizzati per altro, dovranno essere Guida e Perretta a rifonderli: 200mila euro a testa. Sappiamo che la Corte dei Conti è lenta su questi aspetti e non vogliamo attribuire a questi fatti alcuna connotazione penale: se è successo, fino a prova contraria, è successo per distrazione.

Tra l’altro, Perretta i soldi potrebbe anche rifonderli in quota parte, visto che – a quanto ci risulta – non si è mai distratto quando si è liquidato la percentuale di competenza del RUP su questi lavori, percentuale tutt’altro che irrisoria, trattandosi di un appalto di svariati milioni di euro.

Secondo e ultimo punto per oggi.

Nella testa del sindaco Guida – che, per carità, possiede formalmente il mandato democratico per portare avanti le sue idee – sull’area dell’ex mercato, da lui eliminata, dovrebbe sorgere un’arena da 5.000 posti a sedere. Ogni commento è superfluo: si pensa in grande, o in modo stravagante, quando si hanno i conti a posto e si pagano le imprese impegnate in lavori pubblici fondamentali come il nuovo polo scolastico.

Per questa stramberia, ovviamente, Guida non ha ottenuto finanziamenti statali o regionali. No. Si è rivolto alla Repubblica Italiana, ovvero alla Cassa Depositi e Prestiti, e ha ottenuto un milione di euro, che dovrà restituire con interessi.

Un’esortazione ai consiglieri di minoranza: non sarebbe il caso di verificare in modo più approfondito e tecnico lo stato delle finanze comunali, impugnando esclusivamente il TUEL?

C’è un articolo preciso, l’art. 242 del TUEL, che stabilisce quando un Comune è strutturalmente deficitario. I parametri sono cinque: non è difficile controllarli ed è doveroso metterli nero su bianco. Purtroppo non abbiamo accesso immediato a quanto la Corte dei Conti ha già scritto sul Comune di Arienzo. La materia è vischiosa e va studiata con attenzione.

È chiaro che, se i lavori pubblici non si fanno e se vengono fermati per morosità verso le imprese, una parvenza di equilibrio di bilancio può anche reggere, ma sulla pelle dei cittadini.

Per ora vi diciamo solo ciò che la Corte dei Conti ha già messo nero su bianco: predissesto. Una procedura che di solito comporta il rinvio al mittente di una delibera di assestamento e l’imposizione di una serie di azioni correttive per conti squilibrati.

Due mesi fa la Corte dei Conti è tornata a farsi viva con una deliberazione della Sezione Campania, in camera di consiglio. La Corte ha scritto che il Comune di Arienzo è risultato inadempiente all’obbligo di legge di trasmissione del questionario sul rendiconto 2024. Sembra una bazzecola, ma non lo è affatto: quando un ente non compila quel questionario è perché sa bene che potrebbe innescare una procedura di default, fino al dissesto.

Ci rileggiamo alla prossima puntata.