ESCLUSIVA. Acque agitate nell’Ordine degli Avvocati: ecco perchè Angela Del Vecchio, Franco Buco e altri 3 sono, al momento, ineleggibili

SANTA MARIA CAPUA VETERE(g.g.) La questione è un pò complessa e dunque mal si adatta a queste giornate festive, anzi, super festive durante le quali, in un contesto territoriale dove già si legge pochissimo, figuriamoci se ci si può applicare alla comprensione di complicati ghirigori giuridici.

La sostanza, comunque, è questa: 5 avvocati, tra i più importanti nell’ambito delle partite che da anni si giocano per il controllo dell’Ordine di Santa Maria Capua Vetere, potrebbero essere ineleggibili, per effetto del combinato, disposto o indisposto, non lo sappiamo, perdonateci la battuta, della legge 113 del 2017, firmata dall’allora senatore Falanga, e un pronunciamento della Corte di Cassazione su un ricorso presentato da un avvocato di Agrigento, dopo che il consiglio nazionale forense aveva interpretato l’articolo 3, comma 3, della già citata legge Falanga, in maniera molto singolare, cioè annullando la sua retroattività che è scritta, invece, nella lettera della norma.

Naturalmente la Corte di Cassazione, a sezione unite, ha accolto il ricorso dell’avvocato e ha detto che la legge Falanga si applica anche retroattivamente, annullando con rinvio al Consiglio nazionale forense, il pronunciamento espresso da quest’ultimo che, ricordiamo, al suo interno, conta diversi avvocati che, per effetto della legge Falanga, sarebbero impediti nel candidarsi.

Ma cosa dice precisamente questo articolo 3, comma 3? Dice che chi ha svolto due mandati consecutivi nei consigli degli Ordini non può candidarsi per la terza volta, ma potrà farlo solo quando sarà trascorso un periodo pari a quello di esercizio dei due mandati.

Unica esenzione che neutralizza, in pratica, l’incidenza sull’applicazione del divieto, è che il mandato sia durato per un periodo temporale inferiore ai due anni che era il vecchio intervallo temporale della consiliatura, prima della riforma che lo ha portato a 4 anni.

Tra i 5 avvocati in questione, ce ne sono due che puntano alla presidenza. Si tratta di Angela Del Vecchio (si è dimessa dal consiglio nel secondo mandato ma ha superato l’intevallo temporale di due anni nell’ambito dello stesso), Franco Buco, il quale ha intenzione di capeggiare la lista in cui l’uscente presidente Carlo Grillo, inserirebbe sua figlia. Ineleggibili sarebbero anche Antonio Mirra, che non è il sindaco di Santa Maria, ma un altro avvocato che ha come sua principale attività quella che ha svolto all’interno dell’Ordine professionale, e Patrizia Manna e Rosaria Raucci.

Occhi puntati, questo punto, sulla Commissione elettorale che a metà gennaio dovrà pronunciarsi sull’ammissione delle liste presentate.

E se è possibile ipotizzare che i 5 avvocati possano essere ammessi e quindi considerati candidabili, diventa, al contrario, difficile prevedere, a meno che non subentri un provvedimento legislativo, dentro ad uno di questi decreti di fine anno utili, spesso, soprattutto per apporre toppe e rendere favori di tipo lobbistico, che la Commissione li possa proclamare eletti, in considerazione dell’attuale stato delle cose che mette insieme norma e giurisprudenza.

Al momento, si tratterebbe di una forzatura, perchè se sulla peraltro inutile candidabilità si può anche pensare che uno spazio ci sia, questo non esiste sulla eleggibilità.