IL NOME. Prima ruba i suoi soldi e poi la uccide. Ma c’è il dubbio della difesa: “Attenzione al DNA. E c’era una coppia…”

23 Luglio 2026 - 16:42

Le contestazioni della difesa

MONDRAGONE – La difesa di Mario Cristiano, il 33enne di Mondragone accusato dell’omicidio della 73enne Anastasia Spiniello, avvenuto a casa della vittima in via Guicciardini nel 2018, ha chiesto alla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere di rivalutare gli elementi raccolti nel corso delle indagini.

In particolare, per il legale di Cristiano, non sarebbero stati approfonditi gli accertamenti sul Dna di un uomo e di una donna rilevato su alcuni mozziconi di sigaretta trovati in casa della vittima. Il legale ha inoltre richiamato i rapporti tra uno di questi soggetti e l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Mondragone, mai ascoltato in aula.

Non solo, sono state contestate anche le analisi dei filmati di videosorveglianza, concentratisi solo sull’imputato, è stata ribadita inoltre l’assenza di tracce biologiche riconducibili a Cristiano, mettendo in discussione anche l’orario del decesso.

Si ricorda che la Procura ha chiesto per l’uomo una condanna a 30 anni. Per i pubblici ministeri il delitto sarebbe stato consumato il giorno precedente al ritrovamento del cadavere, tra le 13 e le 15. Secondo la ricostruzione accusatoria, la donna sarebbe stata prima colpita alla testa e successivamente soffocata con un canovaccio. Il suo corpo venne rinvenuto riverso sul pavimento dell’abitazione, in una pozza di sangue.

Per la Procura il movente sarebbe di natura economica Gli inquirenti ritengono che l’imputato, che assisteva la 73enne nelle incombenze quotidiane, abbia approfittato del rapporto di fiducia instaurato con la vittima, inducendola a sottoscrivere prestiti e cessioni della pensione per un importo complessivo superiore ai 27mila euro.

Il processo riprenderà a settembre.

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