I NOMI. Presunto giro di spaccio in nove comuni del Casertano: arriva la sentenza per 6
3 Luglio 2026 - 16:52
Secondo quanto contestato dalla Procura, gli indagati avrebbero inoltre utilizzato un linguaggio in codice durante le conversazioni intercettate per evitare riferimenti espliciti agli stupefacenti
SANTA MARIA CAPUA VETERE – Si è chiuso con tre condanne e altrettante assoluzioni il processo nato dall’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere su un presunto giro di spaccio di sostanze stupefacenti attivo in diversi centri della provincia di Caserta. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Francesco Maione al termine del dibattimento. Tra i condannati figura Francesco Tessitore, destinatario di una pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione. Vincenzo Diana è stato condannato a 2 anni e 2 mesi, mentre Ardian Cegi dovrà scontare 1 anno e 8 mesi.
Il tribunale ha invece assolto Franco Talento, Federica Sferragatta e Nertil Gjoni, ritenendo che nei loro confronti non fossero emersi elementi sufficienti per una condanna.
L’indagine, condotta dai carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, aveva ricostruito un presunto sistema di spaccio che avrebbe operato tra Santa Maria Capua Vetere, Macerata Campania, San Prisco, Casagiove, Pontelatone, Curti, Recale, Casapulla e Portico di Caserta. Nel corso delle investigazioni, i militari hanno effettuato servizi di osservazione, pedinamenti e documentazione fotografica, raccogliendo elementi che, secondo l’accusa, avrebbero consentito di ricostruire numerosi episodi di cessione di droga, successivamente confluiti nel fascicolo processuale.
Secondo quanto contestato dalla Procura, gli indagati avrebbero inoltre utilizzato un linguaggio in codice durante le conversazioni intercettate per evitare riferimenti espliciti agli stupefacenti. Tra le parole impiegate figuravano termini di uso comune come “caffè”, “birra” e “maglietta”, che, nell’ipotesi accusatoria, venivano utilizzati per indicare la droga o le relative cessioni.
