Funzionarie del comune di MARCIANISE indagate per le carte della clinica per disabili della coop. di Gabriele Capitelli. La decisione del giudice
28 Aprile 2026 - 10:54
MARCIANISE – Come richiesto dall’avvocato difensore, Vincenzo De Blasio, e in seguito anche dalla Procura, il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto l’archiviazione del procedimento penale nei confronti di due funzionarie del comune di Marcianise, indagate per il reato di falso ideologico in relazione a un verbale di sopralluogo redatto presso una casa alloggio per disabili.
La vicenda ha origine da un precedente episodio di cronaca: un tentato suicidio all’interno di una struttura di accoglienza, successivamente qualificato come tentato omicidio. Da quell’evento è scaturita un’attività investigativa che ha coinvolto complessivamente tre strutture: Vita Nuova di Marcianise, Comunità Fantasia di Portico di Caserta e la casa alloggio Alba, struttura gestita dalla cooperativa Diamante, appartenente alla galassia delle strutture e delle presone giuridiche riconducibili al noto imprenditore sammaritano Gabriele Capitelli. Tutte e tre ricadono nell’ambito di competenza dell’Ambito C05, coordinato dalla dirigente facente funzioni del Comune di Marcianise, Franca Nubifero, anche lei ha ricevuto l’archiviazione.
Le due funzionarie, come detto, difese dall’avvocato Di Blasio, che avevano svolto un accesso ispettivo nella struttura, erano state accusate di aver attestato falsamente l’avvenuta eliminazione di alcune irregolarità e la piena operatività dell’immobile. L’ipotesi accusatoria si basava su un successivo controllo effettuato a distanza di circa un anno, durante il quale erano state rilevate carenze di diversa natura, tra cui l’assenza di verbali UVI, progetti personalizzati, turni di servizio e strumenti per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
L’archiviazione è arrivato poiché, a seguito delle indagini difensive, il verbale incriminato delle due funzionarie si limitava a descrivere lo stato dei luoghi e le migliorie realizzate all’epoca del sopralluogo, senza alcuna attestazione di piena operatività o di eliminazione di tutte le criticità. Proprio a seguito delle predette indagine dell’avvocato difensore, venendo meno l’ipotesi accusatoria principale, sono state archviate anche le altre posizioni limitatamente al reato di falso.
È stato inoltre rilevato che i rilievi successivamente emersi riguardavano aspetti completamente diversi e non oggetto del primo accesso, come la mancanza di ascensore o scivolo per disabili, carenze che peraltro, secondo la normativa regionale, discutibile ma nella sua sostanza ma in vigore, non sarebbero state obbligatorie in assenza di ospiti con ridotta capacità motoria.
