Il museo Reggia vuole “prendersi” piazza Carlo III in una manovra anti-Vecchione. Pasquale Napoletano all’attacco

10 Maggio 2026 - 19:00

Qui sotto il testo integrale del comunicato dell’ex capogruppo di Fratelli d’Italia

Quanto riportato da Gianluigi Guarino su CasertaCE scoperchia un calderone che, se confermato, delineerebbe un quadro desolante per la nostra città. L’idea che la direzione della Reggia provi a blindare la gestione di Piazza Carlo III a soli quindici giorni dalla scadenza del mandato della Maffei ha tutta l’aria di un’imboscata burocratica. È un’operazione fuori tempo massimo che rischia di bloccare l’unico polmone economico rimasto a Caserta proprio mentre chi l’ha pensata sta per svuotare i cassetti.
La mia storia politica parla chiaro e non ho mai fatto sconti. In consiglio comunale mi sono scontrato più volte con Massimo Vecchione: quando ho ritenuto che stesse sbagliando o che ci fossero passaggi amministrativi poco chiari, sono intervenuto frontalmente. Non sono il tipo che regala plausi; credo fermamente che il rispetto per Caserta passi attraverso la correttezza delle procedure. Ma un conto è pretendere che le cose siano fatte bene, un altro è assistere a manovre che sembrano puntare solo a fare cassa sulle spalle di chi produce valore.
Bisogna capire che i grandi eventi non si improvvisano: la programmazione avviene un anno per l’altro. È questo lavoro di anticipo che permette alla città di organizzarsi, agli alberghi di registrare il tutto esaurito e ai ristoranti di pianificare l’accoglienza per migliaia di turisti. Mettere in discussione oggi la gestione della piazza significa sabotare un indotto che è già in moto. È inaccettabile che, come emerge dall’inchiesta giornalistica, si rischi di vedere stravolte le condizioni economiche con pretese raddoppiate proprio ora. In una città che affoga nei debiti lasciati da gestioni fallimentari, stritolare l’unico operatore capace di muovere 200 mila persone è un suicidio collettivo.
Vecchione non è un protetto della politica e non deve ringraziare nessuno: investe i suoi capitali, attira sponsor e crea un movimento che oggi è l’unica vera boccata d’ossigeno per il territorio. Se un privato paga il giusto e genera ricchezza, lo Stato ha il dovere di farlo lavorare, non di trasformarsi in un gabelliere che alza i costi a colpi di burocrazia.
Caserta non può restare ostaggio dei dispetti dell’ultima ora o di passaggi di mano sospetti in zona Cesarini. Se quello che scrive Guarino è vero, il Demanio ha il dovere di fermarsi e congelare ogni decisione. Non si cambiano le regole mentre gli eventi sono già programmati, magari per favorire nuove intermediazioni proprio mentre qualcuno ha già le valigie in mano. Serve una visione che sappia richiamare chi sbaglia, ma che sappia soprattutto difendere chi investe e crea valore reale in questa città.


Avvocato Pasquale Napoletano