“Ho quattro morti addosso”. Imprenditore casertano minaccia poliziotti. Per i pentiti di camorra è stato coinvolto in agguati. E le armi del clan dei Casalesi…
7 Marzo 2026 - 10:38
CASAL DI PRINCIPE – Urlava contro gli agenti, cercando di spaventarli con il suo passato da criminale. Un imprenditore, F.D., ha tentato di fermare un sequestro nell’area della Terra dei Fuochi millantando un curriculum preoccupante: “Sono stato accusato di quattro omicidi, so come si tratta con la gente come voi”.
La scena è andata in scena a San Tammaro, una zona che si trova al confine con Casal di Principe, nel cuore di quella terra martoriata dai roghi tossici e dagli sversamenti illegali. Gli agenti della Polizia Provinciale di Caserta erano lì per un controllo di routine in un’azienda della zona. Con loro c’era anche il comandante Biagio Chiariello, venuto a seguire personalmente le operazioni.
Tutto sembrava scorrere nella normalità fino a quando i poliziotti hanno comunicato al titolare che l’area sarebbe stata messa sotto sequestro. A quel punto, l’uomo ha cambiato completamente atteggiamento. Si è avvicinato minaccioso e ha iniziato a parlare. Non parole qualsiasi, ma frasi pesanti, studiate per fare paura. Ha raccontato di avere un passato criminale importante, di essere stato accusato di omicidi, insomma, di non essere uno con cui scherzare.
Un tentativo chiaro di intimidazione, per convincere gli agenti a lasciar perdere e a chiudere un occhio. Ma la risposta delle forze dell’ordine non si è fatta attendere. Gli approfondimenti fatti dagli investigatori hanno rivelato che quell’uomo non stava solo bluffando. Da tempo il suo nome è finito nei rapporti di chi collabora con la giustizia: viene indicato come vicino a un clan e addirittura coinvolto in fatti di sangue. Anni fa, proprio nella stessa azienda che oggi voleva proteggere a tutti i costi, gli avevano trovato un arsenale di armi riconducibili a un noto gruppo criminale.
Alla fine, il sequestro è stato eseguito regolarmente. E l’uomo, oltre a vedersi chiudere l’attività, dovrà rispondere di minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Un modo come un altro per scoprire che, a volte, a scavarsi la fossa ci si mette da soli.
